AeroportoDelleEolie.it

Un sogno da trasformare in realtà …

Quelli che…DESIDERANO l’AEROPORTO NELLA PROVINCIA DI MESSINA


5:10 pm on Thursday, 8 October 2009 

Previsto un’aggiornamento del protocollo d’intesa in materia aeroportuale, firmato da Enac, Regione e Ministero delle Infrastrutture ad aprile. Lombardo e Strano puntano su due nuove infrastrutture. Un’ipotesi che potrebbe spiazzare l’attuale Amministrazione provinciale, che ha sempre puntato sul “Tito Minniti”
ANCORA ASPETTATIVE SULLA NASCITA DI UN AEROPORTO IN PROVINCIA DI MESSINA

Un aeroporto…che lo si faccia a Torrenova o su una piattaforma in mezzo al mare ( :D ) basta che si faccia. E’ normale che l’impatto ambientale sia forte, in ogni progetto ci sono i pro e i contro…. ma forse l’ascesa della sicilia, del messinese e dei Nebrodi in ambito turistico sarà notevole…e l’occupazione potrebbe aumentare!!! Ho visionato il progetto…e devo dire che non è niente male….. dite la vostra! Pensate anche al fatto che chiunque voglia visitare i parenti o voglia visitare le nostre zone, piene di arte, cultura e divertimento, potrà atterrare direttamente nel messinese, senza dover sostenere un’altra ora/due di autostrada, da Palermo o Catania, per giungere qui nel nostro interland.. quanto tempo si può recuperare…e si sà… il tempo è denaro!!!

Nasce una nuova puntata dell’ormai vetusta telenovela sull’aeroporto in Provincia di Messina. Lo spunto per tenere desta l’illusione della creazione, nel nostro territorio, di una sia pur modesta base aeroportuale, viene offerto dall’iniziativa della Regione Sicilia di richiedere l’aggiornamento del protocollo d’intesa, in detta materia, con l’Enac e col Ministero delle Infrastrutture, firmato lo scorso 8 aprile ed ora ritenuto, dal Governatore Lombardo, bisognoso di uscire dalla attuale genericità

Ma mettiamo che l’accordo, così come prospettato, avvenga quanto prima, potrà ciò significare che effettivamente e in tempi ragionevoli si riuscirebbe a costruire un aeroporto nella nostra provincia?
Per arrivarci, penso che bisognerebbe passare sotto le forche caudine, rappresentate in questo caso da almeno tre ostacoli:
1) bisognerebbe intanto accantonare il progetto, caro all’attuale amministrazione provinciale, dell’Aeroporto dello Stretto, conseguibile con il potenziamento del Tito Minniti di Reggio Calabria ;

2) toccherebbe dirimere il contrasto tra chi, come l’ex presidente della Provincia Leonardi, si è sempre battuto per la creazione dell’aeroporto in zona peloritana (aeroporto del Mela) e chi ancora insiste per la costruzione dell’aeroprto dei Nebrodi, tra Torrenova e Capo d’Orlando: ciò per la scelta dell’eventuale ubicazione;

3) bisognerebbe precisare le fonti di finanziamento di cui non s’è neppure fatto cenno, nel protocollo firmato ad aprile. E poi tutti gli altri passi da fare, in concreto, prima di potere dire che in Provincia di Messina nascerà un aeroporto nel prossimo decennio. In attesa di ciò, una sola certezza: continueranno a nascere le trite puntate di questa inutile telenovela.

Nel corso di un incontro tenutosi tra il presidente dell’Enac, Vito Riggio e il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, e’ stato deciso di aggiornare il protocollo d’intesa in materia di sviluppo aeroportuale, firmato lo scorso 8 aprile tra la Regione Siciliana, l’Enac, il Ministero delle Infrastrutture e le società di gestione. Un aggiornamento che potrebbe riguardare da vicino la nostra provincia, visto che Lombardo e l’assessorre ai Trasporti Nino Strano, hanno chiesto, nell’ambito dell’inserimento di una rete di eliporti e di nuove infrastrutture aeroportuali, di poter realizzare con fondi propri o di privati, due aeroporti minori in grado di potere consentire un’operatività di terzo livello (aviazione generale o aeromobili di tipo regionale). Strutture che dovrebbero sorgere ad Agrigento e Messina provincia.

Dopo la prevista stipula dell’aggiornamento dell’accordo che dovrebbe avvenire a breve, anche perché per questioni temporali diventa importante verificare le eventuali fonti di finanziamento rimaste scoperte nell’accordo dello scorso aprile, toccherà al Ministro delle Infrastrutture convocare una conferenza dei servizi attraverso la quale stabilire la localizzazione dei siti aeroportuali.
Questo passaggio potrebbe invece “spiazzare” l’attuale Amministrazione provinciale, che fin dall’insediamento ha constantemente dichiarato la propria volontà e quindi la relativa priorità, di un rafforzamento dei servizi e dei legami con l’Aeroporto dello Stretto, Tito Minniti. Una presa di posizione rafforzata nel corso della conferenza dei servizi tenutasi a Catanzaro l’otto settembre scorso, voluta dal Governo e coordinata dal presidente della Regione Calabria Loiero e alla quale hanno partecipato Enac, Sogas, Anci, Enti locali, Camera di Commercio e Confindustria di Messina e Reggio. All’ordine del giorno il piano operativo per il rilancio dell’Aeroporto.

Non è comunque da escludere a priori che si possa continuare a lavorare “sulle due piste” e che gli scali possano “convivere”. Tornando infine all’aggiornamento del protocollo d’intesa, l’Enac ha confermato la propria disponibilità ad attuare il piano sulla base dei progetti che verranno presentati dagli enti territoriali o da privati. Le strutture dovranno però coordinarsi con la rete degli aeroporti nazionali che verrà delineata dal Ministero, attraverso il Piano nazionale degli aeroporti, per il quale l’Enac ha già previsto uno studio.

EMANUELE RIGANO
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Carmelo Giovanni PORTALE

DUE aeroporti di terzo livello in Sicilia la localizzazione è stata individuata


9:40 am on Thursday, 1 October 2009 

L’Enac ha trattative per due aeroporti
di terzo livello in Sicilia, ad Agrigento e
Messina. La localizzazione è stata individuata?
Nei giorni scorsi a Taormina, al Timeo, summit sul
trasporto aereo.

«Risorse agli aeroporti con l’ingresso di privati»
presenti il ministro Matteoli e il commissario europeo
ai Trasporti Tajani, banchieri, gestori
aeroportuali, imprenditori.

