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Un sogno da trasformare in realtà …

Nuovo “ Volto “ Per L’Aeroporto Di Trapani Birgi


2:22 pm on Sunday, 23 November 2008 

Si avviano alla conclusione i lavori di riqualificazione dell’aeroporto internazionale “ Vincenzo Florio “, di Trapani-Birgi, per un investimento complessivo di 20 milioni di euro.

I risultati raggiunti sono eccellenti, infatti a discapito di un trasporto su ferrovia che funziona male, dismette e non investe nel trasporto veloce a beneficio di un maggiore auspicato turismo, il trasporto aereo mira a rendere sempre maggiori servizi di alta qualità, questo è quanto dichiarato da Vito Riggio, presidente Enac, ( che solo da poco ), sostiene anche l’idea delle medie e piccole strutture aeroportuali, essenziali per quei nuovi servizi specifici.

L’aeroporto Vincenzo Florio, tende a garantire una sicurezza adeguata ai più alti standard internazionali e consentire la massima autonomia di esercizio , infatti questa struttura insieme all’aeroporto di Palermo, costituisce il polo aeroportuale occidentale della Sicilia.

Intanto il traffico nell’aerostazione è cresciuto esponenzialmente, in termini di voli e passeggeri, ( solo nel 2007 il traffico passeggeri a registrato una crescita del 62% rispetto all’anno precedente, prima erano assicurati dal vettore Air Bee, ora si punta sul vettore low cost Ryanair, che garantisce i due collegamenti aerei con ( Pisa e Dublino ), oggi sono arrivati a 12, sono destinati a crescere in modo significativo verso il nord Europa e Spagna

A questo si aggiunge la previsione di un flusso entro il 2012, di 3 milioni di passeggeri, che determinerà l’esigenza di nuovi servizi adeguati al mutato traffico, una scommessa che farà di Birgi lo scalo del futuro, non va dimenticato che nell’ultimo anno vanno aggiunti altri 1.962 passeggeri giunti con voli privati.

Dal punto di vista economico, la società di gestione “ Airgest “ con la direzione del Presidente Salvatore Ombra, ha creato una situazione finanziaria più solida, sicuramente si respira una ventata di rinnovato ottimismo che va sostenuto dall’intervento imprescindibile degli operatori turistici e dei comuni, che dovranno riuscire a fare sistema e con investimenti sulle infrastrutture intermodali, per garantire la continuità nello sviluppo del turismo in tutto il territorio isolano.

Bisogna guardare con attenzione a questi eccezionali cambiamenti che fanno intravedere per il prossimo futuro un’unica “ strada maestra “ per l’economia dei paesi affacciati nel bacino del basso mediterraneo, bisogna organizzarsi con attività di eccellenza, in futuro l’economia prevalente sarà il turismo, ma per far tutto questo ( anche noi nel nostro territorio ), dei Nebrodi dobbiamo creare la prevista struttura aeroportuale che farà sistema di un network globale.

Capo d’orlando ( ME ) 23 / Novembre / 2008
Carmelo Giovanni PORTALE Presidente Comitato Aeroporto Eolie & Nebrodi

Piloti Alitalia: Continua La Protesta “ Illegittima “


2:21 pm on Monday, 17 November 2008 

Roma- I lavoratori del “ fronte del no “ hanno votato una mozione per un ulteriore blocco del trasporto aereo, le cinque sigle sindacali ( Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl ), non ci stanno, commentano all‘unanimità “ non è il momento “, intanto divampa sempre più aspro lo scontro tra Governo e piloti dell’Alitalia, che si preparano a cancellare voli per tutta la settimana continuando una forma di “ sciopero bianco “ nei maggiori aeroporti.

Quindi trasporto pubblico paralizzato, questo non è uno sciopero, per il quale si può provvedere diversamente, ma una vera e propria interruzione ( improvvisa ), del pubblico servizio, certamente non è una cosa che ci presenta a chi è, come all’estero abituati alla precisione, una cosa di cui non si può essere orgogliosi, ( e poi parliamo di riorganizzare il settore del turismo !!), ( secondo il mio modesto parere bisognerebbe licenziare immediatamente tutti coloro che stanno creando problemi ), questo non è sciopero; questa “ gente “, forse non si rende conto delle difficoltà che sta attraversando il Paese e, non pensano a coloro che un posto di lavoro non lo hanno per niente.

Nei giorni scorsi, nello scalo della capitale se ne sono viste di tutti i “ colori “, un folto gruppo di assistenti di volo, piloti e lavoratori di terra hanno bloccato, sedendosi a terra, l’ingresso del centro equipaggi Alitalia, con un azione illegittima che ha fatto scattare la precettazione da parte del Ministro Alteo Matteoli, mentre la Cai è pronta alla firma per il “ decollo “ della nuova società di gestione.

