IL SISTEMA DEI TRASPORTI ANTIQUATO PENALIZZA IL TERRITORIO DEI NEBRODI
Piano strategico dei Nebrodi, parte seconda: si sono svolti i tavoli tematici del PIS, giorno 07/02/2007, lo staff di esperti composto da diverse categorie presenti, riuniti in seduta plenaria si sono confrontati quasi su tutti i punti di forza e di debolezza del nostro vasto territorio che alla ricerca di una forte identit? , detto “bene sponda”.
I tavoli tematici raccolgono le varie informazioni, sovrapponendo i vari risultati allo scopo di definire la matrice condivisa dello scenario attuale.
1) Primo handicap del comprensorio sicuramente la scarsa penetrazione del territorio mare monti, debolezza della mobilit? , infatti un trafiletto della Gazzetta del Sud del giorno 09/02/2007 recita, “quale turismo se per raggiungere certe localit? ci vogliono giorni”?
2) Mancanza di una forte identit? locale, o polverizzazione di essa in tante piccole realt? che non lavorano in sinergia tra di loro.
3) Scarsa capacit? di fare marketing territoriale e di sfruttare le risorse presenti, per rendere competitiva l’area dei 34 comuni valorizzando la posizione geografica e il clima.
4) Mancanza di partecipazione nel recente passato degli attori economici e sociali, che anno pensato solo a creare plus valore da investimenti e depauperamento urbano.
5) Prendere atto di avere un parco naturalistico ricco di flora e bellezze paesaggistiche, la zona Nebroidea vuole uscire da quell’isolamento che stata relegata da troppo tempo e prendere coscienza delle proprie potenzialit? , valutando quale la qualit? dei trasporti, intervenire sulla decisione di collocare nuove infrastrutture che rendano accessibile e possibile la scelta del turista “tipo” che deve scegliere tra questa ed altre destinazioni.
Le strade e le ferrovie non bastano pi, lo dicono gli esperti del settore, in Italia, nel 2006 sono state messe su strada 2.354.000 nuove automobili, il Consiglio dei ministri di fine anno ha approvato un disegno di legge-delega sul trasporto aereo nazionale, si tratta di un piano degli aeroporti. Nei paesi di civilt? avanzata l’aeroporto vicino casa considerato un bene sociale di primaria importanza, negli States USA una cittadina senza aeroporto ritenuta una cittadina di serie B senza contare che quelle striscia di terra pu diventare preziosa in caso di necessit? in caso di calamit? naturali.
Certo gli aeroporti non risolvono la congestione degli spostamenti a terra, ma possono dare un importante aiuto, questo problema se lo sono posti persino gli americani, che di territorio ne anno da vendere e hanno dato mandato per la costruzione di 5.000 nuove strutture nei prossimi dieci anni.
Ho paura che quando si parla di aeroporti si pensi solo a impianti colossali, grandi aerostazioni e centinaia di persone addette alla loro gestione, i piccoli e medi aeroporti francesi inglesi o tedeschi sono gestiti con pochissimo personale, e quasi sempre la gestione a carico delle comunit? locali, Camere di commercio, associazioni industriali e via dicendo.
In Italia purtroppo la realt? pressoch opposta che altrove specie che in America, dice il signor “neo” ministro Alessandro Bianchi: che fino a pochi mesi fa insegnava alla universit? della Calabria, secondo il ministro bisogna “vederci chiaro” sulle compagnie “low-cost”, che con i prezzi stracciati, fanno concorrenza alle tradizionali compagnie di linea.
Bene: si tenga conto che queste compagnie a basso costo hanno dato la possibilit? di volare a milioni di persone non avrebbero mai potuto ai prezzi praticati dai grandi vettori, dunque, l’aumento dei passeggeri con le basse tariffe mi sembra un fatto di grande rilevanza sociale, ora che il ministro della sinistra estrema pensa di far aumentare i prezzi delle low-cost a beneficio degli azionisti delle compagnie tradizionali a dir poco imbarazzante.
Il ministro conterr? la classificazione degli scali Italiani riconosciuti tali dall’ICAO che sono 103, alcuni di questi ( 13 o 14 ) sono di primaria importanza e il traffico consente un buon ritorno per le societ? di gestione, tuttavia gli aeroporti non sono aziende private nate soltanto per perseguire utili, ma sono beni come i ponti, i porti e le strade che appartengono a tutti i cittadini; costruiti non allo scopo di arricchire le sole societ? di gestione, ma bens tutta la popolazione che ne usufruisce.
Nei paesi della UE i numeri sono ben diversi: riconosciuti Icao, in Francia vi sono 494 aeroporti, in Germania sono 591, in Inghilterra 285, in Svizzera che meno grande della Sicilia ve ne sono 54. Parigi tra grandi e piccoli ha 14 aeroporti, dunque per una popolazione di 30 milioni di cittadini il numero di aeroporti ridicolo.
Oggi per gli aerei privati quasi impossibile atterrare negli aeroporti Italiani importanti, ed quasi impossibile la sosta, ma al trasporto futuro ” ci pensa il ministro dei trasporti “, infatti le classifiche mondiali ci collocano nelle ultime posizioni, addirittura dopo lo Zimbabwe.
La chiara conclusione che emerge con evidente prepotenza scontata, c’ necessit? di iniziare un vero iter per realizzare un aeroporto nella vasta zona Tirrenica centrale, che stia a met? strada tra la citt? dello Stretto e la citt? Normanna, per dare uno slancio vitale a tutta questa vasta zona che rischia di soccombere, inoltre vale la pena sottolineare che la situazione determinatasi a causa dei fenomeni vulcanici che interessano ” Fontanarossa”continua a creare disagi ai passegeri e notevoli danni ai vettori quali Wind jet, che ha la base operativa su Catania, questo non si verificherebbe se ci fosse un APT a Torrenova, che in linea d’aria il posto pi vicino e trovare la ragion d’essere al servizio delle criticit? del trasporto, tanto da rendere la zona dei Nebrodi e tutta la zona circostante significativamente indispensabile.
Carmelo Giovanni Portale