La Storia, Quella Vera, Non Ha Colore Politico, Non E’ Di Destra O Di Sinistra
L’Italia, è una e indivisibile, lo sancisce la Legge Fondamentale dello Stato e nessuno, deve affermare il contrario, ciò non toglie, che alcune vicende storiche, come la spedizione dei Mille e, con questo anche l’intero risorgimento, non hanno riconosciuto che il Regno delle due Sicilie, era il più progredito, in quanto allora il territorio isolano conobbe un grande sviluppo economico, infatti dalla modernità del sistema borbonico trapelava una precoce proiezione verso l’Europa, allora Palermo insieme a Napoli, dopo Parigi e Londra, deteneva i due terzi dell’oro e della ricchezza d’Italia, e la terza flotta commerciale.
Con la spedizione dei “ Mille “, ebbe inizio il lungo processo di scientifica colonizzazione della Sicilia e la “ radunata rivoluzionaria “, fu resa possibile dai ( generali corrotti ), dall’oro di Cavour, che demonizzava la monarchia borbonica a favore di una lunga tradizione filo-sabauda, grazie a una funzione di dominio dei piemontesi, detto dallo stesso Garibaldi, tempo dopo, scrivendo ad Adelaide Cairoli, rimordendogli la coscienza affermava: Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili, certo se dovessi ripercorrere le strade siciliane non lo rifarei perché, i siciliani mi prenderebbero a sassate.
Appunto le recenti querelle apertesi, in questi ultimi mesi in più sedi, anno alimentato un rutilante “ gossip “ estivo, ricco di polemiche spesso strumentalizzate, soprattutto a Capo d’Orlando ( ME ), a proposito di Garibaldi, che tanti non accettano il fatto che era al soldo degli inglesi, “la dice lunga “, gli avvenimenti che videro l’aggressione, con la mera scusa di reprimere il brigantaggio, seguirono molteplici usurpazioni perpetrate dal generale Govone, con poteri illimitati e licenza di uccidere, che gli erano concessi dalla legge “ Piga “.
Vanno colte positivamente, con serenità di giudizio e con obbiettività, quello che mette luce su una verità storica che per 148 anni ci è stata negata dalla storiografia ufficiale, abusando della credulità popolare, storia scritta dai vincitori, ancor peggio quella che ci è toccato studiare sui libri di scuola, evidentemente la gloriosa spedizione dei Mille non fu altro che una grande mistificazione storica, intanto iniziavano anche a mutare anche i “decurionati “ ( consigli comunali del tempo), con le nuove amministrazioni comunali.
L’Italia costruita a spese del mezzogiorno, dettaglio questo che non trova quasi mai posto nella memoria collettiva, cui gli storici dell’epoca, e quelli successivi, hanno fornito una ricostruzione degli eventi “ monca “, così come ci sono state consegnate processi unitari, con atteggiamenti scomodi, violenti e vessatori, poco edificabili, che i nuovi padroni ebbero nei confronti del Sud, e della Sicilia, con le infauste tariffe doganali a beneficio esclusivo delle industrie del nord, e dire che sotto i Borboni l’unica tassa da pagare era l’imposta progressiva sul reddito, mentre con l’annessione all’Italia unificata, arrivò la tassa sul macinato, sulla successione, sulla famiglia, l’addizionale comunale e provinciale.
Inoltre per accrescere i patrimoni della borghesia, che controllava saldamente il potere locale nei municipi, che permise nell’arco di un ventennio di vendere all’asta 140 mila ettari di terra insieme ai casali, censi e trappeti, per circa 6 milioni di onze, ( circa 3 miliardi di euro di oggi ), il duca di Tortorici doveva ai propri soggiogati l’astronomica cifra di 631 mila onze, la principessa di Butera 572 mila, il conte di Modica 435 mila, il principe di Trabia 362.
Il declino del sistema di baronaggio siciliano venne accellerato da una unità, ratificata da plebisciti falsa, per questo le popolazioni pagarono a caro prezzo aprendo sin dall’ora la questione meridionale, che ad oggi non si direbbe risolta, avendo creato un grave pregiudizio morale negativo, sulle popolazioni meridionali e siciliane, non ultimo il disagio per lo scarso flusso di trasferimenti stato-regioni, che determinano criticità nella sanità, negli Ato rifiuti e nel settore infrastrutture, soprattutto aeroportuali, che mettono a nudo sempre una maggiore differenza tra nord e sud.
Capo d’Orlando ( ME ) 22 / Settembre / 2008
Carmelo Giovanni PORTALE Presidente Comitato Aeroporto Eolie & Nebrodi