Il Codice Gattuso ha 12 comandamenti
5 April 2008gazzetta.it
“Sono partito da una spiaggia sperduta della Calabria e sono arrivato due volte in cima al mondo”. Parole di uno che ce l’ha fatta e che non è ancora sazio: “Proprio io, Rino, quello che scappava da scuola, quello che a 12 anni andava a vendere il pesce in piazza per comprare il Super Tele ed essere felice…”. Dai tempi duri nel grigiore della Scozia con i Rangers ai trionfi del Milan di Berlusconi e della Nazionale campione del mondo di Marcello Lippi, Gennaro Gattuso si racconta partendo da 12 comandamenti, regole di vita e comportamento, tra il serio e il faceto, tradotte in uno stretto dialetto calabrese. Una vita da mediano senza mai tirarsi indietro soprattutto nelle sfide più difficili con l’umiltàe la dedizione. ‘Il Codice Gattuso sembra rivolgersi a quei giovani (”A tutti quelli che si rivedono in me, perchè io sono uno di loro”, recita la dedica del libro) che sognano di realizzare i loro obiettivi e alla fine, grazie più alla forza di volontàe all’impegno vero piuttosto che a virtù e qualitàinnate, riescono ad arrivare fino in fondo. E nella prima delle 12 regole di Gennaro Ivan c’è tutta la filosofia di Ringhio, come lo chiamano con affetto i tifosi della curva rossonera: “L’allenamento nun se sarta, nemmen se c’è un terremot” (l’allenamento non si salta nemmeno se c’è un terremoto).UNA VITA DA MEDIANO - “Oggi posso dire di essere due volte campione del mondo - racconta il giocatore rossonero nato a Corigliano Calabro 30 anni fa -, prima con l’Italia e poi con il Milan, le squadre per cui faccio il tifo. La vita è proprio strana: non sai mai quali sorprese ti può riservare. E a volte, come è capitato a me, anche i sogni più assurdi si possono realizzare: lavorando, sudando, imprecando se necessario. Se non hai un sogno, una meta, un obiettivo, sei fregato, cornuto e mazziato. Ma se invece ti poni uno scopo, da conquistare con l’anima e le unghie, allora tutto diventa più bello. E se hai la bravura, o la fortuna, di raggiungerlo, la soddisfazione è impagabile. Anche se poi è necessario porsi immediatamente un altro traguardo. Chi si ferma è perduto. A maggior ragione se uno nella vita ha scritto “mediano” sotto la voce “professione” della carta d’identità. Non sono ammesse pause nel mio ruolo, perchè appena pensi di aver scalato la montagna c’è subito un altro ostacolo, un altro intoppo. E allora via, pedalare. Anche quando la salita sembra impossibile”. Da Mastro Totonno a Carlo Ancelotti in campo con la grinta di sempre. Gattuso nella prima parte del libro ricorda con affetto il suo primo allenatore. “Mastro Totonno non era quello che si dice un genio della tattica. Anzi per essere onesti, pur con tutto il bene che gli voglio, di calcio ne capiva proprio poco. Però gli devo riconoscere un merito indiscutibile nella mia formazione sportiva: mi ha insegnato che nel calcio, come nella vita, la soluzione giusta è quasi sempre la più semplice. E, a tutt’oggi, credo che quello sia stato il consiglio più importante che abbia ricevuto”.
Il Codice Gattuso-Le dodici regole di Gennaro Ivan Gattuso. Rizzoli. Pagine 135, € 15,00
