AeroportoDelleEolie.it

Un sogno da trasformare in realtà …

«Le autostrade del mare sono molto più convenienti e i traffici commerciali lo dimostrano»


10:16 pm on Wednesday, 21 February 2007 

Iniziativa degli ambientalisti del Wwf che “bocciano” la grande opera ritenuta inutile
Chiesto un referendum popolare sull’aeroporto nella valle del Mela

Un referendum popolare per sapere se la scelta dell’aeroporto rappresenta un’opera indispensabile per questo territorio. Non basta solo il parere dei sindaci.
Gli ambientalisti tornano alla carica dopo la decisione del presidente della Provincia di nominare una commissione con i rappresentanti politici del comprensorio per iniziare lo studio di tutto ciò che è necessario per far partire la realizzazione della nuova opera. In una lettera alla stessa Provincia, il Wwf evidenzia che «l’aeroporto è un atto di pianificazione territoriale di rilevanza nazionale, da sottoporre oltretutto a valutazione di incidenza, compito dei Ministeri dei Trasporti, dell’Ambiente, e non della Provincia».
Quindi il diniego anche sotto il profilo sostanziale. «È quanto mai assurdo che si possa puntare ad attrarre il traffico turistico diretto verso Taormina, nel momento in cui gi? ben due aeroporti (Catania e Reggio Calabria) sono logisticamente più vicini: quello di Catania assurto al ruolo di aeroporto internazionale (secondo aeroporto in Italia per afflusso di passeggeri) con i lavori di ristrutturazione ormai completati e quello di Reggio che ha potenziato i collegamenti con Messina. Le esperienze commerciali del traffico florovivaistico stanno sempre più dimostrando – prosegue il rappresentante del Wwf, Giuseppe Falliti - che la soluzione dell’autostrada del mare è la più conveniente e se finora il mercato ha retto, non è merito di un’accelerazione degli scambi ma della qualit? del prodotto. La qualit? dei prodotti di tutto ha bisogno, tranne che dell’aumento degli inquinamenti (da traffico e, soprattutto, acustico) eventualmente provocati da un’opera così inutile per il nostro Comprensorio. Ci si dimentica che proprio alcuni giorni fa è letteralmente “esploso” il problema del traffico veicolare per il gran numero di infrastrutture artigianali e commerciali che da qui a qualche mese ostacoleranno i normali transiti in prossimit? degli svincoli autostradali e questo fa pensare che, a supporto dell’ipotesi aeroporto, faranno seguito occulti progetti di colate di milioni di tonnellate di cemento ed asfalto per assicurare i collegamenti viari con ponti, altri svincoli, tangenziali ed altro. La progettazione di un aeroporto nel nostro Comprensorio non è altro che il dichiarato fallimento di una politica di caratterizzazione delle vocazioni naturali».
Da Palazzo dei Leoni si ribadisce, invece, che tale scelta sar? fondamentale per il rilancio economico e turistico di quest’area. Il sito individuato – si afferma – oltre che ricadere in un’area pressoché centrale della fascia tirrenica della provincia di Messina, limitrofa ai due grossi centri urbani di Barcellona e Milazzo, si trova in una zona ad elevate potenzialit? turistiche, per la vicinanza delle isole Eolie e dei centri turistici dell’intera costa tirrenica e della zona nebroidea.
A ciò vanno necessariamente aggiunte la facile accessibilit? dal capoluogo provinciale, la vicinanza con una zona economicamente vivace in cui insistono diverse realt? imprenditoriali insediate e da insediare nelle aree industriali ed artigianali della ex Pirelli di Villafranca e dell’Asi e la prossimit? al porto di Milazzo, le cui prospettive di crescita, sia per ciò che riguarda il traffico passeggeri che relativamente al traffico merci, sono interessanti. Insomma il dibattito è apertissimo, anche se i cittadini, più delle parole ormai da tempo attendono fatti.
Giovanni Petrungaro - MILAZZO
Gazzetta del sud

“SI STA AGENDO SENZA SERENITA’”


4:59 am on Monday, 19 February 2007 

Leggo, nell’articolo apparso sulla “Gazzetta del Sud” di oggi a proposito dell’aeroporto di Barcellona, l’affermazione di presunti problemi logistici dell’aviosuperficie d’iniziativa privata di Torrenova.

