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	<title>AeroportoDelleEolie.it</title>
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	<description>Un sogno da trasformare in realtà ...</description>
	<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 08:57:44 +0000</pubDate>
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		<title>AEROPORTO DI MESSINA - ..Un altro capitolo.</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 08:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinoWeb</dc:creator>
		
	<category>Press</category>
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		<description><![CDATA[Si arricchisce di un altro capitolo la questione aereporto per Messina.Infatti lo scorso 23 agosto, il Consiglio Provinciale aveva   approvato a larga maggioranza,  la delibera che richiedeva  la  dismissione totale dell’ente Provincia dalla Sogas, la società di  gestione dell’Aereoporto dello Stretto, mettendo in grande imbarazzo il  Presidente Nanni Ricevuto.
Dopo quella votazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Si arricchisce di un altro capitolo la questione aereporto per Messina.Infatti lo scorso 23 agosto, il Consiglio Provinciale aveva   approvato a larga maggioranza,  la delibera che richiedeva  la  dismissione totale dell’ente Provincia dalla Sogas, la società di  gestione dell’Aereoporto dello Stretto, mettendo in grande imbarazzo il  Presidente Nanni Ricevuto.</p>
<p>Dopo quella votazione sono stati in molti a chiedere la testa del  Presidente della Provincia su un vassoio d’argento, vista la cospicua  partecipazione  dell’ente provinciale all’interno della sogas,  inoltre  in modo quasi un’anime tutte le forze politiche, e non solo, hanno   chiesto che venga finalmente affrontata in maniera definitiva l’idea  dell’aereoporto in provincia di Messina.</p>
<p>Questa volta è la UIL a puntare i riflettori sulla vicenda e  attraverso una nota, per bocca del suo Segretario Provinciale   Costantino Amato,  chiede una Conferenza sui Servizi, affinchè si  affronti la vicenda a livello provinciale” Il colpo di mano del  consiglio provinciale che lo scorso 23 agosto –  spiega Costantino Amato  – ha bocciato la ricapitalizzazione della Sogas, la società di gestione  dell&#8217;aeroporto dello Stretto, decretando l’uscita della Provincia  Regionale, titolare del 26,67% delle azioni, dal capitale sociale della  società, ha posto fine a un capitolo imbarazzante per l’amministrazione.</p>
<p>Un’amministrazione che nel Tito Minniti aveva creduto e investito,  spingendo fino all’iniezione di oltre 600 mila euro necessari per la  ricapitalizzazione, ritenuta indispensabile per mantenere in vita la  società sino alla privatizzazione e in attesa che i messinesi provassero  affezione per uno scalo che per i viaggiatori comporta numerosi  disagio”</p>
<p>Pure Amato critica la scelta fatta a suo tempo dall’Amministrazione  Ricevuto, reputandola per lo meno avventata, almeno stando alle cifre  investite all’interno della società di gestione del “Tito Minniti” «Pur  volendo, infatti, considerare la buona fede di chi amministra – continua  Amato - non si può sottacere il fatto che la provincia Regionale si sia  tuffata nell’affare Sogas con una noncurante leggerezza.</p>
<p>Non si può chiudere un occhio sugli 800 mila euro circa spesi sin qui  dall’amministrazione Ricevuto per foraggiare la Sogas, società con  perdite accumulate negli ultimi dieci anni per circa 30 milioni di euro,  ed un passivo annuale per gli ultimi quattro anni di circa 4 milioni di  euro. Non si può non soppesare il flop dei collegamenti veloci con  l’aeroporto, un servizio appaltato per 23 milioni di euro in tre anni.</p>
<p>Un servizio di fatto poco funzionale e costosissimo che ha lasciato  insoddisfatto l’85 per cento dell’utenza, spiazzato dall’alto costo del  biglietto, dalle modalità di abbonamento, dagli orari non rispettati e  poco funzionali alla coincidenza dei voli da e per l’aeroporto e  soprattutto dalla necessità dettata dalle cattive condizioni meteomarine  di deviare verso il porto di Reggio Calabria, con inevitabili disagi  per i pochi coraggiosi utenti.</p>
<p>Una variabile, quella dell’inadeguatezza del molo del Tito Minniti  che avrebbe dovuto essere valutata prima di promuovere a spron battuto  il servizio. Senza contare la beffa del check in a Messina, per il quale  la stessa Sogas ha richiesto alla Provincia di Messina un balzello di  50.875 euro al mese».</p>
<p>Il Segretario provinciale della Uil ha il timore che ormai i  messinesi debbano abituarsi all’idea di lunghi chek-in in un aereoporto,  come quello di Fontanarossa, sempre più trafficato da voli  internazionali, per questo ritiene utile affrontare di petto la  questione dell’aereoporto in provincia di Messina  «La domanda che ci  poniamo a questo punto – prosegue Amato – è se rassegnarci ai lunghi e  caotici check in di Fontanarossa, aeroporto sempre più internazionale e  trafficato e chiedere una volta per tutte a gran voce che la politica  tutta si impegni per la creazione di un aeroporto per Messina.</p>
<p>Non è pensabile, infatti, immaginare un territorio come il nostro, ad  alta vocazione turistica, senza vie di comunicazione veloci. In una  società in cui anche le vacanze divengono più brevi diviene necessario  infatti garantire spostamenti rapidi per essere competitivi dal punto di  vista commerciale. Diventa imprescindibile avere un aeroporto che serva  la città, l’area dei Nebrodi, le Isole Eolie e il bacino del milazzese.  Un aeroporto tutto messinese. Il consiglio provinciale valuti, scevro  da ogni tipo di interesse politico, l’opzione tecnicamente più adeguata  (ad esempio tra la Valle del Mela e Torrenova) e quella che meglio si  confà alle esigenze del territorio, anche in termini di impatto  ambientale.</p>
<p>Dopo di che si prenda una decisione in tempi rapidi, si convochi una  conferenza di servizi e si coinvolgano i privati, peraltro già  interessati a questo tipo di operazione. Alla politica – conclude Amato –  il compito di dare un segnale forte e sposare una iniziativa, già da  più parti acclamata, in nome dello sviluppo del territorio e  dell’occupazione». Adesso toccherà alla politica dare le dovute  risposte, visto che sulla questione dell’aereoporto messinese in molti  si sono espressi in maniera positiva e possibilista, però poi le  attenzioni si sono spostate verso altri lidi.</p></blockquote>
<p><em><strong>scomunicando.it </strong></em></p>
<blockquote />
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		<title>AEROPORTI &#038; AEROPORTI</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 19:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
	<category>Press</category>
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		<description><![CDATA[UN
Profondo sviluppo economico nel mondo ha portato ad una corrispondente  espansione degli aeroporti e dell’infrastruttura correlata; in Italia  abbiamo pochi aeroporti, di cui alcuni non funzionano in quanto sono  inseriti in un contesto di utenza ravvicinata, vedi Rimini,Forlì,  Bologna, quest’ultimo comunque ha registrato una discreta crescita anche  nel 2010, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UN<br />
Profondo sviluppo economico nel mondo ha portato ad una corrispondente  espansione degli aeroporti e dell’infrastruttura correlata; in Italia  abbiamo pochi aeroporti, di cui alcuni non funzionano in quanto sono  inseriti in un contesto di utenza ravvicinata, vedi Rimini,Forlì,  Bologna, quest’ultimo comunque ha registrato una discreta crescita anche  nel 2010, in Sicilia siamo svantaggiati e abbandonati dalle nostre  istituzioni, abbiamo necessariamente l’esigenza di realizzare in tempi  brevissimi l’aeroporto dei Nebrodi a Torrenova ed un aeroporto nella  provincia di Agrigento.</p>
<p>Nel mondo, gli investimenti totali destinati allo sviluppo aeroportuale  nei prossimi 20 anni supereranno infatti Dh75 miliardi (US$20,43  miliardi). Questa cifra include le opere di valorizzazione  dell&#8217;Aeroporto Internazionale di Abu Dhabi, che ammonteranno a Dh30  miliardi (US$8,17 miliardi); Dh15 miliardi (US$4,08 miliardi) destinati  alla perdurante espansione dell&#8217;Aeroporto Internazionale di Dubai; e  Dh30 miliardi (US$8,17 miliardi) probabilmente spesi per il nuovo  sviluppo Dubai World Central che ospiterà il settimo aeroporto  internazionale degli EAU.</p>
<p>Inoltre, per la valorizzazione dell&#8217;Aeroporto Internazionale di Sharjah  sono stati destinati Dh227 milioni (US$61 milioni), ulteriori Dh2,9  miliardi (US$800 milioni) andranno alla costruzione del nuovo aeroporto  di Ajman mentre per l’ampliamento del proprio terminal e strutture  associate, Fujairah ha assegnato Dh183 milioni (US$49 milioni).  L&#8217;Aeroporto Internazionale di Al Ain International è oggetto di opere di  valorizzazione del valore di Dh75 milioni (US$20,43 milioni) ed il  Governo di Ra’s al-Khaimah ha investito Dh1 miliardo (US$272 milioni)  nell’ampliamento del proprio aeroporto. Il totale di questi progetti  garantisce agli EAU la posizione di principale investitore nello  sviluppo aeroportuale nel Medio Oriente.</p>