Riggio: «Recuperare competitività
adeguando le tariffe aeroportuali»
«Per la provincia di Agrigento i miei
tecnici hanno trovato lo spazio vicino al
mare (Piano Romano, nella zona di Licata,
ndr), allontanandosi dalle colline
di Racalmuto che erano improponibili.
L’altro aeroporto di terzo livello sarebbe individuato a Torrenova,
sulla costa tirrenica tra Messina e Palermo.

E’ una zona che da molti anni chiede
di avere un suo scalo aereo, per questo era nato un forte comitato di cittadini ed imprenditori, che lamentavano la scarsa crescita economica a causa
dell’eccessivo isolamento.

Ovviamente si tratta di aeroporti regionali con pista
di 1200-1500 metri che consente l’atterraggio
degli aerei privati e di qualche
aereo tipo Atr con un massimo di 80
posti. Questo grazie anche alla richiesta fatta dall’assessore
Nino Strano ribadita dal presidente
Lombardo.

Occorre che il ministro dei Trasporti Matteoli si incontri
con Lombardo e con me per stipulare
l’accordo, dopodiché ci sarà un soggetto
privato o pubblico che presenterà il
progetto esecutivo. tuttavia se questa è la richiesta della Regione
cercheremo di attuarla per quanto
è possibile».

Anche questo settore è in crisi, ma siccome è
una crisi che si risolverà abbastanza
presto bisogna investire oggi per essere
pronti domani.

Il presidente dell’Enac, Vito Riggio,
che ha chiamato a raccolta tutti i personaggi
interessati al trasporto aereo,
spiega gli obiettivi del vertice taorminese.
«Sono essenzialmente due: - dice
- ridare fiato ai gestori aeroportuali e
porre le condizioni favorevoli all’ingresso
dei privati. Sul primo punto il
governo ha smosso le acque dopo sei
anni di abbassamento delle tariffe aeroportuali
per favorire il decollo della
nuova Alitalia. Ne hanno approfittato le
altre compagnie, anche quelle straniere
con il risultato di mettere in crisi i gestori
degli aeroporti che hanno visto
meno traffico e minori ricavi.

Basti pensare che l’introito per ogni passeggero
in Italia è di 3 euro, mentre nel resto
d’Europa è di 10 euro. Questo ha fatto
perdere competitività a tutto il sistema.
A catena ha avuto ripercussioni in minori
entrate dell’Enac e dell’Enav. Ora
per i due grandi sistemi Linate-Malpensa
e Fiumicino-Ciampino il governo
ha concesso una deroga per l’adeguamento
delle tariffe».

E per gli altri aeroporti?
«Ci sarà una fase di transizione per
metterli in condizione di restare sul
mercato. Il ministro Matteoli sta studiando
un provvedimento ponte che
annuncerà al congresso di Taormina. Si
potrebbe cercare di recuperare ad
esempio l’inflazione di questi sei anni,
ci potrà essere una maggiore duttilità
sulle tariffe aeroportuali. Ma tutto questo
andrà agli investimenti, non alla
gestione per coprire eventuali disavanzi
di bilancio. Le società di gestione dovranno
presentarci un piano di investimenti
straordinario e l’Enac provvederebbe
all’attuazione.

Finora i nostri aeroporti hanno fatto solo ordinaria amministrazione
senza investimenti di rilievo, mentre all’estero c’è una grande
attività, ci sono nuovi aeroporti a Berlino,
Vienna, Londra, Madrid, Amsterdam.

Ora per Fiumicino c’è un piano di
investimenti di 3 miliardi di euro per
raddoppiare lo scalo e collegarlo più
velocemente con la capitale».
Perché la presenza delle banche al vertice
taorminese?

«Per coinvolgerle nelle privatizzazioni.
Ci saranno le più grandi banche specializzate
in questo settore, Intesa San
Paolo e Unicredit. Se non si rendono appetibili
gli aeroporti gli investitori privati
si fermano. Io privato, se non ho
una convenienza, è chiaro che mi tengo
alla larga da questo business che pure è
largamente presente nei piani delle
banche e dei fondi di investimento.
Quindi convenienza, ma l’altro punto è
che le autorità locali debbono finirla di
restare appollaiate sugli aeroporti, cioè
Province, Comuni, Camere di commercio
debbono capire che loro hanno
esercitato una preziosa funzione nella
fase di avvio e adesso dovrebbero fare
le loro proprie funzioni nelle quali non
rientra quella di gestire aeroporti.

Ad esempio è bene che una Provincia o
un Comune vendano, mantenendo solo
una piccola partecipazione trattandosi
di una struttura strategia e facciano
invece strade di collegamento, così
come è bene che le Camere di commercio
si preoccupino di promuovere piuttosto
che gestire. Noi abbiamo adesso
un esempio importante in Sicilia, e cioè
l’ingresso di un imprenditore privato
coraggioso nell’aeroporto di Comiso.
Se dovessimo deludere questo privato
è evidente che sarebbe un segnale devastante
per tutti gli altri processi di
privatizzazione. Quindi dobbiamo fare
di tutto perché le condizioni reali che ci
vengono poste dagli investitori siano
soddisfatte. Gli italiani hanno grande
genialità, Impregilo ha vinto l’appalto
per il canale di Panama e non si capisce
perché non si possano risolvere i disservizi
nel settore bagagli a Fiumicino.

Gli aeroporti debbono funzionare come un orologio». Il Ministro Alfano ha subito esordito dicendo che c’e’ l’ok del Premier Silvio Berlusconi per costruire i due aeroporti ad Agrigento e Torrenova.

TONY ZERMO
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Carmelo Giovanni PORTALE Presidente comitato aeroporto Eolie&Nebrodi

Tutti vogliono il Nuovo aeroporto


7:59 am on Saturday, 26 September 2009 

Grande sinergia nella pre-conferenza dei servizi per concordare un nuovo protocollo d’ntesa, tenutasi tra il presidente della Regione Siciliana, Raffaele LOMBARDO e il Presidente dell’ENAC Vito Riggio, l’0bbiettivo comune è stato quello di creare se esistono le condizioni, mobilità, il Professore Riggio ne aveva parlato con l’Assessore regionale Nino Strano, che si è detto completamente d’accordo sulla realizzazione di due nuove strutture di volo, (aviosuperfici), esclusivamente di iniziativa privata, quindi non sono previsti finanziamenti pubblici da parte della Regione Siciliana.

L’obbiettivo è quello di creare accessibilità al territorio dell’agrigentino e del territorio della vasta area tirrenica nebroidea, le infrastrutture che saranno realizzate, dovranno comunque coordinarsi con gli aeroporti esistenti nell’isola e, con quelli nazionali.