Posso riferire da testimone che, in sede d’esame presso l’Assessorato Regionale ai Trasporti, l’inserimento dell’aviosuperficie di Torrenova nel Piano Trasporti, è stato determinato perchè, nell’ipotesi Barcellona, era stata riscontrata la mancanza di un requisito fondamentale richiesto comunque per un aeroporto: l’accesso diretto ed immediato dalla rete autostradale e dalla rete ferroviaria.

Nella realt? le difficolt? logistiche che esistono, concrete e condizionanti, riguardano esclusivamente l’ipotesi di Barcellona, la cui aerostazione dista molti chilometri dallo svincolo autostradale (e dalla stazione ferroviaria) e che, perdippiù, è raggiungibile solo attraversando centri urbani densamente popolati.
Nel sito di Torrenova la stazione ferroviaria è raggiungibile a piedi mentre lo svincolo autostradale è collocato a circa 600 metri dall’aerostazione.
Sempre nello stesso articolo è stato anche affermato che l’aeroporto di Barcellona intercetterebbe i turisti dell’area di Taormina.
A questo punto può essere interessante capire quali possono essere i motivi -concreti- che farebbero preferire l’aeroporto di Barcellona - distante da Taormina 85km - all’aeroporto Fontanarossa di Catania, collegato con tutta Europa, distante sempre da Taormina 69 km, raggiungibile senza attraversamenti cittadini e, perdippiù, dotato (a breve) di stazione ferroviaria.
Devo solo rammaricarmi per un dibattito privo di serenit? .

Ing. GIUSEPPE PETRACCA

by glpress

Notizia


5:16 am on Wednesday, 14 February 2007 

Gentilissimo ingegnere
anche grazie al sito www.aeroportodelleeolie.it un gruppo (non italiano) di adeguata capacit? ha manifestato il proprio interesse a finanziare la realizzazione dell’aeroporto di Torrenova esclusivamente mediante una finanza di progetto nella forma canonica (fondi propri per almeno il 25%, il resto con prestiti a medio termine da loro garantiti, nessuna sovvenzione pubblica).
Il vero grande significato di questa operazione è dato dal riconoscimento concreto di una grande idea e di un grande potenziale di sviluppo dell’area. (Ci sarebbe da osservare che questo altro non è che la conferma del sottosviluppo, ma è meglio pensare che il bicchiere è mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto)
L’investitore considera la realizzazione dell’aeroporto come premessa indispensabile per una realizzazione nel settore turistico alberghiero (finanziariamente molto più impegnativa)da collocare sull’area.
Certo siamo ancora alla fase dei primi approcci, ma fino ad ora non era mai stato manifestato tanto interesse sull’iniziativa da parte di gruppi finanziari.
Rimbocchiamoci quindi le maniche nella speranza che, in via del tutto eccezionale, almeno questa volta in Sicilia venga perdonato il “peccato di fare” . (vedi Tomasi di Lampedusa- Il Gattopardo).
Un cordiale saluto.
gpetracca