<p>Il ritmo dell’espansione aeroportuale è dipeso dal successo fenomenale  riscosso dalle compagnie aeree attualmente operative quali la Emirates,  con sede a Dubai, e da quello delle nuove linee aeree, come la Etihad  Airways, con sede ad Abu Dhabi, la Air Arabia, di Sharjah, la prima  compagnia low cost della regione e RAK Airways, tEmirates, una delle  prime dieci compagnie aeree del mondo, intende triplicare la propria  capacità nel corso dei prossimi otto anni. Etihad è invece una delle  linee aeree in più rapida crescita al mondo e persegue un’ambiziosa  strategia mirante ad aumentare la propria flotta e ad ampliare la  propria rete di tratte internazionali.</p>
<p>Considerando la loro posizione strategica tra Oriente e Occidente, i  porti degli EAU, come gli aeroporti, rappresentano uno strumento  essenziale di crescita economica, in particolar modo per quanto riguarda  la diversificazione economica, e sono anch’essi oggetto di un  importante piano di ampliamento.<br />
Mina (Port) Zayed ad Abu Dhabi City, è il principale porto cargo  generale dell’Emirato. La Società Portuale di Abu Dhabi (ADPC) ha  iniziato i lavori di costruzione di una nuova e importante struttura, il  Porto di Khalifa, corredato da zona industriale adiacente, a Al  Taweelah, la cui prima fase costerà approssimativamente Dh8 miliardi  (US$2,18 miliardi). Si prevede inoltre che nel 2009 entrerà in funzione  un nuovo e grande porto a Mussafah.</p>
<p>I porti di Dubai, Port Rashid a Dubai City e Jebel Ali, a sud-ovest  della città, giocano un ruolo centrale nei commerci all’interno degli  EAU. In particolare, Jebel Ali, che gestisce principalmente cargo di  grandi dimensioni e materiale industriale destinato alla Zona Franca di  Jebel Ali, è il principale porto del paese ed il porto artificiale più  grande al mondo.<br />
Negli ultimi anni, tutti i porti di Dubai hanno riscontrato un notevole  incremento dell’attività, destinata ad aumentare ulteriormente quando  verrà ultimata la prima delle quattro fasi del progetto di ampliamento  di Jebel Ali, del valore di Dh4,6 miliardi (US$1,25 miliardi).</p>
<p>Sharjah è l’unico Emirato a possedere un porto su entrambe le coste  degli EAU. Il suo porto sulla costa orientale, Khor Fakkan Container  Terminal (KCT), è l’unico porto naturale in acque profonde della  regione, sorge in una posizione geografica strategica nell’ambito dei  floridi trasporti marittimi in container, essendo vicino ai principali  corridoi di navigazione est-ovest e fuori dal delicato Stretto di  Hormuz. Attualmente già tra i principali hub portuali per le attività di  trans-shipment di container del Paese, KCT è oggetto di un progetto di  ampliamento di ampio respiro, del costo totale di Dh300 milioni  (US$81,75 milioni).</p>
<p>Agli inizi del 2005, il Porto di Fujairah aveva commissionato altri  150.000 metri cubi di strutture per l’immagazzinaggio in bunker onshore,  ed ora si è affermato come il secondo maggiore centro di bunkering del  mondo, in grado di fornire 12 milioni di tonnellate di olio combustibile  all’anno, per un valore di US$2,5 miliardi (Dh9,17 miliardi).</p>
<p>Carmelo Giovanni PORTALE  presidente comitato aeroporto Eolie&#038;Nebrodi
</p>
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		<title>Aeroporti, troppi sprechi Via gli scali bonsai</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 08:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinoWeb</dc:creator>
		
	<category>Press</category>
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		<description><![CDATA[repubblica.it
Il mondo in overdose di aeroporti si prepara - causa austerity dei conti  - a lanciare la crociata contro gli scali fantasma. Nel mirino, le  decine di terminal formato bonsai spuntati come funghi nell&#8217;era della  deregulation selvaggia dei cieli, ridotti oggi a piccole cattedrali nel  deserto. Con pochi passeggeri, tanti debiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>repubblica.it</em></p>
<blockquote><p>Il mondo in overdose di aeroporti si prepara - causa austerity dei conti  - a lanciare la crociata contro gli scali fantasma. Nel mirino, le  decine di terminal formato bonsai spuntati come funghi nell&#8217;era della  deregulation selvaggia dei cieli, ridotti oggi a piccole cattedrali nel  deserto. Con pochi passeggeri, tanti debiti e conti puntellati ogni anno  da generosi aiuti pubblici.</p>
<p><a id="more-196"></a>A guidare la guerra contro gli  sprechi in pista sono stati finora Italia, Stati Uniti e Spagna. Con  Washington - alle prese con un deficit pubblico da brividi - a fare da  apripista a tutti.<br />
Il Tesoro Usa già da qualche mese si è messo a  spulciare i dati sulle uscite per vedere dove poteva risparmiare qualche  dollaro. E alla voce airports, a fianco delle somme stanziate per  strutture colossali come il Jfk a New York o l&#8217;Hartsfield Jackson di  Atlanta (90 milioni di passeggeri nel 2009), ha trovato 1,2 miliardi  l&#8217;anno spesi per tenere in vita 2.834 piste dove in 12 mesi non era  atterrato nemmeno un volo di linea. Finanziamenti destinati ora ad  andare incontro a una bella sforbiciata.</p>
<p>Spagna e Italia, dove i  conti dello Stato non sono messi poi tanto meglio, si sono avviate  sulla stessa strada. Il governo Zapatero sta valutando come  riorganizzare i suoi scali dopo che i mille campanilismi iberici (tutto  il Mediterraneo è paese) hanno generato - sotto la poderosa spinta del  boom delle low-cost - una vera e propria ammucchiata aeronautica:  cinquanta nuovi aeroporti nati nel giro di pochi anni, dissanguando in  molti casi le casse degli enti locali. Morale: <span class="adv adv-middle-inline"> </span>   oggi molte di queste realtà sono coperte di debiti. Mentre altre dopo  qualche mese di gloria sulle ali delle bizzarre rotte partorite dalla  fantasia dei vettori a basso costo - Vueling è arrivata a collegare  Lleida e Barcellona, città lontane appena 135 km.! - si ritrovano oggi  con un pugno di mosche (e di passeggeri) in mano. Tradite dall&#8217;ex  aerolinea di riferimento, fallita o emigrata altrove, e con due o tre  miseri voli al giorno sul tabellone della partenze.</p>
<p>La guerra  agli scali fantasma rischia però di fare il botto proprio nel Belpaese.  Sul tavolo del governo c&#8217;è un documento che scotta: il piano per la  riorganizzazione del sistema aereo nazionale messo a punta da Nomisma,  One Works e Kpmg. Più di un centinaio di paginette di numeri tabelle,  analisi e cifre che arrivano a una conclusione drastica: in Italia ci  sono 24 aeroporti di troppo. Foggia, Parma, Rimini, Forlì, Brescia,  Cuneo, Perugia, Bolzano e tanti altri. Strutture senza passeggeri - a  Siena ne passano sì e no un migliaio l&#8217;anno - o con forti limiti di  crescita strutturali come Ciampino cui lo Stato dovrebbe, suggerisce il  piano, sospendere gli aiuti pubblici (2-3 milioni l&#8217;anno l&#8217;uno solo per  il servizio assistenza volo e i pompieri) condannandoli con ogni  probabilità a una lenta eutanasia.</p>
<p>Strutture come queste - dicono  gli esperti - hanno bisogno di un traffico minimo di 500mila persone  l&#8217;anno per sperare di arrivare all&#8217;equilibrio economico. E nel 2009 in  Italia sopra questa soglia di sopravvivenza ce n&#8217;erano solo 25 su 100.</p>
<p>Chiudere  i mini-aeroporti, nel paese dei localismi, non sarà naturalmente una  passeggiata. A Roma, per dire, mentre con la mano destra si pensa a dove  e come tagliare, con la sinistra si lavora per varare un nuovo scalo  (su cui lo studio One Works è molto perplesso) a Viterbo. In Sicilia  Stato e Regione litigano per chi dovrà aprire il portafoglio per Comiso,  struttura che ha già divorato 53 milioni di euro di soldi pubblici,  pronta da due anni ma ancora congelata. E destinata a questo punto a  nascere già vecchia. In Toscana è derby fratricida - come tradizione  regionale - tra Firenze (rimasta un po&#8217; al palo, 1,3 milioni di transiti  da gennaio a fine settembre) e Pisa (già a 3,2 milioni grazie ai  low-cost). Ma non contente di questo affollamento aeroportuale le  autorità locali stanno cercando di far risorgere dal nulla pure Siena.</p>
<p>Sopra  il Po, con un pizzico di dirigismo, si sta cercando di mettere un po&#8217;  d&#8217;ordine sull&#8217;asse Torino-Venezia dove ogni 50 chilometri c&#8217;è una pista  d&#8217;atterraggio. Troppe, come ovvio. E i risultati a volte sono scontati: a  Brescia Montichiari, stretta tra la concorrenza di Bergamo a ovest e di  Verona a est è decollato mestamente pochi giorni fa l&#8217;ultimo volo di  linea in tabellone. Ieri il sito della società di gestione, alla voce  arrivi e partenze, era mestamente vuoto e durante la settimana ospita  ormai solo qualche volo charter. Tanto che la società di gestione ha  deciso di tappare i buchi del traffico passeggeri puntando tutto sul  servizio cargo.<br />
