Tosatti è passato all’altro mondo
28 February 2007Non ero un grande estimatore di questa persona, mi dava fastidio il modo in cui si poneva. Quindi non lo rivaluto solo perchè è passato a miglior vita, ma comunque riporto una sua recente considerazione, che condivido:
IN UNA RECENTE INTERVISTA GLI ERA STATA POSTA QUESTA DOMANDA: Secondo lei, e’ vero che nel calcio di oggi c’e’ un’eccessiva competitivita’, un’esagerata ansia di risultati?
E TOSATTI AVEVA RISPOSTO: Vede, nello sport, come nella vita, la competitivita’ e’ sempre utile, perche’ permette di misurare le proprie capacita’ e di migliorarsi in caso di sconfitta. I problemi nascono quando si da’ alla competizione un valore che oggettivamente non possiede. Soprattutto in paesi a forte educazione religiosa, come l’Italia, la sconfitta e’ vista non come un’indicazione temporanea dei propri limiti, ma come un giudizio assoluto, un segno divino di incompetenza. A questo punto il normale confronto diventa quasi un conflitto esistenziale, una sfida fra due citta’, due quartieri, due ideologie politiche. Tutto cio’, facendo presa sulle menti piu’ fragili, puo’ dare anche ad una partita di calcio una valenza sproporzionata, con i risultati che tutti conosciamo.
