Europa, 50 motivi per amare una 50enne

26 March 2007
Corriere.it
Dalla pace al cioccolato
1. In fondo, l’abbiamo tenuta a battesimo (Roma, 25 marzo 1957).2. Basta guerre in Europa. Il più lungo periodo di pace da sempre. Basta questo a considerare la Comunit? (poi Unione) Europea un successo. Ma passiamo pure agli altri 48 motivi.

3. Democrazia per 500 milioni di persone in 27 Paesi — anche quelli usciti dal comunismo. L’Europa occidentale ha fatto con l’Europa centro-orientale quello che l’America settentrionale non ha saputo fare con l’America centro-meridionale.

4. È vero, come dice Benedetto XVI, che «il cristianesimo ha contribuito a forgiare i valori europei». Lo sappiamo tutti, ma ci piace litigare su come presentare la faccenda.5. L’Unione Europea è una superpotenza autocritica. Ha qualche insicurezza di troppo? A 50 anni è normale.

6. Paesi un tempo poveri come Portogallo, Grecia e Irlanda oggi stanno bene.

7. Paesi ancora poveri come Bulgaria e Romania domani staranno meglio.

8. Ci sentiamo a casa anche quando non siamo a casa.

9. Abbiamo in tasca lo stesso passaporto, e spesso possiamo farne a meno (spazio Shengen).

10. Per un weekend a Vienna, Valencia o Versailles non occorre cambiare soldi o telefono. Fidanzato, magari: ma quello non dipende dal Consiglio Europeo.

11. Gli europei non esistono? Una ragazza che conosco ha pap? austriaco, mamma italiana, laurea in ingegneria a Londra, datore di lavoro francese e ufficio in Olanda.

12. Il più grande mercato interno del mondo. Se il consumatore è sveglio, ne approfitta.

13. «Nonostante la reputazione, da qualche anno l’Europa cresce più in fretta, e crea più posti di lavoro, dell’America» (sommario del servizio di copertina di Newsweek, settimanale americano).

14. L’Europa piace agli irlandesi perché insospettisce gli inglesi; consola i portoghesi perché scavalca gli spagnoli; soddisfa i polacchi perché tranquillizza i tedeschi; convince sloveni e ungheresi perché avvicina agli austriaci; entusiasma i baltici perché è rispettata dai russi. E piace — in fondo — a noi italiani perché ci protegge da noi stessi. Ovvero: senza la Ue, dove sarebbero la concorrenza e le nostre finanze pubbliche?

15. Burocrazia ragionevole (non credete alle leggende): nelle istituzioni europee lavorano 24mila dipendenti, poco più del doppio della Rai-Tv.

16. L’ambiente è tutelato. Se camminate lungo una bella spiaggia in Sardegna, fuori stagione, e vedete la scritta «Sito d’interesse comunitario», sappiatelo: senza quel cartello, probabilmente, lì ci sarebbe un residence (vuoto).

17. È vero: la politica agricola (Pac) costa troppo. Ma tutela le campagne. E poi siamo sicuri che l’autosufficienza alimentare sia una cattiva idea?

18. Molti inglesi — non tutti — hanno capito che l’Europa, in fondo, non è male (una lista simile a questa è apparsa su The Independent).

19. L’Europol non piace ai criminali. Quindi piace a noi.

20. Le squadre di calcio sono tutte Inter(nazionali).

21. Vent’anni fa (1987) è nato Erasmus, programma di scambio per giovani universitari (1,5 milioni di studenti, 2.200 atenei). I soldi meglio spesi dall’Unione Europea.

22. Dal 1992, i prodotti alimentari europei sono tracciabili (Igp) e protetti (Dop). Come dire: sappiamo quel che mangiamo.

