Non ero un grande estimatore di questa persona, mi dava fastidio il modo in cui si poneva. Quindi non lo rivaluto solo perchè è passato a miglior vita, ma comunque riporto una sua recente considerazione, che condivido:
IN UNA RECENTE INTERVISTA GLI ERA STATA POSTA QUESTA DOMANDA: Secondo lei, e’ vero che nel calcio di oggi c’e’ un’eccessiva competitivita’, un’esagerata ansia di risultati?
E TOSATTI AVEVA RISPOSTO: Vede, nello sport, come nella vita, la competitivita’ e’ sempre utile, perche’ permette di misurare le proprie capacita’ e di migliorarsi in caso di sconfitta. I problemi nascono quando si da’ alla competizione un valore che oggettivamente non possiede. Soprattutto in paesi a forte educazione religiosa, come l’Italia, la sconfitta e’ vista non come un’indicazione temporanea dei propri limiti, ma come un giudizio assoluto, un segno divino di incompetenza. A questo punto il normale confronto diventa quasi un conflitto esistenziale, una sfida fra due citta’, due quartieri, due ideologie politiche. Tutto cio’, facendo presa sulle menti piu’ fragili, puo’ dare anche ad una partita di calcio una valenza sproporzionata, con i risultati che tutti conosciamo.
Io quoto in pieno quanto scritto sotto!
SI CAPISCE, uno ha tutto il diritto di coltivare i suoi ideali integerrimi. E di sentirsi eletto dal popolo lavoratore anche se è stato spedito in Senato da una segreteria di partito. Uno ha tutto il diritto di rivendicare purezza e coerenza, così non si sporca la giacchetta in quel merdaio di compromessi e patteggiamenti che è la politica. Però, allora, deve avere l’onest? morale di non fare parte di alcuna coalizione di governo. E deve dirlo prima, non dopo. Deve farci la gentilezza di avvertirci prima, a noi pirla che abbiamo votato per una coalizione ben sapendo che dentro c’erano anche i baciapile, anche i moderatissimi, anche gli inciucisti. A noi coglioni che di basi americane non ne vorremmo mezza, ma sappiamo che se governano gli altri di basi americane ne avremo il triplo.
Invece no: questi duri e puri se ne strafottono della nostra confusione e della nostra fatica. Prima salgono sulla barca della maggioranza, poi tirano fuori dal taschino il loro cavaturaccioli tutto d’oro e fanno un bel buco nello scafo, per meglio onorare la loro suprema coerenza e la nostra suprema imbecillit? . Un bell’applauso ai Cavalieri dell’Ideale: tanto, se tornano Berlusconi e Calderoli, per loro cosa cambia? Rimarranno sul loro cavallo bianco con la chioma al vento.
Michele Serra (Repubblica.it)
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