Nei prossimi giorni, raccolti i vari pareri, il Ministero delle infrastrutture insieme al Ministero del turismo, sentito il parere dell’ENAC, provvederà alla definitiva localizzazione dei siti, tenendo conto delle condizioni orografiche dei suoli, della antropizzazione dei territori e dei vari ed innumerevoli vincoli esistenti in alcune aree, fortemente inquinate che vanno scartate a priori per ovvie ragioni, non ultimo va soprattutto tenuto conto della baricentricità.

Finalmente ci si avvia sulla strada della concretezza, che per molto tempo è stata vanificata insieme al costante impegno di chi a questa scommessa ci ha creduto dal primo giorno, creando un Comitato spontaneo di cittadini che con la loro adesione hanno manifestato per questa loro mancata opportunità raccogliendo addirittura 23 mila firme.

Il presidente lombardo domenica 18 settembre a Villa Piccolo, ha dichiarato chiaramente che per l’aviosuperficie di Torrenova, visto che di iniziativa esclusiva dei privati è disponibile a firmare un protocollo d’intesa insieme alla provincia regionale ed ai comuni interessati, auspicando che queste aree che fino ad oggi soffrono del grande isolamento che segnatamente ha sempre fatto da freno allo sviluppo economico dell’area, malgrado la bellezza dei luoghi e la discreta ricettività alberghiera.

Capo d’Orlando (ME) 26.settembre.2009
Carmelo Giovanni PORTALE
Presidente Comitato aeroporto Eolie&Nebrodi

Costa Saracena: L’idea dell’aeroporto, solo fantasia, poca realtà


12:15 pm on Tuesday, 1 September 2009 

“Rilanciare il progetto per l’Aeroporto dei Nebrodi e delle Eolie”. Il presidente del consorzio Costa Saracena e sindaco di Piraino Giancarlo Campisi, letta la proposta dell’assessore regionale al Turismo, on. Nino Strano, apparsa su un quotidiano siciliano, di realizzare aviosuperfici da 800-1000 metri per consentire l’atterraggio di piccoli aerei da 12 posti, ripropone la già più volte presentata e dibattuta idea per un aeroporto al servizio dell’area tirrenico-nebroidea e delle Isole Eolie. “Non è una suggestione– afferma il sindaco Campisi– ma una esigenza reale per l’economia, il turismo, l’occupazione. E’ un’opera vitale per il nostro comprensorio che possiede bellezze naturali e artistiche straordinarie ma che è stato finora penalizzato da una rete viaria e ferroviaria insufficiente e dalla scoraggiante e per certi aspetti proibitiva, distanza dagli aeroporti di Catania e Palermo. Bisogna andare incontro ai privati che vogliono investire in questa infrastruttura primaria per la sopravvivenza del territorio. L’aeroporto dell’area tirrenico-nebroidea e delle Eolie– prosegue il presidente della Costa Saracena – nascerebbe in un territorio assetato di opportunità; un bacino d’utenza che va da Cefalù a Milazzo incluso le Isole Eolie. Uno straordinario polo turistico con numeri di presenze e di posti letto importanti che, nonostante tutto, è andato avanti. Sulla fattibilità dell’opera esistono già studi e progetti avanzati, basta…un pò di buona volontà!

Conoscendo la sua sensibilità e competenza nel campo del turismo, invitiamo l’assessore Strano a visitare i comuni del nostro territorio– conclude il sindaco Campisi-. Scoprirà quanto abbiamo da offrire al mondo e quando poco finora abbiamo ricevuto”.

glpress.it

COSTA SARACENA PARCO DEI NEBRODI - Facilitare i collegamenti con l’aeroporto: un’esigenza non più rinviabile!


6:30 pm on Monday, 29 June 2009 

scomunicando.it

Gli imprenditori delle Strutture Ricettive operanti sul territorio del Consorzio COSTA SARACENA e del PARCO DEI NEBRODI (comuni della provincia di Messina), sono invitati ad intervenire martedì 30 giugno, alle ore 18,00, a Gliaca di Piraino.

costa_saracena_265_x_167L’invito è stato stato sollecitato dal presidente del Consorzio, Giancarlo Campisi e dal Commissario Straordinario dell’Ente Parco, Nino Ferro, per confrontarsi con gli operatori sul tema dei “collegamenti con gli aeroporti”, causa di molte rinunce a visitare il nostro territorio, da parte di potenziali turisti.

Nel corso dell’incontro che ha per tema una problematica da tempo sollevata a gran voce dagli operatori del comparto turistico e non solo, sarà valutato un nuovo servizio di transfer per gli ospiti\turisti del territorio.
Un sistema di collegamento organizzato, che potrà rappresentare un impulso a sostegno del settore turistico che è una delle principali voci dell’economia locale.

A proporlo sarà la TARNAV srl, da oltre 10 anni azienda leader nell’offerta di servizi turistici in provincia di Messina che già effettua un servizio analogo con le Isole Eolie.
Il nuovo servizio è stato denominato NEBRODI Shuttle; è un servizio di trasferimento a richiesta personalizzato, su prenotazione.

L’ospite, accolto in Aeroporto, viene subito accompagnato alla Struttura Ricettiva, dove inizia la sua vacanza!
Ma anche viceversa, il turista alla fine della vacanza, viene accompagnato all’Aeroporto di Catania in coincidenza con il suo volo.
Un viaggio di trasferimento economico, fornito a prezzi competitivi, rivolto alle più diverse tipologie di turisti che ogni anno raggiungono il territorio. In particolare si tratta di una facilitazione molto interessante per il turismo individuale, per le famiglie e per chi fa soggiorni brevi.
Solo grazie all’unione di tante richieste delle oltre 150 strutture piccole, medie e grandi operanti sul territorio, il servizio potrà vedere la luce.

L’incontro, che si terrà al Palacultura Don Pino Puglisi di Gliaca di Piraino, sarà anche un momento di riflessione e confronto su tutte le esigenze del comparto turistico per l’attuale stagione estiva e per il futuro.
A questo proposito un’importante testimonianza verrà dal dottor Alessandro Seminara, amministratore delegato della società Sviluppo Eolie, che parteciperà all’incontro.

