AeroportoDelleEolie.it

Un sogno da trasformare in realtà …

Un Messinese costruirà l’aeroporto di Agrigento


9:32 am on Tuesday, 20 October 2009 

Messinese costruirà l’aeroporto di Agrigento, direzione Favara-Licata-Gela.

ESCLUSIVA - Sarà l’azienda “BlueIron Group SA” di Lugano, a realizzare, con capitali privati, la struttura aeroportuale. La società svizzera capofila di un consorzio temporaneo di imprese, ha delegato, come responsabile unico del procedimento, Giuseppe Ventura di Messina. Nelle foto due immagini del plastico dell’aeroporto.

Sarà l’imprenditore messinese Giuseppe Ventura, responsabile per la Sicilia della Società svizzera “Blueiron Group SA” a coordinare i lavori per la realizzazione dell’aeroporto di Agrigento. L’azienda di Lugano, ha presentato l’unica offerta, al bando della Provincia che ricercava, su scala internazionale, un’impresa che, “con fondi propri”, si occupasse della realizzazione della struttura, dalla progettazione fino alla gestione. L’Ente Provincia dovrà occuparsi solo degli espropri dei terreni. L’assegnazione sarà ufficializzata nei prossimi giorni, dopo di che la BlueIron e le aziende collegate, potranno dare il via all’iter per la progettazione e la costruzione dell’opera.

L’aeroporto costerà circa 110 milioni di euro e, dalla consegna dell’area, la “BlueIron” si è impegnata a completare la struttura in 18 mesi.
“Quello di Agrigento – afferma Giuseppe Ventura - sarà uno dei migliori e sicuri aeroporti d’Italia: attrezzato con tutte le nuove tecnologie: fotovoltaico, eolico, che riserva grande attenzione ai disabili, con percorsi motorizzati dal parcheggio sino all’area d’imbarco”. “La pista di atterraggio che sarà di 3800 metri, rispetto ai 2500 di Catania – conclude Ventura - sarà l’unica nel Centro-Sud, dotata di impianto di schiuma per atterraggio senza carrello e nelle condizioni di poter fare atterrare i Jumbo di ultima generazione”.

Dell’Ati capeggiata da BlueIron fanno parte prestigiose aziende italiane e svizzere. Ecco di seguito i “soggetti” del Consorzio e i rispettivi impegni, per la costruzione dell’aeroporto:

Risorse economico-finanziarie: Fondo di Investimento immobiliare “Infrastrutture e Logistica”; Fondo di investimento Studio e Progettazione: Arch. Pierbaldassare Campana, Dott. Filippo Mario Fasulo, Ing. Pasquale Manganaro, Energo srl.; Forniture e realizzazione: Consorzio stabile AEDARS S.C.A.R.L, SAFWOOD S.P.A., Consorzio stabile S.T.A. S.C.A.R.L, Poli Sud srl., La Fagnanese scavi di Cozza Francesco; - Responsabile di gestione e commercializzazione servizi aeroportuali:

Mentre per l’aeroporto delle Eolie e dei Nebrodi a Torrenova ME) bisognerà ancora aspettare per la definizione di alcuni importanti accordi bilaterali, malgrado il grande consenso positivo che sta manifestando tutto il territorio.

Dott.Francesco Musto.
Martedì 20 Ottobre 2009 16:49
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Carmelo Giovanni PORTALE Presidente comitato aeroporto Eolie e Nebrodi

CIRCOLO GIOVANILE MPA NEBRODI - Incontro sul tema “Aeroporto Nebrodi”


