intervallo
23 December 2006E’ finito il primo tempo della mia partita canadese. Sono tornato a casa per i quindici minuti (giorni) di intervallo, devo ricaricarmi per l’importantissimo e decisivo secondo parziale di gioco.
E’ finito il primo tempo della mia partita canadese. Sono tornato a casa per i quindici minuti (giorni) di intervallo, devo ricaricarmi per l’importantissimo e decisivo secondo parziale di gioco.
VecchioToronto è questo il significato dell’acronimo VecTor e tutte le persone nella foto (a parte io
) compongono il VecTor Group, ovvero sono i ragazzi che lavorano con il Prof. Frank J. Vecchio. Non avevo mai scritto nulla al riguardo, ma dopotutto è il motivo principale per cui sono qui. Nove mesi a contatto con uno dei più bravi in circolazione, colui che assieme al Prof. Collins ha formulato uno dei modelli più conosciuti nel campo dell’ingegneria strutturale. L’ambiente è molto competitivo e sino ad oggi le mie difficolt? le ho avute, spero di superarle presto.
Oggi pranzo in un ristorante turco, si celebra il master di uno dei ragazzi nella foto. Mohamedd un egiziano da Il Cairo. Le nazioni rappresentate sono: Turchia, Egitto, Iran, Indonesia e Corea del Sud. Un team internazionale tra cui spiccano due persone, Jimmy e Houssein, il primo mi ha dato una mano soprattutto all’inizio e con il secondo divido la stanza.
Good Luck Nino, ne hai bisogno ![]()
repubblica.it
Il mercato del lavoro nel settore scientifico sempre più all’insegna della precariet? : il 10,2% dei ricercatori ha avuto infatti un contratto a tempo determinato e il 9,7% un assegno di ricerca; i “Co.co.co.” e le altre forme di collaborazione sono il 35,8%, mentre i borsisti di vario genere sono 37,4%. Un’incertezza che provoca stress e tensioni anche nella vita privata.
Ai ricercatori precari è dedicata l’indagine svolta dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle ricerche, pubblicata nel volume “Portati dal vento. Il nuovo mercato del lavoro scientifico” di Maria Carolina Brandi dell’Irpps-Cnr.
Un altro dato che desta preoccupazione è poi l’elevata et? media dei ricercatori, dovuta anche al blocco delle assunzioni a tempo indeterminato negli enti pubblici di ricerca. All’indagine hanno risposto, attraverso un questionario informatico, 798 ricercatori con contratto a termine di alcune Universit? e dei maggiori Enti pubblici di ricerca italiani. “Dall’esame dell’et? si rileva innanzitutto che il 5,2% ha più di quarant’anni, il 20,6% è tra i 35 e i 39 anni, mentre il 43,4% è tra i 30 ed i 34 e solo il 30,7% ha 29 anni o meno”, spiega Carolina Brandi. Un effetto, questo, dei tempi di attesa: “Anche 5 anni prima che un ricercatore possa vedere stabilizzata la propria collaborazione. Al momento dell’intervista, infatti, il 60% dei casi aveva rapporti di lavoro in atto di durata intermedia, il 32,3% usufruiva di contratti brevi (di un anno o meno), mentre pochissimi (7,7%) avevano contratti di durata superiore ai tre anni”.
Ma come incide nella vita privata il perdurare di questa instabilit? ? “Per il 97,4% è causa di stress emotivo, che il 59,3% dichiara ‘forte’”. La produttivit? scientifica, invece, sembra non risentire dell’incertezza: “L’output scientifico del campione è elevato e nella media - aggiunge l’autrice - a conferma che esso dipende dalle capacit? e dalla validit? del gruppo e non dalla stabilit? del rapporto di lavoro”. Inoltre, nonostante le difficolt? , emerge che la ricerca è una scelta di vita per gli intervistati, una vocazione che di fatto scoraggia il passaggio ad altre professioni nelle quali, pure, l’85,9% ritiene di avere possibilit? di inserimento e il 68,5% anche con un salario più alto.
Io non sono nè nell’85,9%, nè tantomeno nel 68,5% ![]()
Come anticipato è finalmente arrivata la tanto attesa neve. Due giorni fa solo un pochino, stasera invece esco dal GB (Galbraith Building) alle otto e mezza e mi ritrovo tutto bianco!!! In Sicilia non è certo roba quotidiana e per me è un pò un evento. Ha un suo fascino ed anche una sua utilit? : stasera in una piscina olimpionica eravamo solo in quattro ![]()
E’ arrivata la neve! just a little, ma è arrivata. Friddu ca ci su i cardigghi!!! Comunque stasera sono stato a mangiare cinese, in un posto che è tra i miei favoriti. Il lavoro è duro ed in questo periodo c’è anche qualche problemino da risolvere al più presto. Allora mi pigghiu na picca d’aria frisca e con Peter, un amico di Honk Kong conosciuto al camping ad Algonquin Park, ce ne andiamo da King’s Noddle su Spadina & Dundas. Nu burdellu di cristiani, ni facemo a line e alla fine mangiamo. A proposito qui le porzioni non sono “normali” come in Italy, ma sono proprio esagerate e mi hanno anche detto che in USA è peggio (poi si lamentunu ca sunu rossi)!
Abbiamo mangiato springer roller (i famosi involtini primavera), riso di Young-Chow (una citt? cinese) e poi il noddle della casa (bonu appidaveru).
Alla fine ci hanno portato il famoso cookie cinese, quello col bigliettino dentro. Nel mio c’era scritto:
work hard and you will become more wealthy
e infatti torno a casa perchè devo workare hard ![]()