La focalizzazione su business precisi, dicono gli  esperti, è l&#8217;unica strada per evitare il crac. La Lombardia - con la Sea  in cabina di regia - vuole fare di Bergamo la capitale dei low-cost, di  Malpensa l&#8217;hub intercontinentale, di Linate il city airport per i voli a  breve raggio e di Brescia, appunto, lo snodo per le merci. E se la  crociata contro i mini-aeroporti chiuderà i rubinetti dei soldi  pubblici, questi panda dei cieli - grazie alla specializzazione -  avranno una chance in più per sfuggire all&#8217;estinzione.</p></blockquote>
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		<title>AST AEROSERVIZI INTERESSATA A SCALO DEI NEBRODI</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 11:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinoWeb</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Svizzera «atterra» in Sicilia e, in particolare, a Torrenova, piccolo  Comune della provincia di Messina che si affaccia sul Mar Tirreno. E lo  fa con un progetto ambizioso: costruire il tanto atteso e desiderato  aeroporto delle Eolie e dei Nebrodi. A distanza di 10 anni da quando per  la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La Svizzera «atterra» in Sicilia e, in particolare, a Torrenova, piccolo  Comune della provincia di Messina che si affaccia sul Mar Tirreno. E lo  fa con un progetto ambizioso: costruire il tanto atteso e desiderato  aeroporto delle Eolie e dei Nebrodi. A distanza di 10 anni da quando per  la prima volta si parlò di aeroporto in provincia di Messina, oggi ci  sono due certezze: uno studio di fattibilità che individua proprio nel  Comune di Torrenova l&#8217;area ideale per realizzare «il sogno dei Nebrodi»,  e la disponibilità finanziaria dei privati. La struttura, infatti,  verrebbe realizzata e gestita da una società svizzera, la Tl Sebenic Sa  di Lugano con compartecipazione di imprenditori italiani, ma anche  siciliani. Secondo i dati tecnici forniti, il bacino d&#8217;utenza  includerebbe 756.350 residenti, compresi i poli turistici delle Eolie e  di Cefalù, mentre l&#8217;aeroporto dovrebbe essere agibile tutto l&#8217;anno  ospitando anche aerei provenienti dall&#8217;estero. Previsto un traffico di  900 mila passeggeri l&#8217;anno. La società aeroportuale, stando alle  intenzioni, dedicherà anche un&#8217;area ai Canadair della Protezione civile e  un eliporto di collegamento con le Isole Eolie, Tropea e Gioia Tauro.  Per quanto concerne la struttura vera e propria questa non avrà  l&#8217;aspetto di un edificio imposto al territorio, innestandosi  perfettamente con lo stesso. Difatti soltanto le fondamenta saranno di  cemento armato. Il resto della struttura sarà costruita con tralicci  metallici, con un&#8217;architettura moderna e avvenieristica. E proprio i  progettisti, sindaci e politici si sono dati appuntamento all&#8217;hotel  «Hilton» di Portorosa per presentare i risultati di un lungo studio di  fattibilità. Al tavolo dei relatori erano presenti, tra gli altri, uno  dei progettisti dell&#8217;opera, l&#8217;ing. Giuseppe Petracca e il vice  presidente della società svizzera, l&#8217;on. Francesco Froio. La holding è  disposta a investire ben 60 milioni di euro. Tanto è la spesa per  realizzare l&#8217;aeroporto delle Eolie e dei Nebrodi per lo sviluppo  turistico della provincia di Messina e, in particolare, della zona  tirrenica e nebroidea. Peraltro, oltre all&#8217;interesse di realizzare  questa struttura chiave c&#8217;è anche la volontà di un gruppo di  imprenditori spagnoli a investire i loro capitali tra Milazzo e Tusa per  costruire alberghi, villaggi e creare un turismo d&#8217;élite. Ma non tutti  sono d&#8217;accordo con il fatto che il progetto dell&#8217;aeroporto possa  decollare. Primo fra tutti lo stesso sindaco di Torrenova, Basilio  Castrovinci il quale teme che la creazione di un aeroporto possa minare  un progetto che ha avuto la benedizione della sua amministrazione. E  cioè quello di creare un villaggio turistico con una potenzialità di  2.200 posti letto. «Questo progetto andrebbe in fumo se si realizzasse  l&#8217;aeroporto – ha detto Castrovinci durante il suo intervento –. Se le  piste si spostano in direzione Messina e non si intacca il nostro  progetto che sta per essere avviato, allora va bene. Prima bisogna  creare le strutture per il turismo e poi i collegamenti e, quindi,  l&#8217;aeroporto». Di opinione diametralmente opposta è stato, invece, l&#8217;avv.  Bernardette Grasso, sindaco di Caprileone, Comune confinante con  Torrenova. E il suo intervento, oltre a strappare gli applausi della  platea, è stato piuttosto animato. «Torrenova deve rivedere le proprie  idee e guardare all&#8217;hinterland. La nostra unica risorsa è il turismo e  dobbiamo creare tutte le opportunità per lo sviluppo». Il presidente dei  senatori di Forza Italia, Renato Schifani, accompagnato dall&#8217;on.  Basilio Germanà, è intervenuto schierandosi a favore di questa  iniziativa. Il presidente dell&#8217;Enac, Vito Riggio, invece, ha prospettato  una situazione in chiaroscuro: «Gli aeroporti si fanno se hanno la  capacità di incassare. Bisogna vedere diversi aspetti tecnici, se non ci  sono con gli aeroporti di Catania e Palermo, bisogna studiare per 5  anni i venti per non ritrovarsi, poi, con piste inutilizzabili. Certo,  non voglio scoraggiare l&#8217;iniziativa. Se si vuole fare un investimento  turistico rilevante sono d&#8217;accordo. Il progetto è bellino, ma bisogna  vedere se si può poggiare sul territorio». Insomma, il sassolino è stato  lanciato nello stagno. Adesso bisognerà attendere l&#8217;evoluzione degli  eventi. E se tutto andrà liscio come l&#8217;olio, già tra 18 mesi i lavori  potrebbero iniziare per poi durare circa 2 anni. Le misure di sicurezza  dettate da ENAC sono chiarissime, caratterizzate sia dal lato interno,  orizzontale che perpendicolare all’asse della pista, ubicato ad una  distanza non inferiore a 60 m dalla tora, che si trova subito prima  della clearwei, inoltre l’infrastruttura deve avere delle intermodalità  facilititate dalla vicinanza del trasporto ferroviario e marittimo. Non  si possono accettare violazioni in modo palese del regolamento ENAC, per  questo semplice motivo, ed in base al regolamento, una pista di volo  nord-sud in corrispondenza di evidenti ostacoli insormontabili, deve  rispettare una lunghezza di 15 km per un altezza di 300 metri sul l.m.  la cartografia tecnica e l’orografia dei luoghi non vanno scelti a caso  ne per convenienza ne per motivi politici. Da alcuni anni a questa  parte, un argomento che occupa un posto di primo piano riguarda il  progetto redatto dal comitato tecnico scientifico della SAE, per la  realizzazione dell’aeroporto delle Eolie, che in perfetta “antitesi” con  la sua denominazione, dovrebbe nascere nella piana di Zappulla che  ricade nel territorio di Terranova (ME). <strong>A favore di questa  importantissima opera si sono levate tantissime voci, quasi tutte a  favore, soprattutto da parte di imprenditori e giovani universitari,  inoltre nelle ultime settimane, grazie anche all’azione di un fortissimo  comitato che si è schierato a favore di questa sognata opera, dicevamo  nell’ultimo periodo di sono avuti consensi anche da parte di  connazionali residenti all’estero, prendiamo ad esempio l’intervento che  ha fatto l’ing.Nino Spinella che vive in Canada-Toronto.L’ing. Spinella  esorta a continuare nell’azione intrapresa dal comitato pro-aeroporto  per Torrenova, addirittura realizzando un sito web (  www.aeroportodelleeolie.it ) che insieme al sito web che ha realizzato  il Presidente del Comitato Portale ( www.aeroportodelleeolie.com ) sono  due importanti punti di riferimento per tutti coloro che si vogliono  informare su tutto il lavoro svolto, documentandosi sui dossier in essi  registrati.</strong><em>Il 13/01/2000 è stata costituita la SAE ,  società per azioni pubblico-privato, con lo scopo di realizzare una  aviosuperficie con caratteristiche di terzo livello, della società fanno  parte come soci costituenti ventidue comuni della provincia di Messina e  l’AST Aeroservizi SPA, che nello statuto non può superare il 49%, il  capitale sociale versato è pari a Euro 401.728,10. In data 29/07/2003  l’assemblea dei soci ha deliberato di consentire l’ingresso di nuovi  soci non residenti in Sicilia e di aumentare il capitale sociale di 15  milioni di euro per poter accedere alla finanza di progetto.</em></p></blockquote>
<p>tratto da castrenzesciambra.blogspot.com</p>
<blockquote />
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		<title>Bel progetto l&#8217;Aeroporto per Messina, ma difficilmente applicabile&#8230;a Milazzo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 07:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
	<category>Press</category>
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		<description><![CDATA[Bel progetto l&#8217;Aeroporto per Messina, ma difficilmente applicabile&#8230;a Milazzo
Argomento: Bel progetto l&#8217;Aeroporto per Messina, ma difficilmente applicabile&#8230;
Giuseppe Salve gente.
ho letto la descrizione del gruppo,
ho guardato la foto dell&#8217;area indicata per l&#8217;aeroporto
e avrei una serie di cose da dire a riguardo.