PIANO per lo sviluppo dei Nuovi aeroporti SICILIANI


2:02 pm on Tuesday, 28 April 2009 

ROMA - AEROPORTI: ENAC, AL VIA STUDIO SU SVILUPPO PIANO NAZIONALE. La capacita’ delle infrastrutture aeroportuali, l’intermodalita’ e il rapporto con il territorio, il paesaggio e l’ambiente, i livelli di servizio rispetto al bacino di traffico e gli utenti nel singolo terminale e il fabbisogno di risorse e la sostenibilita’ economico finanziaria della gestione. Sono gli aspetti principali su cui sara’ focalizzato lo studio sullo sviluppo della rete aeroportuale italiana.

Siglato il protocollo d’intesa sugli aeroporti siciliani. Il ministero delle Infrastrutture, l’Enac, la Regione Sicilia e le società di gestione degli scali siciliani hanno firmato qualche settimana fa, un protocollo d’intesa per opere di adeguamento e potenziamento funzionali degli aeroporti di Palermo, Catania, Comiso e Trapani, oltre l’indicazione definitiva per due nueve aviosuperfici di iniziativa privata dei Nebrodi nel comune di (Torrenova), dove è prevista attigua una piattaforma per elicotteri e Racalmuto in provincia di Agrigento.

Il presidente dell’Enac, Vito Riggio, ha anticipato che fornira’ periodici resoconti al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e alle commissioni del Senato e della Camera per aggiornare il Governo e i rappresentanti istituzionali sull’andamento dello studio e sulla tempistica dei lavori, auspicando che la ricerca possa essere conclusa prima degli otto mesi previsti dal bando di gara e dal contratto.

Lo rende noto l’Ente nazionale di aviazione civile dopo l’incontro svolto a Roma, per la presentazione delle linee guida e della metodologia dello studio che sara’ svolto dal raggruppamento guidato da One Works, e costituito da Kpmg Advisory e Nomisma con un finanziamento congiunto ministero delle Infrastrutture e Trasporti ed Enac per 600.000 euro (di cui 500.000 a carico del ministero e 100.000 dell’Ente).

Saranno finanziate opere di adeguamento e potenziamento delle infrastrutture aeroportuali della Sicilia per le quali verranno utilizzate risorse pubbliche comunitarie, nazionali e regionali tra cui le risorse liberate del Pon Trasporti 2000-2006, le risorse del Pon Trasporti 2007-2013, le risorse del Po Fesr per il periodo 2007-2013, risorse Fas/Regione.

Le opere costeranno 483.814.698,26 euro. Una parte dei fondi deve essere reperita. I costi saranno pari a circa 204 milioni per l’aeroporto di Palermo, a 192 milioni circa per l’aeroporto di Catania, a 37 milioni circa per l’aeroporto di Pantelleria, a 25 milioni circa per l’aeroporto di Lampedusa, a 19 milioni circa per l’aeroporto di Trapani, a 7 milioni circa per l’aeroporto di Comiso.

Sono previsti l’ampliamento dell’aerostazione e adeguamento delle infrastrutture di volo negli aeroporti di Pantelleria e Lampedusa. Per l’Aeroporto di Palermo reti idriche, ampliamento piazzale di sosta degli aeromobili, palazzina servizi, potenziamento Bhs, restyling sale imbarco, ampliamento terminal lato land side, ampliamento area imbarchi, tunnel minimetro.

A Trapani impianto smistamento bagagli, impianto per video sorveglianza esterna, deposito carburanti, ampliamento piazzale aeromobili, nell’aeroporto di Catania prolungamento pista di volo, interramento linea ferroviaria, ristrutturazione vecchia aerostazione, a Comiso ampliamento del piazzale sosta aeromobili, deposito carburanti, opere di sistemazione viabilità perimetrale esterna.

Si gettano le basi per la redazione del piano nazionale degli aeroporti. L’Enac ha presentato le linee guida dello studio sullo “Sviluppo futuro della rete aeroportuale nazionale quale componente strategica dell`organizzazione infrastrutturale del territorio”. L`affidamento dello studio è il frutto di un accordo tra il ministero delle Infrastrutture e l`Enac che ha indetto la gara europea aggiudicata al raggruppamento guidato da One Works Spa, e costituito da Kpmg Advisory e Nomisma.

Il finanziamento congiunto ministero-Enac per la realizzazione della ricerca è di 600mila euro, di cui 500mila euro a carico del ministero e 100mila euro a carico dell’Ente. L’Enac fornirà al ministero resoconti periodici sull’andamento dello studio e sulla tempistica dei lavori.
Negli otto mesi previsti per la conclusione del lavoro lo studio passerà in rassegna le realtà aeroportuali nazionali con l’obiettivo di raccogliere gli elementi necessari per delineare, da un lato, la fotografia dell’attuale sistema e per formulare, dall’altro gli indirizzi strategici su scala nazionale da assumere come riferimento programmatico di sviluppo degli aeroporti e delle infrastrutture che ne garantiscono l’accessibilità e l’integrazione con il territorio.

Lo studio si concentrerà sulla capacità delle infrastrutture, l`intermodalità e il rapporto con il territorio, il paesaggio e l’ambiente, i livelli di servizio rispetto al bacino di traffico e gli utenti nel singolo terminale, il fabbisogno di risorse e la sostenibilità economico finanziaria della gestione.
Finalmente si cerca di equiparare i nostri territori soprattutto nella zona dei Nebrodi, con nuove moderne infrastrutture presenti già da tempo nel resto d’Europa.

Capo d’Orlando (ME) 28 aprile 2009
Carmelo Giovanni PORTALE Presidente Comitato aeroporto Eolie & Nebrodi

Oggi un villaggio turistico di cefalù ha perso due turisti


9:39 pm on Monday, 9 March 2009 

In questi mesi collaboro con un gruppo di ingegneri presso il politecnico di Torino ed ho la fortuna di lavorare a stretto contatto con alcuni di loro. Proprio oggi uno di questi mi chiede alcune informazioni su Cefalù ed in particolare su un villaggio turistico in cui avrebbe avuto voglia di trascorrere, con un’altra persona, alcuni giorni il prossimo giugno. Il prezzo del villaggio è ottimo, il posto è fantastico (manco a dirlo)… solo un problema: come ci arriva? Io subito gli consiglio di prenotare con una nota compagnia siciliana due posti sul torino-palermo e vado io stesso a controllare i prezzi. Erano obbiettivamente alti. Inoltre, ci aggiungiamo i prezzi della macchina da noleggiare e il tempo necessario a spostarsi da Punta Raisi a Cefalù, compreso l’attraversamento del noto viale Regione Siciliana a Palermo.

A questo punto la scelta di questa persona cambia, infatti comincia a guardare altri posti e scopre che dall’aeroporto di Cuneo si arriva a Cagliari a 0 (zero) euro. Non ci pensa due volte e compra i biglietti dicendomi: “Intanto prendo i biglietti, poi mi trovo il posto lì in zona”.