L’Enac apre un’inchiesta; Il presidente dell’Enac, Pof. Vito Riggio ha chiesto al Direttore generale Silvano Manera ( che ha origini paterne del comune di Castell’Umberto ), di istruire un inchiesta sui comportamenti in atto da parte del personale Alitalia a Fiumicino, per poter verificare se le violazioni al Regolamento Comunitario n. 261 del 2004 a tutela dei diritti dei passeggeri siano imputabili all’azienda, o nascano da comportamenti illegittimi, da portare all’attenzione della Commissione di garanzia.

Il Ministro Maurizio Sacconi commenta: che nessuna manifestazione sindacale, tanto più se condotta da minoranze poco rappresentative, può prendere in “ ostaggio “ un paese, questa paralisi improvvisa, che è in atto, deve essere rimossa e sanzionata, bisogna incaricare i prefetti per prevenire lo sciopero attraverso forme di precettazione, o di arbitrato, è doveroso in base all’articolo 40 della nostra Costituzione, che sancisce il diritto allo sciopero, anche di dare informazioni anticipate agli utenti circa il programma dei servizi interrotti e la consistenza alle adesioni, al disegno di legge delega sulla disciplina di tale diritto.

Passeggeri stranieri inviperiti, ( mai più in Italia ), non si possono lasciare donne in gravidanza e bambini piccoli in situazioni di disagio così grandi, i passeggeri sono stati costretti ad aspettare ore per la riconsegna dei propri bagagli già stivati sui voli cancellati, ( questa è l’Italia dei “ diritti “ ma non dei doveri ), qualche turista straniero ha commentato ai giornalisti: non vorrei che accanto al problema Alitalia, ci fosse un problema Italia.

A causa dei disservizi provocati da questo “ fronte del no “, che ha bloccato in modo sconsiderato, lo scalo di Fiumicino, anche un aereo cargo MD11 dell’Alitalia con un prezioso carico ( 10 miliardi di euro della Banca d’Italia, è rimasto fermo sulla pista con i rischi del caso.

Concludo sostenendo che queste persone, che pur godono di tanti privilegi, non hanno a cuore l’interesse dell’Italia, ma solo l’obiettivo di mettere in ginocchio questo meraviglioso Paese.

Capo d’Orlando ( ME ) 17 / Novembre / 2008
Carmelo Giovanni PORTALE Presidente Comitato Aeroporto Eolie & Nebrodi

“ I have a dream ”: Io Ho Davanti a Me Un Sogno ( Martin Luther king )


2:20 pm on Saturday, 15 November 2008 

Obama Come Martin Luther: Tutti gli afro-americani celebrano ancora chi è stato il leader dei diritti civili, oltre che il più giovane Premio Nobel per la pace, riconoscimento conferitogli, all’età di soli trentacinque anni, ( il suo motto era: abbiamo imparato a volare ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli ).

Washington 17 Maggio 1957: viene fatto un pellegrinaggio dei neri, una lotta non violenta, per il pieno diritto di voto ai neri è una delle manifestazioni più importanti, ma il cammino è pieno di asprezze.

Celeberrimo è rimasto il discorso che Martin Luther King tenne il 28 agosto 1963 durante ( la marcia per il lavoro e la libertà ) davanti al “ Lincoln Memorial “ di Washington, nel quale pronunciò più volte la fatidica frase “ I have a dream “, ( io ho un sogno ),la lotta dei diritti civili viene approvata il 10 Febbraio 1964.

<< I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: “ we hold these truths to be self-evident, that all men are created equal “>>

<< Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: “ riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali “ >>.

Martin Luther King fu assassinato a colpi d’arma da fuoco prima della marcia del 4 aprile 1968 su un balcone del Lorraine Motel di Memphis, Tennessee, il suo assassino, James Earl Ray, gli atti sono stati secretati fino al 2002 dall’amministrazione americana.

C’è una rivoluzione con l’arrivo di Barack Obama alla Casa Bianca, A New York in migliaia hanno festeggiato davanti allo schermo gigante di Times Square; esplosioni di gioia anche ad Harlem, “ capitale “ non ufficiale nera degli States.

Obama ritiene tra le altre priorità da affrontare, che gli Stati Uniti si impegnino nella lotta ai cambiamenti climatici e innescando un circolo virtuoso attraverso un accordo come “ Kyoto bis “ e propone la rinegoziazione internazionale sul clima, che rappresenterà il ritorno degli Usa sulla scena mondiale e, rafforzerà inevitabilmente la determinazione europea ad andare avanti.

Centralità che il senatore dell’Illinois non ha mancato di ribadire nel primo discorso pronunciato, “ sappiamo che le sfide che ci aspettano sono le più grandi della nostra vita: due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi economica del secolo, però aggiunge che ci sono nuove energie da imbrigliare.