Un Aeroporto, (e non Aeroporto come appare nel nome del gruppo),
va costruito con criteri emanati dall&#8217;Enac,
che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bel progetto l&#8217;Aeroporto per Messina, ma difficilmente applicabile&#8230;a Milazzo</p>
<p>Argomento: Bel progetto l&#8217;Aeroporto per Messina, ma difficilmente applicabile&#8230;</p>
<p>Giuseppe Salve gente.</p>
<p>ho letto la descrizione del gruppo,<br />
ho guardato la foto dell&#8217;area indicata per l&#8217;aeroporto<br />
e avrei una serie di cose da dire a riguardo.</p>
<p>Un Aeroporto, (e non Aeroporto come appare nel nome del gruppo),<br />
va costruito con criteri emanati dall&#8217;Enac,<br />
che non sono proprio larghi, anzi sono molto restrittivi,<br />
i criteri sono:<br />
1- Sicurezza generale dell&#8217;aerodromo e aree circostanti<br />
2- Sicurezza per i voli da e per l&#8217;aeroporto e a secondo del tipo di voli da effettuare.</p>
<p>L&#8217;area interessata dal progetto, è indicata in una zona stretta da un fianco fra la montagna e dall&#8217;altro il mare,<br />
talmente stretta che appena soffia un pò di scirocco, l&#8217;aeroporto sarebbe totalmente inutilizzabile.<br />
(vedere la pista 02-20 di Palermo)</p>
<p>La montagna stessa è un problema per gli atterraggi,<br />
gli aerodromi di Palermo e Catania sono gia fortemente penalizzati dalla  presenza di grosse montagne troppo vicine all&#8217;aerodromo stesso.</p>
<p>L&#8217;area di Milazzo poi, è fortemente industrializzata, e le alte  ciminiere costituiscono di per se un area di restrizione al volo.  (adesso non trovo la cartina aeronatica per la sicilia, ma c&#8217;è un area  restrittiva proprio su Milazzo).</p>
<p>Oltre al fatto che in zona, vi sono tre aeroporti a 100km in linea d&#8217;aria,<br />
Palermo, Reggio Calabria e Catania.<br />
Che per gli aeroporti sono veramente pochi.<br />
E in aria non si possono tirare autostrade a piacimento, le coperture  radar non lo permettono, e l&#8217;uso del solo GPS non è consentito.</p>
<p>Oltre che, il progetto qui presentato sembra essere stato redatto  secondo il metodo d&#8217;indagine che è necessario per eventualmente pensare  di costruire anche un semplice campo di volo.<br />
Quindi, bella l&#8217;idea, ma senza un apposito studio di fattibilità, non è  minimamente pensabile di costruire un Aeroporto vicino Messina. Anche  perchè la stessa provincia si presenta molto  montagnosa, e diciamo non è  proprio la situazione ideale per costruire un AD.</p>
<p>Ma in tutto questo io sono solo un ex studende dell&#8217;aeronautico, quindi&#8230;</p>
<p>Distinti Saluti,<br />
Siedler<br />
Ex Studente I.T.Ar. &#8220;A. Ferrarin&#8221; di Catania</p>
<p>Gaetano Caro Giuseppe, ho letto attentamente questo tuo post e concordo con te solo su una cosa: si dice AEROPORTO!<br />
Per il resto cerco di risponderti punto per punto.<br />
I criteri che tu indichi, sono più che criteri, due buone intenzioni e così esposti, di per sè dicono ben poco.<br />
L&#8217;area indicata dista (in linea d&#8217;aria) circa 4 km dal mare ed anche un  paio in più dalle colline dietro Barcellona e Milazzo, quindi abbastanza  vicini da entrambi (tanto per sapere la 16R di Fiumicino è praticamente  in spiaggia sul litorale romano e la 07/25 di Raisi è attaccata alla  montagna e questo non comporta infatti una maggiore attenzione alla  sicurezza in volo, e si potrebbero portare centinaia di altri esempi).</p>
<p>Non c&#8217;è da costruire nessuna nuova aerovia: solo bisogna spostare  l’infrastruttura sulla piana dei Nebrodi a Torrenova che è l’unica  alternativa vera, le procedure ad arco su un VORDME (che andrebbe  installato sul campo, chiaramente) per le due piste partendo dal VULKA, e  le SID per lo stesso punto, cosa già studiata e verificata da esperti  dell&#8217;AM.</p>
<p>Lo studio di fattibilità (a proposito, il coefficiente di utilizzabilità  della pista 03/21, calcolato sulle osservazioni meteo è del 99,35%) c&#8217;è  un progetto completo e dettagliato (pure troppo forse!) , in quanto la  stessa è un pianura molto vasta libera da montagne, non dimenticando che  è veramente baricentrica ed intermodale con porti, autostrada e linea  ferroviaria.</p>
<p>Last but not the least: a Palermo è proprio quando soffia scirocco (che  poi in realtà in quella zona è più libeccio) che si usa la 20!</p>
<p>Un saluto.</p>
<p>Gaetano Recupero<br />
Pilota di linea dell&#8217;aviazione civile.</p>
<p>RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO</p>
<p>Carmelo Giovanni PORTALE Presidente Comitato aeroporto Eolie&#038;Nebrodi
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AEROPORTO A BARCELLONA - Costituito un nuovo Comitato</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 22:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinoWeb</dc:creator>
		
	<category>Press</category>
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		<description><![CDATA[Da alcuni giorni è stata formalizzata la costituzione di un Comitato  di  cittadini, essenzialmente residenti nella riviera ionica messinese,  denominato “L’Alto Ionio Messinese per l’aeroporto di Barcellona-Milazzo” .
Riguardo alle cariche assegnate si segnala che Lorenzo Grasso  è  stato  eletto  presidente e portavoce, mentre, Liliana Boncoddo ha  assunto la  carica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Da alcuni giorni è stata formalizzata la costituzione di un Comitato  di  cittadini, essenzialmente residenti nella riviera ionica messinese,  denominato “L’Alto Ionio Messinese per l’<a style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #008000" target="_blank" title="Sponsor Link By eDintorni" id="ed_Id_5" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&#038;ky=aeroporto+barcellona&#038;af=7473&#038;ct=it&#038;rf=http%3A%2F%2Fscomunicando%2Eit%2Fcomunicati%2Dstampa%2Faeroporto%2Da%2Dbarcellona%2Dcostituito%2Dun%2Dnuopvo%2Dcomitato&#038;re=&#038;ts=1284763117484&#038;hs=c0c699efc8de75828638e19dee5c067d">aeroporto</a> di Barcellona-Milazzo” .<br />
Riguardo alle cariche assegnate si segnala che Lorenzo Grasso  è  stato  eletto  presidente e portavoce, mentre, Liliana Boncoddo ha  assunto la  carica di segretario.</p>
<p>Il Comitato, senza scopo di lucro,  è stato costituito per promuovere   iniziative di varia natura così da testimoniare il vivissimo interesse   che il vasto comprensorio compreso fra Scaletta Z. e S. Teresa  Riva  intende riservare al progetto di realizzare un aeroporto nella   provincia di Messina .</p>
<p><img height="300" width="400" alt="Aeroporto_Charles_De_Gaulle_-_Parigi" style="margin: 10px; float: right" src="http://scomunicando.it/images/stories/cronaca/Aeroporto_Charles_De_Gaulle_-_Parigi.jpg" />In  siffatto modo si intende evidenziare che anche nella nostra gente sia   radicato un convincimento largamente  diffuso in tutte le popolazioni   del messinese e che si sintetizza nella necessità di attivare azioni   straordinarie, in generale, per conseguire un significativo   potenziamento  delle infrastrutture di trasporto al servizio di “tutto   il territorio provinciale” ed in particolare per migliorarne le   condizioni di accessibilità per via aerea. E’ opinione del Comitato che  il nostro territorio non può ovviamente  accogliere con positivo  giudizio il patrocinio di iniziative quali il  collegamento diretto fra  l’aeroporto di Reggio Calabria ed il porto di  Giardini poiché siffatta  evenienza costituirebbe altro motivo di  esclusione e di  marginalizzazione delle nostre terre .</p>
<p>Non è di secondaria importanza evidenziare che la formazione di  questo  Comitato si inserisce nel solco tracciato da altri Comitati già  attivi  nella provincia di Messina tutti aventi la stessa  finalità.</p>
<p>A questo proposito, il nostro giudizio da semplici cittadini è   univocamente a favore della localizzazione nella piana di Milazzo, non   tanto  per la minore distanza fra l’Alto Ionio ed  altri  siti proposti   (vedi Torrenova), piuttosto perché la piana di Milazzo è quasi al    centro dello sviluppo costiero  provinciale  .</p>
<p>In prima battuta il Comitato  intende rivolgersi alle locali  Istituzioni  ed a tutti gli Enti interessati perché vogliano attivarsi  per rendere  al più presto concrete le indicazioni del Piano Regionale  Trasporti  (febbraio 2003) che prevede la realizzazione di un “aeroporto  nell’area  costiera del messinese collegato con l’autostrada Me-Pa” ed  ancora  di  una “aviosuperficie nell’isola di Lipari” .</p>
<p>Se è vero che esistono tali precise indicazioni regionali  è  parimenti  degno di attenzione il fatto che nel sentire delle  popolazioni messinesi  cresce la coscienza e l’amara consapevolezza che  esse giorno dopo  giorno subiscono quasi impotenti evidenti, clamorosi  ed insopportabili  disagi che fortemente incidono su diversi profili del  diritto alla  libera circolazione .Tale diritto è garantito su tutto il  territorio nazionale dalla Costituzione Italiana (art. 16) e su tutto  il territorio comunitario dal trattato della UE (II-105).  A questo  proposito, è bene evidenziare che il diritto alla libera circolazione è  libertà che nasce “conformata e limitata al suo interno” perché pur  avendo la sua sede nel diritto generale di libertà personale, deve  confrontarsi con la disponibilità e l’adeguatezza dei mezzi per  circolare, i quali contribuiscono a loro volta a renderlo effettivo (ed è  in questo senso che il diritto alla circolazione si può configurare  anche come diritto alla vie di comunicazione .</p>