Non aggiungo altro!

Il Grande Ponte si farà…..Grande Opportunità per Tutto il Mezzogiorno


9:28 pm on Monday, 9 March 2009 

L’economista Marco Vitale spiega come per lo sviluppo economico della regione è mancata l’applicazione del diritto e della giustizia, la Sicilia è sempre stata affossata dalla burocrazia, infatti tutto il mezzogiorno ha subito una subordinazione totale alla volontà e agli interessi del nord, la storia non deve servire come alibi ma piuttosto come strumento per analizzare, capire e correggere gli errori fatti, il futuro della Sicilia può ancora essere meraviglioso.Via libera alle risorse per l’avvio della costruzione del Ponte sullo Stretto: è quanto ha deciso il Cipe (Comitato interministeriale Per la programmazione ), che si è riunito questa mattina a Palazzo Chigi.

La decisione al termine della riunione del Cipe, tenutasi a Palazzo Chigi il venerdì 06 marzo 2009. Sicilia, sbloccati fondi comunitari 2007/2013 Stanziando un pacchetto di 17,8 miliardi di euro per le infrastrutture, ha destinato 1,3 miliardi al Ponte sullo stretto di Messina, come era stato preannunciato nei giorni scorsi dando il via libera al progetto. L’annuncio ufficiale da parte del ministro Altero Matteoli al sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca.

“Scilla e Cariddi” è ricco di fatica e di ingegno, calcoli e ricalcoli, vent’anni di indagini, e sonde e foto e studi fino a quando finalmente la luce si è vista. Impregilo ha vinto la ciclopica gara producendo carte e ancora altre idee per qualificare meglio il piano dell’attraversamento carrabile dello Stretto. Impregilo, capofila di un gruppo di aziende specializzate nelle grandi opere.

La nuova assegnazione di 4,8 miliardi del fondo aree sottoutilizzate (Fas) al piano delle infrastrutture 2009 oltre ai 2,5 miliardi già assegnati direttamente dal decreto legge 185 a Fs, Tirrenia e Anas. E la commissione che ha affidato la gara ha raccolto questa testimonianza giudicandola meritevole del successo.

Certo, il progetto di gara che la commissione ha dovuto esaminare è datato 16 maggio 2005, l’approvazione risale a circa un anno dopo, e l’alleanza societaria è fatto di questi giorni. Ma l’evento irrobustisce anziché diradare la sequela di contestazioni di conflitti di interesse di cui sarebbero vittima i maggiori protagonisti del mondo imprenditoriale coinvolto nell’intrapresa.

Queste le principali decisioni assunte nei giorni scorsi dal Cipe per rilanciare il piano delle infrastrutture in Italia. Affermate le priorità politiche del Mose e della Cecina-Civitavecchia, cara al ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, la partita più interessante è proprio quella del Fas.

Dei miliardi sbloccati, la quota non vincolata è di 4,8 miliardi che andranno per 4 miliardi al Sud e per 800 milioni al Centro-nord. Al Centro-nord dovrebbe andare anche il miliardo e mezzo di fondi destinati alla legge obiettivo dal decreto legge 185, al netto della quota Mose distribuita ieri.

Per i 4 miliardi assegnati al Sud sono in “pole position” un gruppo di opere individuate già da tempo: la Salerno-Reggio Calabria, la strada statale Jonica, la ferrovia Messina-Catania, alcuni interventi idrici in Sicilia, le metropolitane di Napoli e Palermo. E il grande PONTE sullo Stretto.

Già giorno 01 marzo al “Marriott Hotel” di Fiumicino, Il Presidente Lombardo ha dichiarato che da sempre tiene al ponte, ma tiene soprattutto al benessere della “sua gente”, la piu’ bella risposta a chi accusa di immobilismo questo Governo Regionale e’ arrivata ieri da due diverse fonti. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

Il Governo nazionale ci permette di redigere un bilancio con delle entrate vere e non di fantasia -continua- Mentre il nuovo assetto della burocrazia regionale ci permettera’ di mettere immediatamente in circolo, nell’economia siciliana, circa mezzo miliardo di euro, da spendere e rendicontare entro dicembre.

Puntiamo prosegue il governatore a una utilizzazione dei fondi comunitari che produca risultati piu’ visibili e incisivi. La riforma della dirigenza regionale e’ stata il nostro primo impegno. E a meno di un mese dall’insediamento dei nuovi direttori generali, siamo gia’ in grado di impostare programmi di lavoro che porteranno vere opportunita’ di crescita all’economia siciliana, altro che dare soldi ai fannulloni e finti disoccupati, come propone il PD di Franceschini proprio in questi giorni, forse alla ricerca solo di un pò di visibilità.

La delibera di venerdi’ sblocca infatti i bandi del Por. Soprattutto quelli destinati alle infrastrutture. Riparte cioe’ l’orologio della spesa comunitaria: entro dicembre dovranno essere spesi e rendicontati almeno quattrocento milioni di euro. Si tratta -spiega Lombardo- delle somme della prima annualita’ del Por, che secondo il cronoprogramma originario bisognava spendere entro dicembre 2007″.

Col nuovo direttore della programmazione, Felice Bonanno -prosegue il presidente della Regione- abbiamo deciso di aprire un tavolo di confronto permanente con i dirigenti della Commissione. I bandi gia’ predisposti da ciascun assessorato attiveranno infatti una enorme quantita’ di risorse. E siamo certi -conclude Lombardo- che il ritardo potra’ essere ampiamente recuperato, permettendoci di arrivare al comitato di sorveglianza di maggio con tutte le carte in regola”.

Il Ponte sullo Stretto di Messina, è ormai realtà, difatti oggi, probabilmente in una delle giornate più importanti del Governo-BERLUSCONI, sono stati stanziati i fondi per far partire numerose opere pubbliche dalla duplice valenza: portare a compimento degli obiettivi e, soprattutto, creare tanti e nuovi posti di lavoro, quanto mai fondamentali in questo periodo di recessione economica mondiale.

Da Trapani il Presidente del Senato, RENATO SCHIFANI. dichiara: il Ponte sullo stretto di Messina e’ strategico per il Sud di tutta Europa (vedi corridoio Berlino Palermo ).

Trapani, 6 marzo (Apcom) - Per il presidente del Senato, Renato Schifani, la delibera del Cipe che stanzia 17,8 miliardi per infrastrutture “.