8:48 am on Monday, 12 October 2009 

Continuano le attività dei giovani del circolo giovanile del Movimento per le Autonomie.  Dopo il  successo della scuola di formazione politica, organizzata nel mese di Settembre, il circolo nebroideo abbraccia una nuova iniziativa: la costruzione di un aeroporto nella fascia tirrenica.  mpa_logoDa tempo si sente l’esigenza di costruire un struttura aeroportuale che possa permettere il collegamento della provincia di Messina al resto del mondo. I giovani esponenti del circolo hanno deciso di raccogliere le firme di tutti i cittadini che vogliono la costruzione di un aeroporto sulla fascia tirrenica per poi presentarle al Presidente della Regione Raffaele Lombardo.
L’idea di un aeroporto nell’area dei Nebrodi è rimasta spesso sopita, ma trattandosi di un opera che accrescerebbe la possibilità di incremento turistico, è necessario che vi sia una comunione di intenti – spiega Marco Polino, presidente del circolo giovanile dei Nebrodi – non è tollerabile che in una società moderna come la nostra, per poter raggiungere gli aeroporti della nostra isola bisogna affrontare  mille difficoltà e disagi, con il risultato che i tempi impiegati sono molto lunghi . Infatti, spesso si impiega più tempo a raggiungere l’aeroporto - continua Polino - che a raggiungere una qualsiasi metà europea. La costruzione dell’aeroporto, naturalmente, non rappresenta il rimedio o la fine dei problemi del nostro territorio ma certamente può creare tutti quegli indotti che servano per incrementare il turismo e l’economia dei nostri piccoli paesini, che in mancanza si trovano al di fuori del mercato mondiale.
Non è una tematica nuova quella affrontata dal circolo giovanile delle Autonomie. Da un paio di anni si discute non solo sulla realizzazione ma anche sulla localizzazione della struttura aeroportuale. In prima istanza si era parlato di un aerea del comune di Torrenova. Questa scelta aveva innescato non poche polemiche.  Successivamente si era pensato di far sorgere il nuovo aeroporto nella zona di Pace del Mela. Ma dall’ultima conferenza dell’Enac  il nuovo aeroporto di terzo livello sarebbe individuato nella zona di Torrenova, sulla costa tirrenica fra Messina e Palermo.“ Al nostro circolo non interessa la localizzazione della nuova opera ma sentiamo l’esigenza  che una struttura aeroportuale venga realizzate sulla fascia tirrenica.  – conclude il giovane Marco Polino - la costruzione di aeroporto porterebbe benefici alle attività turistiche che vanno da Cefalù fino all’area nebroidea ma gioverebbe anche alle vicine isole Eolie.”
La raccolta firme partirà da Capo d’Orlando per poi far tappa in tutti gli altri paesi dell’area Nebrodi

scomunicando.it

Quelli che…DESIDERANO l’AEROPORTO NELLA PROVINCIA DI MESSINA


5:10 pm on Thursday, 8 October 2009 

Previsto un’aggiornamento del protocollo d’intesa in materia aeroportuale, firmato da Enac, Regione e Ministero delle Infrastrutture ad aprile. Lombardo e Strano puntano su due nuove infrastrutture. Un’ipotesi che potrebbe spiazzare l’attuale Amministrazione provinciale, che ha sempre puntato sul “Tito Minniti”
ANCORA ASPETTATIVE SULLA NASCITA DI UN AEROPORTO IN PROVINCIA DI MESSINA

Un aeroporto…che lo si faccia a Torrenova o su una piattaforma in mezzo al mare ( :D ) basta che si faccia. E’ normale che l’impatto ambientale sia forte, in ogni progetto ci sono i pro e i contro…. ma forse l’ascesa della sicilia, del messinese e dei Nebrodi in ambito turistico sarà notevole…e l’occupazione potrebbe aumentare!!! Ho visionato il progetto…e devo dire che non è niente male….. dite la vostra! Pensate anche al fatto che chiunque voglia visitare i parenti o voglia visitare le nostre zone, piene di arte, cultura e divertimento, potrà atterrare direttamente nel messinese, senza dover sostenere un’altra ora/due di autostrada, da Palermo o Catania, per giungere qui nel nostro interland.. quanto tempo si può recuperare…e si sà… il tempo è denaro!!!

Nasce una nuova puntata dell’ormai vetusta telenovela sull’aeroporto in Provincia di Messina. Lo spunto per tenere desta l’illusione della creazione, nel nostro territorio, di una sia pur modesta base aeroportuale, viene offerto dall’iniziativa della Regione Sicilia di richiedere l’aggiornamento del protocollo d’intesa, in detta materia, con l’Enac e col Ministero delle Infrastrutture, firmato lo scorso 8 aprile ed ora ritenuto, dal Governatore Lombardo, bisognoso di uscire dalla attuale genericità

Ma mettiamo che l’accordo, così come prospettato, avvenga quanto prima, potrà ciò significare che effettivamente e in tempi ragionevoli si riuscirebbe a costruire un aeroporto nella nostra provincia?
Per arrivarci, penso che bisognerebbe passare sotto le forche caudine, rappresentate in questo caso da almeno tre ostacoli:
1) bisognerebbe intanto accantonare il progetto, caro all’attuale amministrazione provinciale, dell’Aeroporto dello Stretto, conseguibile con il potenziamento del Tito Minniti di Reggio Calabria ;

2) toccherebbe dirimere il contrasto tra chi, come l’ex presidente della Provincia Leonardi, si è sempre battuto per la creazione dell’aeroporto in zona peloritana (aeroporto del Mela) e chi ancora insiste per la costruzione dell’aeroprto dei Nebrodi, tra Torrenova e Capo d’Orlando: ciò per la scelta dell’eventuale ubicazione;

3) bisognerebbe precisare le fonti di finanziamento di cui non s’è neppure fatto cenno, nel protocollo firmato ad aprile. E poi tutti gli altri passi da fare, in concreto, prima di potere dire che in Provincia di Messina nascerà un aeroporto nel prossimo decennio. In attesa di ciò, una sola certezza: continueranno a nascere le trite puntate di questa inutile telenovela.