<p>Peraltro  il diritto alla circolazione va declinato e coniugato con  altri diritti parimenti garantiti e riferiti alla salute, al lavoro,  allo studio, ai rapporti interpersonali e familiari, all’associazonismo  etc. E’ di tutta evidenza che l’evidente squilibrio in termini di  dotazione infrastrutturale fra l’Italia centro-settentrionale ed il  meridione comprese le isole genera un deficit di capacità competitiva  dei diversi territori a tutto danno della Sicilia.</p>
<p><a title="aeroporto__1" rel="rokbox[799 555]" target="_blank" href="http://scomunicando.it/images/stories/cronaca/aeroporto__1.jpg"><img alt="aeroporto__1" style="margin: 10px; float: left" src="http://scomunicando.it/images/stories/cronaca/aeroporto__1_thumb_medium342_237.jpg" /></a>Tale  ragionamento trova ulteriore rafforzamento a proposito del vasto  comprensorio formato dalle vallate del Nisi, del Pagliara , del Savoca  e  dell’Agrò . Si tratta di un territorio condizionato nelle sue oggettive  potenzialità di sviluppo da una crescente marginalizzazione  socio-economica dovuta in massima parte alla polarizzazione operata, a  Nord,  da Messina ed a Sud dal comprensorio Giardini –Taormina . Il  nostro territorio non riesce a svolgere una proficua funzione di  cerniera e di raccordo fra tali aeree, piuttosto è zona di asettica  transizione e di sterile attraversamento, incapace o meglio resa  incapace ed impossibilitata ad intercettare i flussi di persone e di  beni materiali e quindi tutte le “occasioni” o meglio le “opportunità”   di progresso socio-economico che possono derivare da azioni di scambio e  di intercettazione di tali flussi .<br />
E’ di tutta evidenza che il  territorio e soprattutto gli abitati del nostro entroterra sono  candidati ad un lento, progressivo ed inarrestabile declino demografico .</p>
<p>Tale evenienza non è di trascurabile rilievo giacchè è pensiero  generalmente condiviso che l&#8217;emarginazione dei piccoli comuni,  soprattutto se montani, produce enormi esternalità negative a carico  della collettività  quali: il dissesto idrogeologico connesso alla  mancata cura del territorio per effetto dello spopolamento, la  congestione nei grandi centri urbani e i connessi problemi di degrado  ambientale, la perdita di identità culturale delle comunità locali, la  perdita del valore patrimoniale locale, la crescita speculativa dei  valori immobiliari nei grandi centri  .</p>
<p>Nel complesso, quindi, i costi connessi all&#8217;emarginazione dei piccoli  comuni appaiono di rilevante consistenza. Ne consegue che proporre  misure in grado di rivitalizzare i piccoli comuni costituisce non solo  una scelta di politica economica, ma anche un’opportunità in termini di  uso razionale delle risorse per il fine ultimo della crescita del  reddito e dell&#8217;occupazione, anche in un contesto di intervento pubblico  orientato al mercato . In uno scenario territoriale come il nostro,  un  piccolo scrigno ricco di straordinarie connotazioni etno-antropologiche,  storico-monumentali ed ambientali un ruolo importante e decisivo per il  rilancio socio-economico lo può svolgere soprattutto  il del turismo.</p>
<p>Sono tante le occasioni di valorizzazione economica che il turismo  può offrire ai territori visitati. La ragione è semplice: chi si sposta  spende e consuma sia per necessità sia per piacere. Un caso per tutti è  il riferimento al valore economico associabile alla disponibilità nella  filiera di offerta di prodotti eno-gastronomici tipici che rende  caratteristico un dato territorio; essa genera vantaggi per l&#8217;economia  locale ma anche per il viaggiatore alla ricerca di nuove esperienze o di  elementi di notorietà di un territorio  .</p>
<p>L&#8217;enogastronomia è una componente che sempre più ha assunto rilevanza  nell’evoluzione dei consumi turistici, non tanto e non solo come  proposta di itinerari, quanto piuttosto, come caratterizzazione delle  modalità di soggiorno dei vari turismi.</p>
<p>In altre parole, la visita a una località di interesse turistico con  un atteggiamento attivo del turista, implica anche la degustazione dei  sapori del luogo; si tratta di un fatto che non deve essere considerato,  come accadeva fino a pochi anni fa, integrativo del soggiorno, ma che  ne rappresenta sempre più una condizione oltre che necessaria anche di  primario valore . Non è indifferente il richiamo alle nuove opportunità  che possono scaturire dalla nuova organizzazione del settore turistico  che si sta delineando con la creazione dei cosiddetti distretti  turistici e soprattutto di quelli cosiddetti tematici attraverso i quali  si possono sviluppare nuove cointeressenze fra territori .  Se quindi  riteniamo vantaggioso assegnare al turismo un ruolo decisivo  per il  rilancio del nostro territorio è giusto considerare i cosiddetti  elementi attrattori e fra questi certamente assume un ruolo determinante  la disponibilità di un’efficiente dotazione di infrastrutture di  trasporto e soprattutto di impianti aeroportuali .</p>
<p>L’evoluzione del settore aereo degli ultimi decenni ha modificato  radicalmente le modalità di trasporto e la concezione stessa del  viaggio, riducendo le distanze e favorendo gli spostamenti.  Il  proliferare delle compagnie aeree, il boom del mercato low cost,  l’ampliamento dell’offerta permette, oggi, a un numero crescente di  persone di viaggiare, aprendo opportunità del tutto nuove per il  turismo.</p>
<p>Dal punto di vista della infrastrutture, la disponibilità,  l’efficienza e l’accessibilità degli scali aerei rappresentano fattori  fondamentali per lo sviluppo socioeconomico, dunque non meramente  turistico,  di un territorio.</p>
<p>In conclusione, è proprio in virtù di quanto precede che non si può  negare l’urgente esigenza di migliorare le condizioni di accessibilità  per via aerea e nel contempo di aumentare la massa critica dei  viaggiatori attirando nuovi flussi soprattutto nei segmenti del turismo  “short break” (viaggi brevi  e  ripetuti nell’anno),  dei voli charter e  del turismo basato sull’utilizzo delle compagnie   low-cost  .<br />
Non è  indifferente notare che a Sud del nostro comprensorio, ovvero a  Catania, è operativo il sesto aeroporto italiano che movimentando oltre  6.000.000 di passeggeri l’anno, è prossimo alla saturazione in rapporto  agli attuali impianti  . Inoltre l’importanza dello scalo catanese non  consente un facile inserimento negli orari dei voli non di linea  (charter) e dei collegamenti punto-punto con gli aeroporti secondari  attivati dalle compagnie low-cost</p>
<p><img height="320" width="199" alt="aereo-vista-aeroporto_" style="margin: 10px; float: right" src="http://scomunicando.it/images/stories/cronaca/aereo-vista-aeroporto_.jpg" />La  speranza che sostanzia il presente impegno è che realizzazione di uno  scalo nella Piana di Milazzo, peraltro più vicino al nostro territorio  rispetto allo scalo catanese, crei le condizioni perché il  nostro  comprensorio diventi luogo di transito, che con  mirate politiche di  marketing territoriale riesce utilmente ad intercettare gli attuali  flussi ma soprattutto i nuovi flussi dei segmenti di utenza in atto poco  presenti nello scalo catanese .</p>
<p>Il Presidente del Comitato<br />
Lorenzo Grasso</p></blockquote>
<p><strong>scomunicando.it</strong></p>
<blockquote></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Il senatore che dirige l&#8217;aeroporto nominato anche con il voto del figlio</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 09:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinoWeb</dc:creator>
		
	<category>Press</category>
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		<description><![CDATA[ROMA—Fra gli aeroporti calabresi e il Senato è ormai  attrazione fatale: senza distinzione di schieramento. Pietro Fuda,  senatore del centrosinistra, è stato amministratore unico dell’aeroporto  di Reggio Calabria? Ora è toccato a Vincenzo Speziali, 79 anni,  originario di Bovalino, senatore in carica del Popolo della libertà,  nominato in piena estate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>ROMA</strong>—Fra gli aeroporti calabresi e il Senato è ormai  attrazione fatale: senza distinzione di schieramento. Pietro Fuda,  senatore del centrosinistra, è stato amministratore unico dell’aeroporto  di Reggio Calabria? Ora è toccato a Vincenzo Speziali, 79 anni,  originario di Bovalino, senatore in carica del Popolo della libertà,  nominato in piena estate presidente della S.A.Cal. È la società che  gestisce lo scalo aeroportuale di Lamezia Terme, controllata al 68% da  azionisti pubblici, fra cui la Regione Calabria, alcuni Comuni, le  Province di Catanzaro e Cosenza. Il restante 32% è invece in mano a un  assortito gruppo di privati: un assembramento nel quale c’è di tutto,  dagli Aeroporti di Roma al Monte dei Paschi di Siena, alla Banca Carime,  fino alla Giacinto Callipo, ditta produttrice del tonno conservato che  fa capo all’imprenditore Filippo Callipo, candidato dipietrista alle  ultime elezioni regionali.<strong>La singolarità della vicenda</strong>, tuttavia, non è dovuta a questo.  Intanto che un senatore in carica venga messo alla presidenza di una  società controllata dal pubblico, incarico in questo caso pienamente  operativo con deleghe importanti, è un fatto che oggettivamente non può  passare inosservato. Al riguardo, la legge sulle incompatibilità  parlamentari, tuttora in vigore, è chiarissima: fra gli altri  impedimenti, i membri del Parlamento non possono avere cariche in  società pubbliche. Ancora più chiara in questo caso, se si considerata  che il senatore è stato designato come rappresentante della Regione  Calabria nel consiglio della S.A.Cal. dal governatore Giuseppe  Scopelliti. Basta leggere il primo articolo della legge 60 del 1953: «I  membri del Parlamento non possono ricoprire cariche o uffici di  qualsiasi specie in enti pubblici o privati per nomina o designazione  del governo o di organi dell’amministrazione dello Stato». Lampante, no?  Ma solo sulla carta, naturalmente, perché la storia dimostra che in un  modo o nell’altro, con acrobatiche interpretazioni delle norme, le  incompatibilità si aggirano sempre.</p>