Dopo aver ricordato che 1,2 miliardi saranno destinati per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, Schifani ha affermato: “E’ un progetto che ritengo strategico per l’intero Mezzogiorno”, non dimentichiamo che nel 2011 cadranno alcune barriere con i paesi vicini del Mediterraneo, non dimentichiamoci che c’è qualcuno che già sta pensando di costruire un tunnel sottomarino Trapani-Tunisi.

Nella ’sala verde’ la riunione fra il governo e le parti sociali.
I contributi privati ammontano a 8.090 milioni e riguardano gli interventi per l’autostrada della Cisa, la Brescia-Padova, la Cecina-Civitavecchia e la Tangenziale est di Milano. Ai 16,6 miliardi si aggiungono 1,2 miliardi di cui 1 per l’edilizia scolastica e 200 per l’edilizia carceraria.

«Soddisfazione» per le decisioni adottate dal Cipe sulle infrastrutture viene espressa dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli . «La linea politica scelta dal Governo -afferma- punta all’investimento nelle infrastrutture per aiutare il Paese ad uscire dalla crisi economica.

Le opere scelte sono quelle pronte e cantierabili nel più breve tempo possibile». «Si tratta -precisa Matteoli- di una prima tranche di interventi del programma triennale che prevede opere per 44 miliardi. Desidero sottolineare infine -conclude- che oggi il Cipe ha assegnato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un ulteriore stanziamento da 1,2 miliardi che servirà a fare interventi urgenti nelle scuole e a costruire nuove carceri».

Il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci ha assicurato il massimo impegno dell’Anas affinchè i progetti a cui sono stati destinati i finanziamenti possano essere avviati nel tempo più veloce, in modo tale da contribuire fattivamente al superamento della crisi e a favorire la ripresa e lo sviluppo economico del Paese.

Per il presidente del cda della Società Stretto di Messina spa «la telenovela è giunta all’ultima puntata e ora finalmente si dovrebbe partire». Una decisione «estremamente positivo» che permetterà così la realizzazione di un’opera «strategica per il mezzogiorno» e l’avvio dei lavori per la costruzione del Ponte probabilmente già a novembre dicembre 2010.

Questa opera, sottolinea Zamberletti, «è particolarmente strategica per il Sud perchè, con il completamento del programma di alta velocità, sarà collegato il mezzogiorno con il sistema ferroviario europeo rappresentando così un importante fattore di sviluppo per tutto il mezzogiorno».

L’opera, che poteva partire già nel precedente Governo-BERLUSCONI e messa in “naftalina” dalla sinistra nel biennio-Prodi, costerà 6,1 miliardi di euro, In pochi minuti si potrà raggiungere la Calabria o viceversa senza snervanti attese ai traghetti…con scene vissute, sistematicamente, ( roba da terzo mondo). Un pacchetto di opere per colmare il “gap” infrastrutturale italiano, e dare impulso a economia e occupazione specie in questi tempi di crisi.

La lista delle infrastrutture all’esame del Cipe è stata estrapolata dal piano triennale per le grandi opere da 44 miliardi di euro. Nord e Sud si spartiscono il 50% degli investimenti pubblici (circa 8,5 miliardi) anche se il Mezzogiorno godrà di una fetta maggiore (80%) rispetto alla dotazione complessiva dei fondi Fondo aree sottoutilizzate (Fas).

Se è vero che la Sicilia produce poco, è altrettanto vero che consuma molto, ha sostenuto l’Onorevole Santi FORMICA, Vice Presidente Vicario dell’Ars, inoltre da non dimenticare che sul questo territorio viene raffinato il grosso del greggio commercializzato in Italia, con i prevedibili problemi di inquinamento ambientale, che certamente non aiuta una regione ad economia turistica, quindi è certamente una regione di riferimento per tutte le grandi aziende del nord, allora bisognerebbe assegnare una parte del gettito fiscale Iva, proprio in questi territori.

A chiusura del convegno, l’intervento del vice presidente del Senato Domenico NANIA, che ha sottolineato la svolta che la riforma darà al paese, alla regione e alle provincie, si è anche detto favorevole per la realizzazione di una struttura aeroportuale baricentrica tra Palermo e Messina, assistita però da un moderno servizio ferroviario (TAV) treno alta velocità, che si potrà realizzare in futuro, solo sé ci sarà il ponte sullo stretto, che da solo comunque sarà una risorsa turistica in quanto il ponte più grande mai costruito, basta pensare al “Golden Gate” di San Francisco, che con i suoi 1280 metri di lunghezza, sin dal 1933 viene ancora visitato da milioni di turisti all’anno.

Capo d’Orlando (ME) 08.marzo.2009
Carmelo Giovanni PORTALE Presidente Comitato aeroporto “Eolie&Nebrodi”
Presidente Associazione Culturale l’”Osservatorio dei Nebrodi”

FORUM: Territori In RETE La Parola CHIAVE Sono Le INFRASTRUTTURE


6:16 pm on Saturday, 7 February 2009 

FORUM territori in RETE: la parola “CHIAVE” sono le nuove infrastrutture

“Territorio in rete”: strategie e strumenti per lo sviluppo integrato del comprensorio Nebrodi-Eolie”. Questo il tema del dibattito che si è svolto, venerdì 6 febbraio, alle ore 18.30, presso la sala “Giovanni Paolo II” in piazza Gepy Faranda a Rocca di Caprileone, organizzato dal Comune nebroideo con il patrocinio della Provincia di Messina.

Tra i relatori sono intervenuti, il Sen. Gianni MAURO, il Professore Robert LEONARDI, Dirigente Dipartimento Programmazione Regione Sicilia, il vice Presidente Vicario dell’ARS On. Santi FORMICA, il Presidente della Provincia di Messina Nanni RICEVUTO, il Commissario straordinario del Parco dei Nebrodi Antonino CERAOLO, i sindaci Bruno MANCUSO di S.Agata Militello e Mariano BRUNO di Lipari, ( per la chiusura e conclusioni ) parola al Sottosegretario alla Presidenza con delega al Cipe, On. GIANFRANCO MICCICHE’.

Ospiti ( personali ) del Sindaco B. Grasso, l’Ing. Giuseppe PETRACCA, ( progettista dell’aeroporto di Torrenova ) e l’Avvocato Nunzio PINELLI, dello studio Pinelli & Schifani, Attuale Presidente della “TL Sebenic Italia SPA”.
che intende realizzare al più presto la struttura aeroportuale a Torrenova.
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La Giunta regionale siciliana ha nominato Robert Leonardi, italo-americano di 63 anni, già Docente della London School of Economics e Direttore dell’Economic and Social Cohesion Laboratory della London School of Economics, dove ha la cattedra Jean Monnet di Politiche dell’Unione Europea.