23. Voli aerei a buon mercato. Per un coppia di Varese, un weekend a Varsavia costa meno di una cena in citt? .

24. Se dite che Bruxelles è una citt? noiosa (non lo è), immaginate cosa sarebbe senza la Ue.

25. Palazzo Berlaymont (sede storica della Commissione) è così brutto che è quasi bello.

26. Le lingue regionali e minoritarie sono protette (catalano, gaelico etc). Il bergamasco? No problem.

27. La pena di morte è incompatibile con l’appartenenza alla Ue. Niente da fare, senatore Calderoli.

28. Soldi alle regioni più povere. Basta ricordarsi di chiederli.

29. Se vuoi fare il chimico, il cameriere o l’infermiere in un’altra citt? europea nessuno può impedirtelo.

30. Puoi anche fare il contrabbandiere, volendo. Ma che gusto c’è, dal momento che le frontiere sono aperte e non c’è più nulla da contrabbandare?

31. Se ti rompi un dito al Pireo, a Porto, a Praga o a Pavia, e vai in ospedale, non ti cacciano via.

32. Due ore e 35 minuti da Londra a Parigi in treno. Se facciamo la Tav sulla Torino- Lione, ci andiamo pure noi.

33. Gli americani arrivano, girano, si divertono. E concludono che Italia, Francia e Germania, tutto sommato, offrono più del Nebraska e dei due Dakota.

34. Noi, Kyoto, l’abbiamo firmato.

35. Il Parlamento europeo potrebbe fare di più, è vero. Ma almeno controlla tutte le leggi europee.

36. La Corte di Giustizia non applica la
shari’ah.

37. La Costituzione Europea è stata affondata nel 2005. Ma stavolta l’accorciamo, non la chiamiamo «costituzione» e ce la facciamo.

38. Nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea c’è tutto quel che conta. Chi è d’accordo, è benvenuto. Altrimenti, stia a casa sua.

39. Si può comprare casa (quasi) dovunque. Dite che gli europei si buttano sulla Toscana e la Provenza, e la Transilvania è ancora poco richiesta? Calma, e occhio al mercato immobiliare del 2037.

40. L’aria delle nostre citt? deve ringraziare i motori Euro 4. Dite che comunque fa schifo? Beh, farebbe ancora più schifo.

41. Energie rinnovabili? Meglio tardi che mai (solo un Paese su 27 è un esportatore di energia).

42. Da Platone a Paul McCartney: è parecchio tempo che noi europei abbiamo buone idee.

43. Il cioccolato più buono, il vino migliore, l’unica pizza, la pasta più convincente, le berline più raffinate, le Formula Uno vincente, le motociclette più veloci, i cellulari più diffusi, i vestiti più fascinosi, i mobili più imitati: e l’elenco potrebbe continuare.

44. Molti, da questa parte della Manica, si esprimono in lingue diverse (sono 23 per 27 Paesi).

45. Tutti, da quella parte della Manica, cenano in ristoranti migliori.

46. I confronti: così sappiamo che in nessun Paese, salvo la Danimarca, l’elettricit? costa più che da noi.

47. Meglio un welfare imperfetto che nessun welfare.

48. Non abbiamo un Presidente unico. Ma neanche George W. Bush.

49. Ci lamentiamo, ma l’81% degli europei si dichiara «molto» o «abbastanza soddisfatto» della propria vita.

50. L’Europa ha tre mesi meno di me. E le ragazze del 1957, in fondo, mi sono sempre piaciute.

Beppe Severgnini

Raptors Vs Rockets

17 March 2007

Ed anche questa � andata. Sono due volte che vado a vedere i raptors all’AirCanadaCenter e due volte che puntualmente perdono. Forse porto sfiga…? Comunque il mago si � comportato bene, ha fatto punti ed ha arginato quel totem di Yao Ming… minkia quant’�!!! Poi c’� Tracy McGrady che � mostruoso, in silenzio e zitto zitto, ma tutta sostanza.
Le fotine stavolta sono venute bene: 1, 2 e 3!!!

Un momento difficile…

16 March 2007

Prima o poi doveva arrivare. E’ un momento un pò difficile per me e quando sei così lontano da casa e le cose non vanno come vorresti, ogni difficolt? si amplifica. Tutto pesa di più. Sia chiaro non ho nulla di grave, sto bene, solo un pò di stress. Sono quei momenti in cui devi trovare la forza di affrontare le difficolt? prendendo le decisioni giuste, seguendo la testa e lasciando perdere il resto. Alla fine è solo un modo per crescere e per capire che per arrivare in fondo il talento non basta, è secondario. Ci vuole il carattere e se non ce l’hai o te lo fai o è peggio per te.