Nel corso di un incontro tenutosi tra il presidente dell’Enac, Vito Riggio e il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, e’ stato deciso di aggiornare il protocollo d’intesa in materia di sviluppo aeroportuale, firmato lo scorso 8 aprile tra la Regione Siciliana, l’Enac, il Ministero delle Infrastrutture e le società di gestione. Un aggiornamento che potrebbe riguardare da vicino la nostra provincia, visto che Lombardo e l’assessorre ai Trasporti Nino Strano, hanno chiesto, nell’ambito dell’inserimento di una rete di eliporti e di nuove infrastrutture aeroportuali, di poter realizzare con fondi propri o di privati, due aeroporti minori in grado di potere consentire un’operatività di terzo livello (aviazione generale o aeromobili di tipo regionale). Strutture che dovrebbero sorgere ad Agrigento e Messina provincia.

Dopo la prevista stipula dell’aggiornamento dell’accordo che dovrebbe avvenire a breve, anche perché per questioni temporali diventa importante verificare le eventuali fonti di finanziamento rimaste scoperte nell’accordo dello scorso aprile, toccherà al Ministro delle Infrastrutture convocare una conferenza dei servizi attraverso la quale stabilire la localizzazione dei siti aeroportuali.
Questo passaggio potrebbe invece “spiazzare” l’attuale Amministrazione provinciale, che fin dall’insediamento ha constantemente dichiarato la propria volontà e quindi la relativa priorità, di un rafforzamento dei servizi e dei legami con l’Aeroporto dello Stretto, Tito Minniti. Una presa di posizione rafforzata nel corso della conferenza dei servizi tenutasi a Catanzaro l’otto settembre scorso, voluta dal Governo e coordinata dal presidente della Regione Calabria Loiero e alla quale hanno partecipato Enac, Sogas, Anci, Enti locali, Camera di Commercio e Confindustria di Messina e Reggio. All’ordine del giorno il piano operativo per il rilancio dell’Aeroporto.

Non è comunque da escludere a priori che si possa continuare a lavorare “sulle due piste” e che gli scali possano “convivere”. Tornando infine all’aggiornamento del protocollo d’intesa, l’Enac ha confermato la propria disponibilità ad attuare il piano sulla base dei progetti che verranno presentati dagli enti territoriali o da privati. Le strutture dovranno però coordinarsi con la rete degli aeroporti nazionali che verrà delineata dal Ministero, attraverso il Piano nazionale degli aeroporti, per il quale l’Enac ha già previsto uno studio.

EMANUELE RIGANO
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Carmelo Giovanni PORTALE

DUE aeroporti di terzo livello in Sicilia la localizzazione è stata individuata


9:40 am on Thursday, 1 October 2009 

L’Enac ha trattative per due aeroporti
di terzo livello in Sicilia, ad Agrigento e
Messina. La localizzazione è stata individuata?
Nei giorni scorsi a Taormina, al Timeo, summit sul
trasporto aereo.

«Risorse agli aeroporti con l’ingresso di privati»
presenti il ministro Matteoli e il commissario europeo
ai Trasporti Tajani, banchieri, gestori
aeroportuali, imprenditori.

Riggio: «Recuperare competitività
adeguando le tariffe aeroportuali»
«Per la provincia di Agrigento i miei
tecnici hanno trovato lo spazio vicino al
mare (Piano Romano, nella zona di Licata,
ndr), allontanandosi dalle colline
di Racalmuto che erano improponibili.
L’altro aeroporto di terzo livello sarebbe individuato a Torrenova,
sulla costa tirrenica tra Messina e Palermo.

E’ una zona che da molti anni chiede
di avere un suo scalo aereo, per questo era nato un forte comitato di cittadini ed imprenditori, che lamentavano la scarsa crescita economica a causa
dell’eccessivo isolamento.

Ovviamente si tratta di aeroporti regionali con pista
di 1200-1500 metri che consente l’atterraggio
degli aerei privati e di qualche
aereo tipo Atr con un massimo di 80
posti. Questo grazie anche alla richiesta fatta dall’assessore
Nino Strano ribadita dal presidente
Lombardo.

