«Le autostrade del mare sono molto più convenienti e i traffici commerciali lo dimostrano»
Iniziativa degli ambientalisti del Wwf che “bocciano” la grande opera ritenuta inutile
Chiesto un referendum popolare sull’aeroporto nella valle del Mela
Un referendum popolare per sapere se la scelta dell’aeroporto rappresenta un’opera indispensabile per questo territorio. Non basta solo il parere dei sindaci.
Gli ambientalisti tornano alla carica dopo la decisione del presidente della Provincia di nominare una commissione con i rappresentanti politici del comprensorio per iniziare lo studio di tutto ciò che è necessario per far partire la realizzazione della nuova opera. In una lettera alla stessa Provincia, il Wwf evidenzia che «l’aeroporto è un atto di pianificazione territoriale di rilevanza nazionale, da sottoporre oltretutto a valutazione di incidenza, compito dei Ministeri dei Trasporti, dell’Ambiente, e non della Provincia».
Quindi il diniego anche sotto il profilo sostanziale. «È quanto mai assurdo che si possa puntare ad attrarre il traffico turistico diretto verso Taormina, nel momento in cui gi? ben due aeroporti (Catania e Reggio Calabria) sono logisticamente più vicini: quello di Catania assurto al ruolo di aeroporto internazionale (secondo aeroporto in Italia per afflusso di passeggeri) con i lavori di ristrutturazione ormai completati e quello di Reggio che ha potenziato i collegamenti con Messina. Le esperienze commerciali del traffico florovivaistico stanno sempre più dimostrando – prosegue il rappresentante del Wwf, Giuseppe Falliti - che la soluzione dell’autostrada del mare è la più conveniente e se finora il mercato ha retto, non è merito di un’accelerazione degli scambi ma della qualit? del prodotto. La qualit? dei prodotti di tutto ha bisogno, tranne che dell’aumento degli inquinamenti (da traffico e, soprattutto, acustico) eventualmente provocati da un’opera così inutile per il nostro Comprensorio. Ci si dimentica che proprio alcuni giorni fa è letteralmente “esploso” il problema del traffico veicolare per il gran numero di infrastrutture artigianali e commerciali che da qui a qualche mese ostacoleranno i normali transiti in prossimit? degli svincoli autostradali e questo fa pensare che, a supporto dell’ipotesi aeroporto, faranno seguito occulti progetti di colate di milioni di tonnellate di cemento ed asfalto per assicurare i collegamenti viari con ponti, altri svincoli, tangenziali ed altro. La progettazione di un aeroporto nel nostro Comprensorio non è altro che il dichiarato fallimento di una politica di caratterizzazione delle vocazioni naturali».
Da Palazzo dei Leoni si ribadisce, invece, che tale scelta sar? fondamentale per il rilancio economico e turistico di quest’area. Il sito individuato – si afferma – oltre che ricadere in un’area pressoché centrale della fascia tirrenica della provincia di Messina, limitrofa ai due grossi centri urbani di Barcellona e Milazzo, si trova in una zona ad elevate potenzialit? turistiche, per la vicinanza delle isole Eolie e dei centri turistici dell’intera costa tirrenica e della zona nebroidea.
A ciò vanno necessariamente aggiunte la facile accessibilit? dal capoluogo provinciale, la vicinanza con una zona economicamente vivace in cui insistono diverse realt? imprenditoriali insediate e da insediare nelle aree industriali ed artigianali della ex Pirelli di Villafranca e dell’Asi e la prossimit? al porto di Milazzo, le cui prospettive di crescita, sia per ciò che riguarda il traffico passeggeri che relativamente al traffico merci, sono interessanti. Insomma il dibattito è apertissimo, anche se i cittadini, più delle parole ormai da tempo attendono fatti.
Giovanni Petrungaro - MILAZZO
Gazzetta del sud