<p><strong> E non è finita qui</strong>. La lettura del verbale del consiglio di  amministrazione che ha deciso la nomina rivela particolari sorprendenti.  Per esempio, fra i consiglieri che hanno votato il nuovo presidente c’è  anche suo figlio Giuseppe, che siede nel consiglio della S.A.Cal. in  rappresentanza degli Aeroporti di Roma. Di mestiere fa l’imprenditore,  come suo padre. La famiglia di Vincenzo Speziali ha infatti interessi  assai ramificati nel settore dei materiali da costruzione, dell’edilizia  e dell’energia. Imprese come la Calce Meridionale, la Laterizi solai  prefabbricati, la Edilizia residenziale prefabbricata, la Servizi  industriali e altre ancora.</p>
<p><strong>Un gruppo nel quale riveste un ruolo pure il fratello maggiore di Giuseppe, Antonio Speziali</strong>,  che è fra l’altro consigliere di amministrazione di un’altra impresa  pubblica: la Società risorse idriche calabresi, controllata al 53,5%  dalla Regione Calabria (il resto è del gruppo francese Veolia). La  nomina risale al 23 giugno 2010, cinque giorni dopo che la Procura della  repubblica di Catanzaro ne chiedesse il rinvio a giudizio per una  vicenda, ha scritto l’8 settembre la Gazzetta del Sud, «di violenza  privata aggravata dalla mafiosità» relativa all’aggiudicazione di un  terreno. L’udienza preliminare, secondo quanto ha riferito il giornale, è  fissata per il 18 ottobre. Unico a non condividere la designazione del  senatore Speziali alla presidenza della società aeroportuale,  astenendosi, è stato Francesco Grandinetti, il rappresentante del Comune  di Lamezia Terme guidato da Gianni Speranza, esponente di Sinistra e  libertà. Per «motivazioni prettamente tecniche», spiega il verbale. Ma è  difficile non cogliere in questo gesto il profondo dissenso del Comune,  che con il 21% è l’azionista di riferimento della S.A.Cal., per la  decisione di nominare presidente di un’azienda a maggioranza pubblica un  senatore in carica la cui famiglia possiede un piccolo impero nel  settore dei materiali edilizi. Proprio nel momento in cui la stessa  società sta per avviare un progetto di 60 milioni di euro, finanziato  con fondi pubblici, per rifare l’aeroporto: operazione che richiederà un  massiccio impiego di quei prodotti. E tanto più che nel consiglio di  amministrazione della S.A.Cal. siedono addirittura due esponenti di  quella famiglia imprenditoriale, padre e figlio.</p>
<div class="right" id="rectangle right"></div>
<p><strong>Una situazione talmente macroscopica </strong>da aver indotto un gruppo di  senatori del Partito democratico a presentare una interpellanza. Tanto  surreale che nel documento non c’è nemmeno il nome del loro collega. Non  ci credereste, ma le regole interne del savoir faire, a quanto pare,  non consentono a un senatore di chiedere chiarimenti su un altro  parlamentare mettendo per iscritto le sue generalità.</p></blockquote>
<p><strong>corriere.it</strong></p>
<blockquote></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aeroporto: News dalla provincia di Messina</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 08:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinoWeb</dc:creator>
		
	<category>Press</category>
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		<description><![CDATA[Aeroporto: la Provincia mette da parte l’idea della Valle del Mela e  punta tutto su Reggio. L’assessore Bisignano ci spiega perchè:
«Non è una scelta fine a se stessa, rientra nella strategia dell’Area  dello Stretto». Intanto in autunno l’aeroporto di Catania chiuderà per  lavori di potenziamento, e Ricevuto lancia l’idea di nuovi pontili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Aeroporto: la Provincia mette da parte l’idea della Valle del Mela e  punta tutto su Reggio. L’assessore Bisignano ci spiega perchè:</p>
<p>«Non è una scelta fine a se stessa, rientra nella strategia dell’Area  dello Stretto». Intanto in autunno l’aeroporto di Catania chiuderà per  lavori di potenziamento, e Ricevuto lancia l’idea di nuovi pontili con  ceck-in a Giardini Naxòs e alle isole Eolie: «Sfruttiamo  quest’occasione»</p>
<p><img border="0" src="http://www.tempostretto.it/8/fotoarticoli/1274126143.jpg" />Che  l’idea di un Aeroporto nella Provincia di Messina fosse poco  praticabile è da sempre chiaro più o meno a tutti, considerata  l’esistenza di altri scali praticamente in tutte le altre Province  vicine (Catania, Palermo, Reggio, Lamezia). Ma, rispetto alle voci  insistenti sui progetti di un nuovo aeroporto nella Valle del Mela, la  Provincia di Messina sgombera il campo e fa chiarezza:<em>«Noi puntiamo tutto su Reggio, è quello il nostro aeroporto»</em>.</p>
<p>È stato chiaro nei giorni scorsi il presidente dell’Enac <strong>Vito Riggio</strong> nel corso di un incontro promosso dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria: <em>«Gli aeroporti che non potranno contare su almeno un milione di passeggeri all’anno difficilmente avranno futuro»</em>.  L’ottica dei sistemi aeroportuali è simile a quella dei sistemi  sanitari: possono funzionare bene se vengono valorizzati pochi centri  d’eccellenza rispetto a una miriade di piccoli presidi d’inefficienza.<br />
Dopotutto basta applicare le regole dei mercati e dell’economia ai  sistemi aeroportuali per capire che più alto è il bacino d’utenza e  migliori sono i servizi, più sarà facile attirare le compagnie e  instaurare tra loro un mercato di concorrenza. Altrimenti, piccoli scali  rimarranno vittime di pochi voli per pochi utenti gestiti da compagnie  che deterranno il monopolio e quindi manterranno alti i prezzi.</p>
<p>E’ un circolo virtuoso, che può diventare vizioso e viceversa:  dipende fondamentalmente dalla volontà politica di investire in scelte  strategiche sulle infrastrutture. La Provincia di Messina ha fatto la  sua scelta, e ha deciso di puntare tutto sull’Aeroporto dello Stretto,  il <em>‘Tito Minniti’</em> di Reggio Calabria, che non si chiama <em>“dello Stretto”</em>  per caso. E’ stato costruito nel lontano 1939 nella zona sud di Reggio  Calabria perchè lì sorge l’unica area geograficamente pianeggiante di  tutto lo Stretto di Messina. Sarebbe stato impossibile, quindi, farlo  altrove.</p>
<p>Per capire i motivi della scelta dell’Ente Provinciale, abbiamo intervistato l’assessore all’Area dello Stretto <strong>Michele Bisignano</strong>, braccio destro del presidente <strong>Nanni Ricevuto</strong>.</p>
<p><strong>Innanzitutto ci spieghi perchè la scelta di Reggio rispetto alle altre opzioni, cioè Catania e la Valle del Mela.</strong></p>
<p><em>«Non abbiamo dovuto scegliere tra tre opzioni, ma tra due. Quella  del Mela è inesistente. Lì non esiste un aeroporto, bisognerebbe  crearlo dal nulla. Dove sono i soldi? Sapete quanto costa? E i progetti?  Gli studi di sostenibiltà economica? Che si fa a fare un altro piccolo  aeroporto? Solo per soddisfare un inutile pennacchio campanilistico e  provinciale? Se già il ‘Tito Minniti’ fa fatica a causa della  concorrenza di Lamezia e Catania, figuriamoci con un altro scalo quanto  diventerebbe difficile la situazione. Sarebbe un suicidio. Abbiamo  dovuto scegliere solo tra due opzioni, Reggio e Catania»</em>.</p>
<p><strong>E perchè alla fine avete scelto Reggio?</strong></p>
<p><em>«Perchè è una scelta strategica, non fine a se stessa.  Innanzitutto non stiamo parlando dell’Aeroporto ‘di Reggio’. Non esiste  un aeroporto ‘di Reggio’. Si chiama Aeroporto ‘dello Stretto’ e lo  Stretto è lo Stretto di Messina. Quindi quello è l’Aeroporto di Messina.  La società che lo gestisce si chiama So.GAS, cioè Società di Gestione  dell’Aeroporto dello Stretto. E’ il nostro aeroporto ed è naturale  investire qui perchè è il più vicino e quello potenzialmente più comodo.  Sta a noi valorizzarlo come merita. Il nostro è un forte impegno  strategico, non limitato nell’ottica di convenienza su voli e trasporti,  ma su un nuovo sistema di infrastrutture dell’Area dello Stretto che  può essere volano del nostro sviluppo turistico, economico e  commerciale. Vogliamo puntare in alto»</em>.</p>
<p><strong>E allora parliamo di questa strategia. Cos’avete in mente?</strong></p>
<p><em>«Quando parliamo di Area dello Stretto intendiamo una vasta area  che comprenda tutti i territori delle Province di Reggio e Messina.  Abbiamo un disegno strategico per un’integrazione in una serie di  settori importanti dal punto di vista economico, sociale, culturale e  turistico. Lo sviluppo dell’Aeroporto è solo uno dei tasselli più  importanti per definire il mosaico da comporre per concretizzare, dopo  decenni di dibattiti, l’Area Integrata dello Stretto. Le due realtà che  andranno a comporre quest’area sono città e province che da decenni  subiscono, nei loro rispettivi contesti regionali, una sorta di  marginalizzazione rispetto ad aree più forti (Palermo-Catania in Sicilia  e Catanzaro-Cosenza in Calabria). E’ un dato di fatto. Adesso bisogna  individuare un modello di sviluppo diverso rispetto al passato, per non  continuare a subire questa forzata marginalità. Dobbiamo riconquistare  almeno un pò d’autonomia per essere padroni del nostro destino. Tra  Reggio e Messina, inoltre, ci sono moltissime peculiarità comuni che non  sono mai state valorizzate come dovrebbero. E’ questo tutto ciò che  vogliamo fare e la scelta della Provincia sull’Aeroporto dello Stretto  si inserisce proprio in questo contesto»</em>.</p>
<p><strong>In concreto, cosa bisogna fare per rilanciare lo scalo  reggino? Finchè non ci sarà una convenienza economica o, quantomeno, di  comodità nei collegamenti, i messinesi continueranno a viaggiare da  Catania.</strong></p>
