DUE aeroporti di terzo livello in Sicilia la localizzazione è stata individuata
L’Enac ha trattative per due aeroporti
di terzo livello in Sicilia, ad Agrigento e
Messina. La localizzazione è stata individuata?
Nei giorni scorsi a Taormina, al Timeo, summit sul
trasporto aereo.
«Risorse agli aeroporti con l’ingresso di privati»
presenti il ministro Matteoli e il commissario europeo
ai Trasporti Tajani, banchieri, gestori
aeroportuali, imprenditori.
Riggio: «Recuperare competitività
adeguando le tariffe aeroportuali»
«Per la provincia di Agrigento i miei
tecnici hanno trovato lo spazio vicino al
mare (Piano Romano, nella zona di Licata,
ndr), allontanandosi dalle colline
di Racalmuto che erano improponibili.
L’altro aeroporto di terzo livello sarebbe individuato a Torrenova,
sulla costa tirrenica tra Messina e Palermo.
E’ una zona che da molti anni chiede
di avere un suo scalo aereo, per questo era nato un forte comitato di cittadini ed imprenditori, che lamentavano la scarsa crescita economica a causa
dell’eccessivo isolamento.
Ovviamente si tratta di aeroporti regionali con pista
di 1200-1500 metri che consente l’atterraggio
degli aerei privati e di qualche
aereo tipo Atr con un massimo di 80
posti. Questo grazie anche alla richiesta fatta dall’assessore
Nino Strano ribadita dal presidente
Lombardo.
Occorre che il ministro dei Trasporti Matteoli si incontri
con Lombardo e con me per stipulare
l’accordo, dopodiché ci sarà un soggetto
privato o pubblico che presenterà il
progetto esecutivo. tuttavia se questa è la richiesta della Regione
cercheremo di attuarla per quanto
è possibile».
Anche questo settore è in crisi, ma siccome è
una crisi che si risolverà abbastanza
presto bisogna investire oggi per essere
pronti domani.
Il presidente dell’Enac, Vito Riggio,
che ha chiamato a raccolta tutti i personaggi
interessati al trasporto aereo,
spiega gli obiettivi del vertice taorminese.
«Sono essenzialmente due: - dice
- ridare fiato ai gestori aeroportuali e
porre le condizioni favorevoli all’ingresso
dei privati. Sul primo punto il
governo ha smosso le acque dopo sei
anni di abbassamento delle tariffe aeroportuali
per favorire il decollo della
nuova Alitalia. Ne hanno approfittato le
altre compagnie, anche quelle straniere
con il risultato di mettere in crisi i gestori
degli aeroporti che hanno visto
meno traffico e minori ricavi.
Basti pensare che l’introito per ogni passeggero
in Italia è di 3 euro, mentre nel resto
d’Europa è di 10 euro. Questo ha fatto
perdere competitività a tutto il sistema.
A catena ha avuto ripercussioni in minori
entrate dell’Enac e dell’Enav. Ora
per i due grandi sistemi Linate-Malpensa
e Fiumicino-Ciampino il governo
ha concesso una deroga per l’adeguamento
delle tariffe».
E per gli altri aeroporti?
«Ci sarà una fase di transizione per
metterli in condizione di restare sul
mercato. Il ministro Matteoli sta studiando
un provvedimento ponte che
annuncerà al congresso di Taormina. Si
potrebbe cercare di recuperare ad
esempio l’inflazione di questi sei anni,
ci potrà essere una maggiore duttilità
sulle tariffe aeroportuali. Ma tutto questo
andrà agli investimenti, non alla
gestione per coprire eventuali disavanzi
di bilancio. Le società di gestione dovranno
presentarci un piano di investimenti
straordinario e l’Enac provvederebbe
all’attuazione.
Finora i nostri aeroporti hanno fatto solo ordinaria amministrazione
senza investimenti di rilievo, mentre all’estero c’è una grande
attività, ci sono nuovi aeroporti a Berlino,
Vienna, Londra, Madrid, Amsterdam.
Ora per Fiumicino c’è un piano di
investimenti di 3 miliardi di euro per
raddoppiare lo scalo e collegarlo più
velocemente con la capitale».
Perché la presenza delle banche al vertice
taorminese?
«Per coinvolgerle nelle privatizzazioni.
Ci saranno le più grandi banche specializzate
in questo settore, Intesa San
Paolo e Unicredit. Se non si rendono appetibili
gli aeroporti gli investitori privati
si fermano. Io privato, se non ho
una convenienza, è chiaro che mi tengo
alla larga da questo business che pure è
largamente presente nei piani delle
banche e dei fondi di investimento.
Quindi convenienza, ma l’altro punto è
che le autorità locali debbono finirla di
restare appollaiate sugli aeroporti, cioè
Province, Comuni, Camere di commercio
debbono capire che loro hanno
esercitato una preziosa funzione nella
fase di avvio e adesso dovrebbero fare
le loro proprie funzioni nelle quali non
rientra quella di gestire aeroporti.
Ad esempio è bene che una Provincia o
un Comune vendano, mantenendo solo
una piccola partecipazione trattandosi
di una struttura strategia e facciano
invece strade di collegamento, così
come è bene che le Camere di commercio
si preoccupino di promuovere piuttosto
che gestire. Noi abbiamo adesso
un esempio importante in Sicilia, e cioè
l’ingresso di un imprenditore privato
coraggioso nell’aeroporto di Comiso.
Se dovessimo deludere questo privato
è evidente che sarebbe un segnale devastante
per tutti gli altri processi di
privatizzazione. Quindi dobbiamo fare
di tutto perché le condizioni reali che ci
vengono poste dagli investitori siano
soddisfatte. Gli italiani hanno grande
genialità, Impregilo ha vinto l’appalto
per il canale di Panama e non si capisce
perché non si possano risolvere i disservizi
nel settore bagagli a Fiumicino.
Gli aeroporti debbono funzionare come un orologio». Il Ministro Alfano ha subito esordito dicendo che c’e’ l’ok del Premier Silvio Berlusconi per costruire i due aeroporti ad Agrigento e Torrenova.
TONY ZERMO
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Carmelo Giovanni PORTALE Presidente comitato aeroporto Eolie&Nebrodi