Intanto nei giorni scorsi tra l’altro, il neo Presidente Obama telefona ai grandi della terra, tra cui il nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, “ lunga e cordiale la telefonata “, quindi le critiche del PD sulla battuta di Obama “ Abbronzato “ sono la dimostrazione che l’opposizione non ha niente da fare, ( come sostiene il Premier ).

Capo d’Orlando ( ME ) 15 / Novembre / 2008 Carmelo Giovanni PORTALE Presidente Comitato Aeroporto Eolie & Nebrodi

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( DAL TESTO ORIGINALE ):
“Io Ho Davanti a Me Un Sogno ”
( Discorso Pronunciato da Martin Luther King Washington, 28 Agosto 1963 ).

Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese.

Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sull’Emancipazione.

Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.

Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra.

Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d’Indipendenza, firmarono un “pagherò” del quale ogni americano sarebbe diventato erede.

Questo “pagherò” permetteva che tutti gli uomini, si, i negri tanto quanto i bianchi, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità.

E’ ovvio, oggi, che l’America è venuta meno a questo “pagherò” per ciò che riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, l’America ha consegnato ai negri un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: “fondi insufficienti”. Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese.

E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.

Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia.; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio.
Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.

Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà.

Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.

E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: “Quando vi riterrete soddisfatti?” Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.
Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono: “Riservato ai bianchi”. Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.

Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno.

E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi.

Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.

Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.

Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.

Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

Ma non soltanto.

Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.

Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.

Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice

risuoni la libertà.

E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: ” liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente”.

Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento.

Fonte: Ing. Giuseppe Petracca 15 / Novembre / 2008

Protocollo d’Intesa Stato-Regione Per Colmare il Gap Infrastrutturale


2:19 pm on Monday, 10 November 2008 

Palermo: 04 novembre 2008, firmato un protocollo d’intesa tra il Governo Nazionale con la Regione Siciliana per lo sviluppo delle infrastrutture ancora assenti nell’isola, ( al primo posto la carenza del sistema aeroportuale ), ma in progetto c’è lo sviluppo anche degli altri segmenti del settore, l’Europa avverte, si recuperi il tempo perso in questi ultimi anni, da cui si è registrato, solo quest’anno, una perdita del Pil, che va dal 5 al 15 per cento, polverizzando tutte le proiezioni.

La Sicilia ha delle enormi potenzialità turistiche ancora inespresse, ed è proprio per questo che si sta lavorando con grande impegno per creare un sistema di eccellenze, per eliminare il divario tra Nord e Sud, anche nel settore enogastronomico, che renda competitiva la nostra offerta turistica sul mercato mondiale.

E’ necessario l’intervento della politica che ha la responsabilità di gestione, a rappresentarla i massimi esponenti: il Sottosegretario con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla, il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo e l’Assessore al turismo Titti Bufardeci, hanno firmato un accordo di massima che prevede prima di tutto la realizzazione di un polo formativo regionale per l’eccellenza, da qui la necessità di cercare risorse per gli investimenti per la mobilità turistica e rete veloce dei trasporti.

Come e perché la Sicilia è sotto gli occhi di tutti? Insieme alla Toscana sono certamente le due regioni italiane più conosciute in tutta Europa, ma mentre la Toscana è molto organizzata, la nostra regione deve fare i conti con un grave ritardo strutturale, questa è una delle cause per cui noi perdiamo competitività con altre destinazioni, che propongono trasporti e ricezione di qualità, a basso costo, intanto il turismo proveniente dal nord Europa ci baipassa e si dirige più a Sud: in Marocco o in Egitto.

Bisogna mettere a sistema una rete di infrastrutture minori, quà entrano fortemente in gioco l’aeroporto di Comiso, quello di Racalmuto che ha già ottenuto un sostanzioso contributo dalla precedente amministrazione Cuffaro e ( l’aeroporto per il vasto comprensorio della “ Valdemone “ ), presso il territorio Torrenova, detto “ delle Eolie “.

In questo momento di crisi finanziaria bisogna sostenere chi produce risorse e questo compito spetta alle istituzioni, nazionali, regionali e locali, si tratterebbe del primo passo che ci porterebbe a siglare specifici accordi di programma quadro sui segmenti del turismo da sviluppare, dal congressuale al sociale allo sportivo, tutte potenzialità ancora inespresse, in tutti i nostri centri storici, soprattutto perché la mediocre gestione della politica locale è quasi sempre “ miope “.

Il “ mezzogiorno “ costituisce la principale area turistica mondiale, ma se non si esce da una marginalità, relegata a pochi mesi dell’anno di attività, si vedrà svilire questa potenziale quota di mercato a causa del forte sviluppo delle aree “ new comers “.

Capo d’Orlando ( ME ) 10 / Novembre / 2008
Carmelo Giovanni PORTALE Presidente Comitato Aeroporto Eolie & Nebrodi