<p><em>«L’Aeroporto dello Stretto è nato per fornire un servizio a  un’area molto più ampia rispetto a quella per la quale viene utilizzata.  Rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo del territorio non  solo come elemento di servizio per i cittadini, che in mancanza di  alternative realizzabili nel breve termine sono costretti ad andare o a  Catania o addirittura a Palermo, ma anche come possibile elemento di  attrazione di nuovi flussi turistici per tutto il territorio  provinciale. Per l’Aeroporto in sè c’è un piano di rilancio derivante  dal potenziamento delle infrastrutture, con i finanziamenti già statuiti  dall’accordo di programma sottoscritto fra ministero e regione  Calabria. Prima di incrementare le nostre quote azionarie abbiamo  chiesto alcune condizioni che, in seno alla So.GAS sono state  assolutamente condivise con grande sintonia. Sarà potenziata l’offerta  dei voli, prenderà a breve il via il collegamento diretto con il porto  di Messina che comprende anche la possibilità di effettuare il ceck-in  sul pontile galleggiante, sarà portato avanti il piano industriale di  rilancio che prevede una riduzione graduale dei debiti pregressi, sarà  riaperto il processo di parziale privatizzazione che per noi costituisce  un elemento importantissimo. E’ stata una scelta responsabile rispetto a  una serie di indicazioni statuite dall’Enac fra cui aveva priorità  proprio la ricapitalizzazione della società di gestione per il  prolungamento della concessione. Inoltre confidiamo molto in Scopellti:  adesso che finalmente Reggio ha un Governatore, sicuramente per  l’Aeroporto – così come per tutto ciò che riguarda la Città – potranno  aprirsi scenari di sviluppo perchè verrà meno quella marginalità di cui  parlavamo sopra. Sono questi tutti gli impegni che prendiamo per rendere  l’Aeroporto dello Stretto più appetibile per le compagnie aeree: così  potranno aumentare i voli e diminuire le tariffe. Tutti lamentano i  pochi voli e gli alti costi dello scalo reggino, ma chi s’è mai chiesto  davvero cosa bisogna fare per cambiare marcia? Noi abbiamo la risposta:  bisogna incrementare i servizi. Lavoreremo per attirare le compagnie  low-coast e sono anche convinto che la So.GAS, composta da elementi  molto qualificati, darà vita a una campagna di promozione sul piano di  comunicazione che è indispensabile perchè già oggi dall’Aeroporto dello  Stretto partono molti aerei, alcuni low-coast e altri internazionali, ma  a Messina e Provincia se ne parla poco e quasi nessuno ne è informato e  aggiornato»</em>.</p>
<p><strong>Bisogna battere la concorrenza di Catania e Lamezia. Lo scalo  Etneo in autunno chiuderà per consentire i previsti lavori di  ammodernamento. Per l’Aeroporto dello Stretto, che sarà chiamato agli  straordinari, si tratta di un’occasione importante: come affrontarla?</strong></p>
<p><em>«Tutto il territorio della provincia di Messina è attento a  questa situazione. Il Presidente Ricevuto ha già presentato l’idea di  creare punti di attracco a Giardini Naxòs e alle isole Eolie, a  prescindere dalla momentanea chiusura di Catania ma in generale.  Vogliamo realizzare un sistema di mobilità nello Stretto che sia  integrato e che comprenda tutte le infrastrutture viarie: strade, porti e  ovviamente anche l’aeroporto»</em>.</p>
<p><strong>Il presidente della Camera di commercio di Reggio, Lucio  Dattola ha votato contro l’approvazione al bilancio 2009 della So.GAS e  ha detto che manca una vera prospettiva di sviluppo per lo scalo,  aggiungendo che continuando così si va incontro a un futuro nebuloso.</strong></p>
<p><em>«La So.GAS ha realizzato un piano di sviluppo che, presumo, sarà  illustrato nei prossimi giorni con un’apposita conferenza stampa. Noi  come Provincia pensiamo che sia la strada giusta, come ho anticipato  sopra: il piano ci ha convinto, lo condividiamo pienamente e per questo  stiamo fortemente sostenendo il rilancio di capitale della Società di  Gestione dello scalo. L’alternativa sarebbe chiudere tutto»</em>.</p>
<p>Ad agosto 2007 l’ex primo ministro inglese <strong>Tony Blair</strong>  ha trascorso una breve vacanza alle Isole Eolie utilizzando come scalo,  per il Boeing privato che l’ha condotto in Italia, proprio l’Aeroporto  dello Stretto. <strong>Blair</strong> in quell’occasione ha incontrato i vertici della So.GAS ringraziandoli e complimentandosi per il servizio, che ha definito <em>«celere e puntuale»</em> e per l’ospitalità. L’ex primo ministro inglese, inoltre, si è complimentato per lo scenario naturale visibile dalla pista. <em>«Avete un clima invidiabile e questo sole e questo mare valgono da soli un viaggio fino qui»</em>.  Proprio dal clima e degli splendidi scenari della natura dello Stretto  nasce quell’Area dello Stretto che, nei fatti della società civile e  nelle relazioni sociali tra le due sponde, esiste già da molto tempo.<br />
Sancirla a livello istituzionale e amministrativo, partendo proprio dai  trasporti e dalle infrastrutture (che è ciò che chiede la gente) può  significare tanto.</p></blockquote>
<p>www.tempostretto.it</p>
<blockquote></blockquote>
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		<title>TROPPI EDIFICI AGRICOLI SULL’AREA DELL’AEROPORTO</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 09:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
	<category>Press</category>
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		<description><![CDATA[TROPPI EDIFICI AGRICOLI SULL’AREA DELL’AEROPORTO
Torrenova (ME):11/marzo/2010
La questione per noi del Comitato è fondamentale: sembra che presso il Comune di Torrenova siano state presentate molte richieste di autorizzazione alla realizzazione di fabbricati rurali in zona agricola E2 (tratteggiata in verde sulla carta) – dove dal P.R.G. è prevista una densità edificatoria di 0,03 mc/mq.
(Estratto dalla mappa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TROPPI EDIFICI AGRICOLI SULL’AREA DELL’AEROPORTO</p>
<p>Torrenova (ME):11/marzo/2010<br />
La questione per noi del Comitato è fondamentale: sembra che presso il Comune di Torrenova siano state presentate molte richieste di autorizzazione alla realizzazione di fabbricati rurali in zona agricola E2 (tratteggiata in verde sulla carta) – dove dal P.R.G. è prevista una densità edificatoria di 0,03 mc/mq.</p>
<p>(Estratto dalla mappa del P.R.G di Torrenova) <img align="right" src="http://www.aeroportodelleeolie.com/foto/piano%20regolatore%20torrenova.jpg" /><br />
L’edificazione di edifici rurali in area E2 è prevista dal Regolamento Edilizio di Torrenova, CAPO III - EDIFICI RURALI all’art. 48 - Norme per gli edifici rurali<br />
“Sono considerati fabbricati rurali quelli, che servono all&#8217;abitazione dell&#8217;imprenditore agricolo a titolo principale, ai sensi dell&#8217;art. 12 della Legge n° 153/1975 e del personale che lo coadiuva; che sono destinati al ricovero ed all&#8217;allevamento del bestiame e degli animali da cortile, o che sono comunque inerenti alla conduzione dei terreni agricoli.<br />
I fabbricati ed i locali rurali adibiti ad abitazione debbono rispettare le norme dettate per gli edifici di civile abitazione e le tipologie peculiari della dimora rurale locale.”<br />
Inoltre il Regolamento Edilizio all’art. 38 prevede per i fabbricati di civile abitazione una superficie minima di 39 mq con un’altezza minima di 2,70 pari 105 mc. Questa cubatura può essere realizzata su un appezzamento di terreno esteso almeno 3.500 mq di terreno.</p>
<p>Nel merito</p>
<p>Si deve osservare che, mentre è certamente legittimo chiedere di essere autorizzati a realizzare un fabbricato rurale ai sensi dell’art. 12 della Legge 153/1975, la realizzazione contemporanea di molti edifici rurali concentrati sulla stessa area implica una variazione significativa del territorio in quanto:<br />
a) necessariamente dovranno essere realizzate altrettante strade di accesso;<br />
b) necessariamente si dovrà provvedere allo smaltimento dei liquami di tante case rurali in una fogna per non sovraccaricare la falda acquifera con gli scarichi solo parzialmente depurati delle fosse imhoff;<br />
c) necessariamente si dovrà prevedere un servizio di approvvigionamento di acqua potabile, a meno non s’intenda utilizzare l’acqua dei pozzi, a loro volta non tutelabili dagli scarichi delle vasche imhoff;<br />
d) necessariamente si dovrà creare una nuova rete per la distribuzione dell’energia elettrica;</p>
<p>Per dirla in altre parole: le specifiche caratteristiche, quali la dimensione dei lotti stessi e la concomitante vocazione a realizzare tanti edifici ad uso agricolo, in lotti minimi ed uno accanto all’altro, evidenziano in modo non equivoco l’intenzione di variare il territorio destinandolo di fatto ad uso edificatorio.</p>
<p>Da ciò nasce spontaneo il timore che questa “variazione territoriale” comprometta la realizzabilità dell’unica infrastruttura in grado di fare riemergere il territorio da quella crisi profondissima che paralizza qualsiasi attività e che lo emargina.</p>
<p>Ovviamente auspichiamo che gli organi territoriali:<br />
1) valutino attentamente il rischio sopra paventato, sempre e comunque nel rispetto della legge e dei diritti;<br />
2) che salvaguardino l’interesse collettivo, dichiarato anche nel Piano Strategico dei Nebrodi da ben 35 alla realizzazione dell’infrastruttura aeroportuale.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Poiché su questa fattispecie la giurisprudenza si è ripetutamente pronunciata, con il solo scopo di agevolare una migliore comprensione di quanto sopra, riportiamo:</p>
