Comiso ed i cinesi
Ieri l’inaugurazione del nuovo aeroporto di Comiso, prevista il 30 aprile, è stata rimandata al 10 settembre per i soliti motivi burocratici e, sempre il 30 aprile, in Cina è stato inaugurato, il ponte «transoceanico» di 36 chilometri, il più lungo al mondo.
I cinesi hanno impiegato cinque anni per progettarlo e per realizzarlo. Taglia la baia di Hangzhou e sorge in una delle tre aree marine che, sulla Terra, registrano la maggior forza e intensità delle maree e sono battute dai tifoni.
La Cina, che pure ha mille problemi, difetti ed una burocrazia infinita, quanto a opere pubbliche necessarie a modernizzare la rete viaria e il sistema dei trasporti è come se marciasse su un altro pianeta. In trent’anni ha costruito strade e stradine, autostrade e superstrade, aeroporti piccoli, medi e grandi ad un ritmo vertiginoso.
Pensiamoci un attimo: mentre a Shangai viene consegnato (con otto mesi di anticipo) un ponte lungo 36 chilometri, in Sicilia siamo strapieni di opere pubbliche incompiute e di promesse di nuove opere pubbliche costosissime, spesso prive di una logica tecnica ed economica, destinate ad essere solamente iniziate.
Il paragone è impietoso ma necessario: da noi cinque anni non bastano per fare autorizzare 36 metri di strada interpoderale, altro che 36 chilometri di ponte!
Lo sport preferito in Italia è il diritto di veto, pratica assolutamente priva di rischi perché, nessuno, può chiedere ai politici ed ai burocrati, i danni per quei “no” assurdi ed immotivati che hanno trovato la suprema sintesi nei rifiuti della martoriata Campania.
L’economia gira in maniera semplice ed estremamente veloce. Chi investe vuole sapere subito se può realizzare il suo progetto: se capisce che sta perdendo tempo si dedica ad altro perché in giro per il mondo, di certo, le occasioni non mancano.
Con i migliori saluti.
ing. Giuseppe Petracca