Occorre che il ministro dei Trasporti Matteoli si incontri
con Lombardo e con me per stipulare
l’accordo, dopodiché ci sarà un soggetto
privato o pubblico che presenterà il
progetto esecutivo. tuttavia se questa è la richiesta della Regione
cercheremo di attuarla per quanto
è possibile».

Anche questo settore è in crisi, ma siccome è
una crisi che si risolverà abbastanza
presto bisogna investire oggi per essere
pronti domani.

Il presidente dell’Enac, Vito Riggio,
che ha chiamato a raccolta tutti i personaggi
interessati al trasporto aereo,
spiega gli obiettivi del vertice taorminese.
«Sono essenzialmente due: - dice
- ridare fiato ai gestori aeroportuali e
porre le condizioni favorevoli all’ingresso
dei privati. Sul primo punto il
governo ha smosso le acque dopo sei
anni di abbassamento delle tariffe aeroportuali
per favorire il decollo della
nuova Alitalia. Ne hanno approfittato le
altre compagnie, anche quelle straniere
con il risultato di mettere in crisi i gestori
degli aeroporti che hanno visto
meno traffico e minori ricavi.

Basti pensare che l’introito per ogni passeggero
in Italia è di 3 euro, mentre nel resto
d’Europa è di 10 euro. Questo ha fatto
perdere competitività a tutto il sistema.
A catena ha avuto ripercussioni in minori
entrate dell’Enac e dell’Enav. Ora
per i due grandi sistemi Linate-Malpensa
e Fiumicino-Ciampino il governo
ha concesso una deroga per l’adeguamento
delle tariffe».

E per gli altri aeroporti?
«Ci sarà una fase di transizione per
metterli in condizione di restare sul
mercato. Il ministro Matteoli sta studiando
un provvedimento ponte che
annuncerà al congresso di Taormina. Si
potrebbe cercare di recuperare ad
esempio l’inflazione di questi sei anni,
ci potrà essere una maggiore duttilità
sulle tariffe aeroportuali. Ma tutto questo
andrà agli investimenti, non alla
gestione per coprire eventuali disavanzi
di bilancio. Le società di gestione dovranno
presentarci un piano di investimenti
straordinario e l’Enac provvederebbe
all’attuazione.

Finora i nostri aeroporti hanno fatto solo ordinaria amministrazione
senza investimenti di rilievo, mentre all’estero c’è una grande
attività, ci sono nuovi aeroporti a Berlino,
Vienna, Londra, Madrid, Amsterdam.

Ora per Fiumicino c’è un piano di
investimenti di 3 miliardi di euro per
raddoppiare lo scalo e collegarlo più
velocemente con la capitale».
Perché la presenza delle banche al vertice
taorminese?

«Per coinvolgerle nelle privatizzazioni.
Ci saranno le più grandi banche specializzate
in questo settore, Intesa San
Paolo e Unicredit. Se non si rendono appetibili
gli aeroporti gli investitori privati
si fermano. Io privato, se non ho
una convenienza, è chiaro che mi tengo
alla larga da questo business che pure è
largamente presente nei piani delle
banche e dei fondi di investimento.
Quindi convenienza, ma l’altro punto è
che le autorità locali debbono finirla di
restare appollaiate sugli aeroporti, cioè
Province, Comuni, Camere di commercio
debbono capire che loro hanno
esercitato una preziosa funzione nella
fase di avvio e adesso dovrebbero fare
le loro proprie funzioni nelle quali non
rientra quella di gestire aeroporti.

Ad esempio è bene che una Provincia o
un Comune vendano, mantenendo solo
una piccola partecipazione trattandosi
di una struttura strategia e facciano
invece strade di collegamento, così
come è bene che le Camere di commercio
si preoccupino di promuovere piuttosto
che gestire. Noi abbiamo adesso
un esempio importante in Sicilia, e cioè
l’ingresso di un imprenditore privato
coraggioso nell’aeroporto di Comiso.
Se dovessimo deludere questo privato
è evidente che sarebbe un segnale devastante
per tutti gli altri processi di
privatizzazione. Quindi dobbiamo fare
di tutto perché le condizioni reali che ci
vengono poste dagli investitori siano
soddisfatte. Gli italiani hanno grande
genialità, Impregilo ha vinto l’appalto
per il canale di Panama e non si capisce
perché non si possano risolvere i disservizi
nel settore bagagli a Fiumicino.

Gli aeroporti debbono funzionare come un orologio». Il Ministro Alfano ha subito esordito dicendo che c’e’ l’ok del Premier Silvio Berlusconi per costruire i due aeroporti ad Agrigento e Torrenova.

TONY ZERMO
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Carmelo Giovanni PORTALE Presidente comitato aeroporto Eolie&Nebrodi