<p>1) Un estratto della sentenza del TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA SICILIA (TAR), Sezione Prima,N.2493/07 Reg. Sent.N. 931 Reg. Gen. - ANNO 2001 fa rilevare:<br />
…………………………………<br />
Si osserva che in tema di lottizzazione abusiva l&#8217;art. 18, L.47/85 disciplina due diverse ipotesi. Secondo l’orientamento costante della giurisprudenza, si ha infatti lottizzazione c.d. materiale con l&#8217;inizio della realizzazione di opere che comportano la trasformazione urbanistica ed edilizia dei terreni sia in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, approvati o adottati, ovvero di quelle stabilite direttamente in leggi statali o regionali, sia in assenza della prescritta autorizzazione.</p>
<p>Si è in presenza della differente tipologia di lottizzazione c.d. formale (o cartolare) allorquando, pur non essendo ancora avvenuta una trasformazione lottizzatoria di carattere materiale, se ne sono già realizzati i presupposti con il frazionamento e la vendita (o altri atti equiparati) del terreno in lotti (che per le specifiche caratteristiche, quali la dimensione dei lotti stessi, la natura del terreno, la destinazione urbanistica, l&#8217;ubicazione e la previsione di opere urbanistiche, e per altri elementi riferiti agli acquirenti, evidenzino in modo non equivoco la destinazione ad uso edificatorio), creando così una variazione in senso accrescitivo sia del numero dei lotti che in quello dei soggetti titolari del diritto sul bene (cfr. Consiglio Stato , sez. IV, 11 ottobre 2006 , n. 6060)</p>
<p>Il bene giuridico protetto dalla predetta norma è da rinvenire non solo nell’esigenza di garantire una ordinata pianificazione urbanistica (il che postula un corretto uso del territorio), ma anche (e soprattutto) l&#8217;effettivo controllo del medesimo da parte del Comune, chiamato a reprimere qualsiasi intervento di tipo lottizzatorio, non previamente assentito.</p>
<p>Come precisato dalla Giurisprudenza amministrativa condivisa dal Collegio sussiste lottizzazione abusiva ai sensi dell&#8217;art. 18 l. 28 febbraio 1985 n. 47 ogni qualvolta si rinvengano elementi di fatto che comprovino in modo non equivoco la predisposizione dei terreni a scopo edificatorio (nella fattispecie: frazionamento e vendita di terreno agricolo in lotti di dimensioni inferiori a quelle prescritte e configurazione di un sistema di viabilità interna - Consiglio Stato , sez. IV, 30 giugno 2005 , n. 3531).</p>
<p>La stessa giurisprudenza ha tuttavia precisato che per aversi lottizzazione edilizia abusiva non basta la circostanza del mero frazionamento e vendita di lotti di terreno in zona agricola di superficie inferiore a quella stabilita dai piani regolatori per l&#8217;edificazione, dovendosi, sulla base della ricostruzione di un quadro indiziario che proceda dagli elementi indicati dalla norma, desumere in maniera non equivoca la destinazione a scopo edificatorio degli atti posti in essere dalle parti (T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 30 marzo 2005 , n. 2205)….</p>
<p>2) Un estratto della sentenza della Cassazione. Sez. III n. 23154 del 5 luglio 2006 (c.c. 18 maggio 2006) sul reato di lottizzazione abusiva.<br />
………………………<br />
“La L. 28 febbraio 1985, n. 47, art. 18, comma 1, della forniva una duplice definizione della &#8220;lottizzazione abusiva di terreni a scopo edificatorio&#8221;, ricollegandola:<br />
a) ad un&#8217;attività materiale: &#8220;quando vengono iniziate opere che comportino trasformazione urbanistica od edilizia dei terreni stessi in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione&#8221;;</p>
<p>b) ad un&#8217;attività giuridica: &#8220;quando tale trasformazione venga predisposta attraverso il frazionamento e la vendita, o atti equivalenti, del terreno in lotti che, per le loro caratteristiche quali la dimensione in relazione alla natura del terreno e alla sua destinazione secondo gli strumenti urbanistici, il numero, l&#8217;ubicazione o la eventuale previsione di opere di urbanizzazione ed in rapporto ad elementi riferiti agli acquirenti, denuncino in modo non equivoco la destinazione a scopo edificatorio&#8221;. Questo secondo tipo di lottizzazione viene denominato &#8220;negoziale&#8221; o &#8220;cartolare&#8221; e si fonda sulla presenza di elementi indiziari, da cui risulti, in modo non equivoco, la destinazione a scopo edificatorio del terreno.</p>
<p>Tali elementi indiziari (descritti con elencazione normativa non tassativa) non devono essere presenti tutti in concorso fra di loro, in quanto è sufficiente anche la presenza di uno solo di essi, rilevante ed idoneo a fare configurare, con margini di plausibile veridicità, la volontà di procedere a lottizzazione (in tal senso è orientata anche la giurisprudenza amministrativa: vedi, da ultimo, C. Stato, Sez. 5^, 14.5.2004, n. 3136).</p>
<p>I due tipi di attività illecite dianzi descritti (lottizzazione materiale e negoziale) possono essere espletati, ad evidenza, anche congiuntamente (c.d. lottizzazione abusiva mista), in un intreccio di atti materiali e giuridici comunque finalizzati a realizzare una trasformazione urbanistica e/o edilizia dei terreni non autorizzata oppure in violazione della pianificazione vigente. Le disposizioni della L. n. 47 del 1985, art. 18, sono state testualmente riprodotte nel D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 30, comma 1.</p>
<p>Carmelo Giovanni PORTALE, Presidente Comitato aeroporto Eolie&#038;Nebrodi
</p>
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		<title>Torrenova: Aeroporto dei Nebrodi, buone nuove dal dibattito di Gliaca di Piraino</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 12:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinoWeb</dc:creator>
		
	<category>Press</category>
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Eccetto un gruppetto di ambientalisti, severamente attaccati anche in questa occasione, ormai tutti sono concordi: sindaci, amministratori, imprenditori, professonisti, operatori non solo turistici, studenti, tutti d’accordo che la realizzazione dell’Aeroporto dei Nebrodi a Torrenova (nelle foto dal progetto dell’ingegnere GIUSEPPE PETRACCA, in alto il terminal, in basso la planimetria) si dovrà realizzare. Se ne è discusso nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img width="300" height="225" alt="aeroporto-torrenova-terminal" title="aeroporto-torrenova-terminal" src="http://www.glpress.it/public/2010/01/aeroporto-torrenova-terminal.jpg" /><img width="300" height="163" alt="aeroporto-torrenova-planimetria" title="aeroporto-torrenova-planimetria" src="http://www.glpress.it/public/2010/01/aeroporto-torrenova-planimetria.jpg" /></p>
<p>Eccetto un gruppetto di ambientalisti, severamente attaccati anche in questa occasione, ormai tutti sono concordi: sindaci, amministratori, imprenditori, professonisti, operatori non solo turistici, studenti, tutti d’accordo che la realizzazione dell’Aeroporto dei Nebrodi a Torrenova (nelle foto dal progetto dell’ingegnere GIUSEPPE PETRACCA, in alto il terminal, in basso la planimetria) si dovrà realizzare. Se ne è discusso nel corso di un dibattito svoltosi all’hotel &#8220;Riviera del Sole&#8221; a Gliaca di Piraino e dove deputati, nazionali e regionali, hanno preso l’impegno di coinvolgere direttamente il Presidente della Regione RAFFAELE LOMBARDO e il presidente della Provincia di Messina NANNI RICEVUTO…</p>
<p>Presso la sala convegni dell’hotel &#8220;Riviera del Sole&#8221; di Gliaca di Piraino si sono riuniti i rappresentanti delle diverse forze politiche presenti all’Assemblea Regionale Siciliana per discutere sulla realizzazione di un aeroporto nella fascia tirrenica della provincia di Messina. Hanno preso parte all’incontro alcuni deputati nazionali e regionali, sindaci e consiglieri provinciali, in rappresentanza delle diverse forze politiche. Tutti i presenti hanno concordato sulla necessità di un aeroporto nell’area tirrenica. Da un’analisi socio-economica del territorio risulta, infatti, che la realizzazione di un aeroporto (di almeno secondo livello) e non di un’aviopista (di cui da anni si parla in riferimento a questa zona della provincia), rappresenta un’esigenza non più procrastinabile. La zona tirrenica, tanto nelle sue aree costiere quanto in quelle montane, possiede una forte vocazione turistica che non può essere assecondata in assenza di strutture come quella aeroportuale; inoltre, un aeroporto diventa estremamente importante per chi, per ragioni lavorative, deve spostarsi con una certa frequenza verso il resto d’Italia o l’estero. Si è stabilito che il passo successivo all’incontro sarà quello di coinvolgere, nel più breve tempo possibile, i Presidenti della Regione Raffaele Lombardo e della Provincia Regionale di Messina Nanni Ricevuto, affinché attenzionino la questione e, in collaborazione con l’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile), conducano, in primo luogo, gli studi necessari ad individuare il sito più adatto per la realizzazione della struttura aeroportuale e, successivamente, tutti gli studi di fattibilità, di impatto ambientale e di sostenibilità economica necessari alla realizzazione dell’opera. Si è, quindi, concordato di istituire un tavolo politico ed un tavolo tecnico, quest’ultimo anche con la partecipazione dell’Enac oltre che della Regione, della Provincia e dei Comuni interessati. Tutti i partecipanti hanno condiviso il fatto che l’incontro svolto rappresenta un passo importante per la politica locale: le forze in campo hanno deciso di instaurare un dialogo allo scopo di individuare ed assecondare la vocazione del territorio dando inizio ad un percorso serio di sviluppo a lungo termine.</p></blockquote>
<p>by <strong>glpress<strong /></strong>
</p>
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