Tra i suoi libri: “Lo sviluppo regionale in un’economia europea integrata”, alla direzione regionale della Programmazione. Leonardi, sostituisce Gabriella Palocci, la dirigente del ministero del Tesoro che dal 2000 sovrintendeva all’utilizzo dei fondi europei in Sicilia e che ha lasciato l’incarico il 3 ottobre scorso a tre mesi dalla chiusura del POR, si occuperà della gestione dei fondi di Agenda 2000 e soprattutto di quelli della programmazione 2007-2013, quando l’ amministrazione è chiamata a imprimere il massimo sforzo per spendere oltre un miliardo di euro ed evitare di restituire somme a Bruxelles.
Perché a Robert Leonardi, il neodirettore della Programmazione, quelle 192 misure messe su carta dalla precedente amministrazione, sembrano davvero troppe.

Leonardi “srotola” un maxi-plico lungo un metro e mezzo con l´elenco degli interventi previsti e sorride: «sono una follia, non tutte queste azioni rispondono a una logica di sviluppo economico.

Di certo, il rischio che corriamo è quello di una nuova frammentazione della spesa». Insomma, a detta dell´economista chiamato da Lombardo per gestire i 6,5 miliardi del FERS, il pericolo è quello di una nuova Agenda 2000. La sua strategia intanto non prevede la creazione di bandi, troppo tempo per pianificarli, il nuovo approccio per poter dialogare con il territorio sarà di dare la priorità assoluta ai progetti cantierabili entro il 31 luglio del corrente anno.

Gli interventi strutturali non devono essere dispersi in migliaia di piccoli progetti, sono ad elevato rischio 14 miliardi di euro che l’Unione europea ha destinato alla Sicilia in questa ultima programmazione ma ancora non utilizzati per rilanciare l’economia con interventi che darebbero risultati a lunga durata. Per generare dinamiche di sviluppo economico di cui i cittadini hanno necessità, specialmente in questo clima di recesso economico.

Purtoppo ad oggi alla Regione Siciliana ( con ben 2242 dirigenti ), da 185 mln. lordi annui, non esercitano l’autonomo potere di spesa previsti, nell’ambito delle funzioni attribuite ai dirigenti ( Direttori ), la legittimazione giuridica è riconducibile all L.r.n.10/2000. E’ arduo riscontrare decreti dirigenziali in Gurs, perché sono sempre pubblicati alla voce Decreti Assessoriali.

Deficit infrastrutturale, questo è quanto ribadisce anche il Prof. Leonardi, il nocciolo duro della questione non viene mai affrontato seriamente, si conosce il grado di “handicap” sofferto dall’isola in tema di strasporti, ma solo nel corso di questo forum “territori in rete”, tutti si trovano d’accordo almeno su una cosa in maniera eclatante, che ad esempio per fare in treno Palermo Catania (211 km), occorrono 5 ore di treno visto che in Sicilia abbiamo i “terni lumaca”, quindi il trasporto merci è quasi azzerato.

Per non parlare del turismo in tutta la meravigliosa costa tirrenica ( un teatro a cielo aperto ), insieme alle isole Eolie che vede solo affollamento non sostenibile ad Agosto, come dichiarato dal Sindaco di Lipari Mariano Bruno, ( che si è detto d’accordo sulla realizzazione di un aeroporto nella zona nebroidea anche e soprattutto al servizio dell’arcipelago delle Eolie con collegamenti in elicottero), per alleviare i disagi e scarsa economia, speriamo che l’assordante silenzio degli ultimi anni volga al termine.

Quindi si auspica un iter più veloce “ancora troppo lento e farraginoso” per i fondi strutturali e una attenta verifica “ se i nuovi programmi operativi regionali siano fattibili e realistici“. L’importante sarà spendere tutte le risorse ma anche farlo bene. Uno dei miei obiettivi, dichiarato Leonardi, è anche del presidente Lombardo, è quello di utilizzare questi fondi in modo che abbiano un impatto positivo e duraturo sul territorio, una sorta di meccanismo moltiplicatore della crescita che è sempre mancato in Sicilia”.

Gianfranco Micciché, sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega al Cipe, Commenta, niente più fonfi FAS ( fondi aree sottosviluppate ), sono stati spesi dal Ministro Tremonti per risanare l’economia Nazionale, non ha risparmiato con un tono non polemico ma duro nelle’espessione, critiche a tutto ciò che fino ad oggi ha limitato lo sviluppo della Sicilia.

Ha fatto un breve passaggio sul target di comportamento degli ambientalisti, che criticano qualsiasi tipo di fruizione libera ma organizzata nei monumenti storici, certo non possiamo dire che sia stato tenero nel confronto del Parco dei Nebrodi e, degli altri parchi siciliani che non creano sinergia e diventare così la più grande agenzia di sviluppo di tutta l’isola, i parchi non possono e non devono esistere “solo” per tutelare l’ambiente, ma bensì devono creare condizioni di economia vantaggiose per i nativi, e occasioni di sviluppo attraendo utenza esterna, che portano ricchezza, magari acquistanto i prodotti tipici, bisogna puntare al turismo Ricco di qualità.

Ha parlato delle banche e del decreto urgente ma necessario salvabanche del governo Berlusconi, non è d’accordo con il federalismo fiscale, voluto dalla lega, in discussione a Roma in questi giorni, fortemente penalizzante per per la Sicilia che ha lo Statuto speciale e sopporta la lavorazione del greggio nel petrolchimico su tutta l’isola, ma mon avendo assolutamente in cambio ne sgravi fiscali ne benefici ogni altro tipo.

Poi il politico palermitano è stato duro anche con la Lega Nord: “La situazione politica siciliana può essere determinante per cambiare le cose a livello nazionale, può essere una sorta di esperimento che può essere esempio per il governo nazionale. A Roma oggi governa un monocolore della Lega, che pur non avendo progetti sulle singole tematiche ne ha uno solo, di tipo territoriale. Con i loro veti riescono ad imporsi. Invece i siciliani, pur essendo numerosi, non riescono affatto ad essere determinanti nelle scelte.

Anzi, i Nostri parlamentari sono fuori dai vertici del settore pubblico. Allora dobbiamo contare di più e diventare determinanti nel governo“. E su Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, Micciché ha dichiarato: “Non è amico del Sud, che per lui inizia già dalla Toscana.
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Per i 4 miliardi assegnati al Sud sono in pole position un gruppo di opere individuate già da tempo in Sicilia, per la nostra isola l’opera prioritaria è certamente la mega diga nei pressi di Cammarata-Mussomeli che garantirà nei prossimi ventanni la possibilità di non patire la cronica mancanza d’acqua a quattro province, oltre che la strada statale Jonica, la creazione di nuovi porticcioli turistici, la ferrovia Messina-Catania, alcuni interventi idrici, la metropolitana di Palermo.