IL SISTEMA DEI TRASPORTI ANTIQUATO PENALIZZA IL TERRITORIO DEI NEBRODI


5:10 am on Wednesday, 14 February 2007 

Piano strategico dei Nebrodi, parte seconda: si sono svolti i tavoli tematici del PIS, giorno 07/02/2007, lo staff di esperti composto da diverse categorie presenti, riuniti in seduta plenaria si sono confrontati quasi su tutti i punti di forza e di debolezza del nostro vasto territorio che è alla ricerca di una forte identit? , detto “bene sponda”.
I tavoli tematici raccolgono le varie informazioni, sovrapponendo i vari risultati allo scopo di definire la matrice condivisa dello scenario attuale.
1) Primo handicap del comprensorio è sicuramente la scarsa penetrazione del territorio mare monti, debolezza della mobilit? , infatti un trafiletto della Gazzetta del Sud del giorno 09/02/2007 recita, “quale turismo se per raggiungere certe localit? ci vogliono giorni”?
2) Mancanza di una forte identit? locale, o polverizzazione di essa in tante piccole realt? che non lavorano in sinergia tra di loro.
3) Scarsa capacit? di fare marketing territoriale e di sfruttare le risorse presenti, per rendere competitiva l’area dei 34 comuni valorizzando la posizione geografica e il clima.
4) Mancanza di partecipazione nel recente passato degli attori economici e sociali, che anno pensato solo a creare plus valore da investimenti e depauperamento urbano.
5) Prendere atto di avere un parco naturalistico ricco di flora e bellezze paesaggistiche, la zona Nebroidea vuole uscire da quell’isolamento che è stata relegata da troppo tempo e prendere coscienza delle proprie potenzialit? , valutando quale è la qualit? dei trasporti, intervenire sulla decisione di collocare nuove infrastrutture che rendano accessibile e possibile la scelta del turista “tipo” che deve scegliere tra questa ed altre destinazioni.
Le strade e le ferrovie non bastano più, lo dicono gli esperti del settore, in Italia, nel 2006 sono state messe su strada 2.354.000 nuove automobili, il Consiglio dei ministri di fine anno ha approvato un disegno di legge-delega sul trasporto aereo nazionale, si tratta di un piano degli aeroporti. Nei paesi di civilt? avanzata l’aeroporto vicino casa è considerato un bene sociale di primaria importanza, negli States USA una cittadina senza aeroporto è ritenuta una cittadina di serie B senza contare che quelle striscia di terra può diventare preziosa in caso di necessit? in caso di calamit? naturali.
Certo gli aeroporti non risolvono la congestione degli spostamenti a terra, ma possono dare un importante aiuto, questo problema se lo sono posti persino gli americani, che di territorio ne anno da vendere e hanno dato mandato per la costruzione di 5.000 nuove strutture nei prossimi dieci anni.
Ho paura che quando si parla di aeroporti si pensi solo a impianti colossali, grandi aerostazioni e centinaia di persone addette alla loro gestione, i piccoli e medi aeroporti francesi inglesi o tedeschi sono gestiti con pochissimo personale, e quasi sempre la gestione è a carico delle comunit? locali, Camere di commercio, associazioni industriali e via dicendo.
In Italia purtroppo la realt? è pressoché opposta che altrove specie che in America, dice il signor “neo” ministro Alessandro Bianchi: che fino a pochi mesi fa insegnava alla universit? della Calabria, secondo il ministro bisogna “vederci chiaro” sulle compagnie “low-cost”, che con i prezzi stracciati, fanno concorrenza alle tradizionali compagnie di linea.
Bene: si tenga conto che queste compagnie a basso costo hanno dato la possibilit? di volare a milioni di persone non avrebbero mai potuto ai prezzi praticati dai grandi vettori, dunque, l’aumento dei passeggeri con le basse tariffe mi sembra un fatto di grande rilevanza sociale, ora che il ministro della sinistra estrema pensa di far aumentare i prezzi delle low-cost a beneficio degli azionisti delle compagnie tradizionali è a dir poco imbarazzante.
Il ministro conterr? la classificazione degli scali Italiani riconosciuti tali dall’ICAO che sono 103, alcuni di questi ( 13 o 14 ) sono di primaria importanza e il traffico consente un buon ritorno per le societ? di gestione, tuttavia gli aeroporti non sono aziende private nate soltanto per perseguire utili, ma sono beni come i ponti, i porti e le strade che appartengono a tutti i cittadini; costruiti non allo scopo di arricchire le sole societ? di gestione, ma bensì tutta la popolazione che ne usufruisce.
Nei paesi della UE i numeri sono ben diversi: riconosciuti Icao, in Francia vi sono 494 aeroporti, in Germania sono 591, in Inghilterra 285, in Svizzera che è meno grande della Sicilia ve ne sono 54. Parigi tra grandi e piccoli ha 14 aeroporti, dunque per una popolazione di 30 milioni di cittadini il numero di aeroporti è ridicolo.
Oggi per gli aerei privati è quasi impossibile atterrare negli aeroporti Italiani importanti, ed è quasi impossibile la sosta, ma al trasporto futuro ” ci pensa il ministro dei trasporti “, infatti le classifiche mondiali ci collocano nelle ultime posizioni, addirittura dopo lo Zimbabwe.
La chiara conclusione che emerge con evidente prepotenza è scontata, c’è necessit? di iniziare un vero iter per realizzare un aeroporto nella vasta zona Tirrenica centrale, che stia a met? strada tra la citt? dello Stretto e la citt? Normanna, per dare uno slancio vitale a tutta questa vasta zona che rischia di soccombere, inoltre vale la pena sottolineare che la situazione determinatasi a causa dei fenomeni vulcanici che interessano ” Fontanarossa”continua a creare disagi ai passegeri e notevoli danni ai vettori quali Wind jet, che ha la base operativa su Catania, questo non si verificherebbe se ci fosse un APT a Torrenova, che in linea d’aria è il posto più vicino e trovare la ragion d’essere al servizio delle criticit? del trasporto, tanto da rendere la zona dei Nebrodi e tutta la zona circostante significativamente indispensabile.
Carmelo Giovanni Portale