Annuario Scienza e Societ? 2007

11 March 2007

L’Italia ha sempre meno ricercatori (con 3 ogni mille occupati, contro i 17 della Finlandia, siamo ormai all’ultimo posto in Europa, dietro Portogallo, Grecia e i Paesi dell’Est) eppure i nostri sono, a sorpresa, tra i più produttivi del mondo, secondi solo agli svizzeri per media di pubblicazioni scientifiche per ricercatore e ben davanti a svedesi, francesi, tedeschi e americani.
Ma il futuro non appare promettente: i nostri studenti sono tra i meno preparati del mondo in matematica – solo greci, turchi e messicani fanno peggio di noi - e dimostrano scarso interesse ad iscriversi a facolt? scientifiche. L’Italia figura inoltre all’ultimo posto in Europa per numero di lettori di argomenti scientifici su quotidiani, riviste e internet, e agli ultimi posti per utilizzo regolare di computer e internet.
Questa situazione italiana si inserisce in un quadro europeo in cui le crescenti aspettative nei confronti dei progressi e i benefici apportati dalla scienza e della tecnologia trovano solo parziale riscontro nell’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo. Se è vero che la fiducia dei cittadini in ambiti di applicazione quali biotecnologie, nanotecnologie ed energia nucleare è in aumento, altrettanto evidente è che gli investimenti europei in ricerca e sviluppo non riescono a reggere il passo con quelli di Paesi come la Cina – dove tali investimenti sono cresciuti negli ultimi anni del 20% annuo.

Sono questi solo alcuni dei dati contenuti nell’Annuario Scienza e Societ? 2007, pubblicato dall’associazione Observa– science in society, con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

Ulteriormente ampliata rispetto alle precedenti, l’edizione 2007 dell’Annuario Scienza e Societ? punta ad offrire una sintesi delle informazioni e dei dati più aggiornati per comprendere meglio il rapporto tra scienza e societ? contemporanea: risorse umane e investimenti destinati alla ricerca e all’innovazione, tendenze degli orientamenti pubblici sulle questioni più attuali e controverse - dall’eutanasia alle cellule staminali; una cronologia dei principali eventi che hanno segnato i rapporti tra scienza e societ? nel corso del 2006; un elenco di volumi pubblicati e una scelta di risorse web su questi temi.

Il volume è stato presentato in anteprima l’8 marzo 2007 all’Accademia delle Scienze di Torino, alla presenza di Angelo Raffaele Meo (Presidente dell’Accademia delle Scienze), Andrea Bairati (Assessore alla Ricerca della Regione Piemonte), Piero Gastaldo (Segretario Generale della Compagnia di San Paolo), Piero Bianucci (giornalista scientifico) e Massimiano Bucchi (professore di sociologia della scienza all’Universit? di Trento e membro del Comitato Scientifico di Observa – Science in Society).

observa.it

“Big mess” coming soon!!!

2 March 2007

Mother Nature reminded Torontonians today she’s still got plenty of kick left in her winter boots as she pummelled the city with 4 inches of heavy, blowing snow and sheets of freezing rain that wreaked havoc on roads. And there’s more coming just in time for the Friday-morning commute, forecasters say. Driving, too, was treacherous, with many commuters reporting the drive home tripled in length. And taking trains or planes wasn’t much better.Taxi drivers were quoting a $100 flat fee for a ride out to the airport, more than double the normal rate. And that’s if you could find a cab in the first place. The storm, which moved northeast across the province from Windsor to Quebec, paralyzed the city, wreaking havoc on roads after snow, wind and a high of –1C combined paving them in a two-centimetre-thick layer of ice. Emergency vehicles were delayed by up to two hours; OPP reported a crash a minute on the region’s highways. Forecasters expected a second storm on track to move in early Friday morning to pelt the city with more sleet and freezing rain before shifting back to heavy snow, making the commute a monumental challenge, said meteorologist Josh Newhard of AccuWeather.com.
“It’s going to be a big mess”, he said.

TheStar photoGallery