Per il ponte sullo Stretto e il completamento della Salerno-Reggio Calabria, qui la partita è soprattutto di dosaggio delle risorse, ma problemi nella ripartizione della torta non dovrebbero esserci.

Chiusura del forum ore 21.15, salone gremito da politici amministratori, giornalisti, imprenditori, giovani, associazioni e gente comune.

Capo d’Orlando (ME) 07/ febbraio/ 2009 Carmelo Giovanni PORTALE Presidente Comitato aeroporto Eolie & Nebrodi

La NUOVA Alitalia nell’ attuale economia SICILIANA


6:15 pm on Thursday, 5 February 2009 

la repubblica

LA Repubblica — 02 febbraio 2009

C’è anche un interesse della Regione Siciliana alle strategie adottate dalla “nuova” Alitalia che sorgerà con l’ attuazione del progetto finanziario del quale si discute. Una questione è saltata subito all’occhio e riguarderebbe la priorità assegnata, nel disegno di rilancio, di nuove strutture aeroportuali dislocate sul territorio, oltre che all’ aeroporto di Catania che verrà potenziato, rispetto a quello di Palermo e di Trapani.

In questo caso priorità significa mantenimento di alcune tratte nazionali, in aggiunta a quelle usuali che consentono collegamenti con Roma e Milano. Se queste ulteriori tratte nazionali (che riguardano collegamenti con isole minori, Torino e altre città del Centro Nord) dovessero complessivamente ridursi, il taglio si tramuterebbe in un pesante effetto negativo per la Sicilia. Ancor più, nel momento in cui, probabilmente per un effetto di sovradotazione di incentivi disponibili, si sta puntando - nella nostra regione - su un turismo a cinque stelle.

Una tipologia di ricettività che attira un segmento di domanda i cui trasferimenti avvengono unicamente con un vettore aereo. Ridurre la frequenza di questo vettore, o affidarla unicamente a compagnie low cost, significa far perdere competitività al turismo siciliano ( oggi in forte recessione ), attenzionando il turismo a cinque stelle la cui offerta non si rivolge certo al popolo (low cost) dei charter.

Seconda preoccupazione:
La riserva prospettata dello scalo di Milano Linate unicamente ai voli da e per Roma significa accrescere significativamente i costi di trasporto per un siciliano che debba appunto recarsi al Nord. Sia in termini economici ma soprattutto in termini di tempo. Né si può sperare in altre compagnie concorrenti che operino nella nostra regione su Milano Linate visto che, con una singolare provvedimento di sospensione delle regole anti-monopolio, su Milano Linate potrà atterrare (da Roma) solo la “nuova” Alitalia.

Tra le rassicurazioni fornite sulle ricadute del piano, in riferimento alla ri-occupazione degli esuberi, si parla di un bonus fiscale assegnato alle imprese private del Sud che li vorranno assumere. E questo nella certezza che il mercato del lavoro del Centro Nord sia abbastanza dinamico da poter riassorbire qualunque eccedenza di offerta. Supponiamo pure che questa seconda tesi sia corretta.

Le imprese private del Sud dovrebbero disputarsi i dipendenti ex Alitalia quindi sia perché incentivati da un bonus, sia perché, come è stato detto, la gran parte dei futuri dipendenti ex Alitalia è plurilingue. è davvero un campionario di sciocchezze quello esposto. Intanto, il bonus fiscale in questione lo pretenderebbero tutte le imprese, a prescindere dalla loro collocazione nel territorio.

In secondo luogo, il sapersi esprimere in più lingue é una competenza preziosa per alcuni settori (quello turistico, ad esempio) ma non certo in altri. Sicché non possiamo pensare a questa manovra di reclutamento messa in atto dal turismo meridionale (gli addetti al check-in per l’ imbarco si reinventano camerieri di sala) senza una forte perplessità. Perplessità che si accrescono al pensiero dello «spiazzamento» che questo forzato ingigantirsi degli organici occupazionali provocherebbe sugli attuali disoccupati meridionali (che tali sono anche se parlano più lingue) e sulla cosiddetta disoccupazione scoraggiata.

Desta comunque impressione negativa vedere le imprese del Sud considerate come serbatoi di collocamento a prescindere da alcun ragionamento sulla loro produttività. Quasi fossero considerate una sorta di Gepi vecchio stampo. Ai nuovi problemi che si profilano, c’ è da aggiungere criticità e debolezze già datate. Una parte della Sicilia nord occidentale ha difficoltà di accesso sia all’ aeroporto di Catania sia a quello di Palermo. Un polo turistico importante, come quello della Costa Saracena dei Nebrodi e delle Isole Eolie, che in assenza di una struttura aeroportuale ( peraltro già prevista e progettata nella piana di Torrenova ), intanto deve essere raggiunto unicamente per mare ( quando vi sono le condizioni meteo ), con tanti saluti alla destagionalizzazione.

Lo stesso accesso alla Sicilia ( attraversamento dello Stretto ) diventa sempre più difficoltoso ( e costoso ) come pure l’ aeroporto di Reggio Calabria ( in crisi di gestione ) sta progressivamente perdendo funzioni utili a quella parte della Sicilia da cui lo separa un breve tratto di mare. Si pensa al ponte sullo stretto ma intanto non si è riusciti a progettare, finanziare, realizzare un piccolo pontile in prossimità dell’ aeroporto cui potrebbero attraccare aliscafi dalle isole Eolie, da Messina, Taormina, da una significativa quota dei paesi rivieraschi del Tirreno.

Fa piacere che tra gli imprenditori della cordata che ha finanziando la nuova Alitalia siano presenti tanti siciliani, sicuramente impegnati già da adesso a esaminare il piano industriale della nuova compagnia tenendo a mente i «bisogni» della loro terra. Anche se tra profitto e consenso sociale sceglieranno sicuramente il primo. Una terra nella quale, al momento, si pensa ad almeno altri tre aeroporti da realizzare ( Agrigento, Sant’ Agata-Torrenova, Isole Eolie).

Quì occorre una buona politica, capace intanto di difendere e conservare - sarebbe già tanto - i collegamenti gestiti dalla compagnia di bandiera da e per la Sicilia. A forte rischio se la nuova Alitalia si trasformasse - come si teme - in « compagnuccia di bandiera ».

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