AeroportoDelleEolie.it

Un sogno da trasformare in realtà …

STUDENTI UNIVERSITARI “VOTANO” PER TORRENOVA


11:56 pm on Tuesday, 23 January 2007 

Troppe ipotesi e troppi cambiamenti repentini da parte di Palazzo dei Leoni sulla esigenza di edificare l’utilissimo aeroporto per tutta la provincia di Messina, negli ultimi mesi ma, soprattutto, nelle ultime settimane nelle Universit? non si parla d’altro. Il susseguirsi di simulazioni da parte di tecnici e progettisti che fanno a gara nella speranza di avere qualche incarico per studi di fattibilit? dell’assessore provinciale alle Infrastrutture che, al momento, sembra collezionare con molto interesse tutte le ipotesi e tutti i dvd che propongono in modo “virtuale” un aeroporto sulla carta con mire ciclopiche addirittura con pista di oltre 2500 mm. Certo non possiamo dire che ci si annoi con le continue suggestive ipotesi propinateci, siamo giovani ma non siamo ingenui, con questa scarsa coerenza dimostrataci viene da pensare che non si vuole costruire un bel niente, anzi, si spreca tempo e danaro pubblico che potrebbe essere investito seriamente altrove. Infatti la prima ipotesi che proponeva l’ubicazione vicino a obiettivi molto sensibili vicino la raffineria petrolchimica di Milazzo. Adesso l’ipotesi di questi giorni sembra ancora più scellerata. Come si può pensare di sconvolgere il letto di un torrente peloritano tra i più inprevedibili dal punto del rischio idrogeologico, oltre che non va dimenticato che nelle vallate si sviluppano delle correnti ascensionali, senza tenere conto che un normale aereo di linea che normalmente viaggia a una velocit? di crociera che supera abbondantemente i 500 km orari, dopo l’allineamento atterra in condizioni normali a 220 km orari, quindi c’è da chiedersi, anche avendo una buona pista nessuno ha pensato che in caso di inprevisto e difficolt? di atterraggio, di fronte alla pista non vi devono essere assolutamente ostacoli per almeno una quindicina di km, e quindi viene da pensare che la cresta di montagne che sbarrano la vallata del Patrì sia un ostacolo veramente insormontabile? La conclusione alla quale si arriva ragionando è che sicuramente c’è l’esigenza di costruire un aeroporto ma bisogna individuare un sito libero, vicino al mare, che non sia gi? edificato da opere importanti, che si possa realizzare in poco tempo e senza spreco di denaro. Poi bisogna tener conto della centralit? dei luoghi in modo da avere un baricentro naturale per tutta la provincia e per le Isole Eolie, sicuramente l’ipotesi sollecitata da tempo da alcuni amministratori dei Nebrodi per Torrenova sembra la più accreditata, in quanto esiste gi? una societ? regolarmente costituita, oltre un forte comitato di cittadini che ha enormemente amplificato questa esigenza. Non va dimenticato che vi sono due porti turistici che insieme alla stazione ferroviaria e l’autostrada rendono fruibile il trasporto per tutti.

Giovani universitari

by glpress

ING. G. PETRACCA SMENTISCE SINDACO DI CASTROREALE


3:34 pm on Sunday, 21 January 2007 

Dobbiamo riflettere sull’entusiasmo con il quale il sindaco di Castroreale, Alessandro Portaro, è intervenuto a favore dell’aeroporto nella valle del torrente Patrì.

Una notizia tecnicamente sbagliata e la voglia di fare qualcosa per la sua comunit? lo hanno collocato in una posizione che nessuno può invidiare perchè l’aeroporto da lui immaginato è chiaramente irrealizzabile e quanto segue lo dimostra.
Fortunatamente c’è chi si è accorto che questo progetto arriva in ritardo per l’inserimento nel piano territoriale.

In questi giorni sono apparse vivaci notizie sugli aeroporti, capaci di creare grandi entusiasmi.
Sfortunatamente un esame lievemente più approfondito ha impietosamente riscontrato un’insufficiente larghezza della valle ed una violazione palese del regolamento ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile).

Questo, infatti, per gli aeroporti del tipo ipotizzato nell’alveo del Patrì, impone comunque che la SUPERFICIE DI SALITA AL DECOLLO (Take off Climb Surface (TOCS)) sia priva di ostacoli per una lunghezza di 15 km e per un’altezza di 300 metri mentre, nella cartografia tecnica dell’intera valle del Patrì, la curva di livello della quota +300m sul livello del mare è collocata ad una distanza dalla costa variabile da 5 ad 11 km.

Per questo motivo semplicissimo, e per il regolamento, una pista di volo in direzione nord-sud posta in corrispondenza della valle del Patrì può essere collocata solamente in mare aperto ed a non meno di quattro chilometri dalla costa(!!!!).

Inoltre, dal momento in cui non si è voluta perdere l’occasione per far sapere all’opinione pubblica che, nell’aeroporto di Barcellona, sarebbe stato utilizzabile anche l’MD80, sono andato a rivedere il calcolo di dimensionamento della pista di volo di Torrenova, che ha il medesimo aereo critico.

In questo calcolo, alla lunghezza di base caratteristica della pista, fissata in 1.500 metri dal costruttore dell’MD80, sempre per rispettare il regolamento, sono stati aggiunti i seguenti incrementi di lunghezza:

a) +7% ogni 300 m di altitudine sul livello del mare;

b) +1% ogni grado centigrado di eccedenza della temperatura di riferimento rispetto alla temperatura di riferimento a quella quota;

c) +10 % per ogni 1% di pendenza longitudinale media (differenza fra la minima e la massima quota della center line divisa per la lunghezza della pista).

Alla fine da questo calcolo l’incremento di lunghezza è stato determinato nell’ 11,272% ed il risultato finale è che, a Torrenova, la lunghezza minima della pista di volo per l’MD80 dovr? essere di almeno 1669 metri.

E’, quindi, più che evidente che nei 1450 metri disponibili a Barcellona non c’è posto né per la lunghezza di pista critica dell’MD80 (1500 m.) e neppure per l’incremento in lunghezza calcolato in base alla quota dell’aeroporto, alla temperatura di riferimento ed alla pendenza longitudinale.

Lascio a chi legge i commenti del caso.

Ingegnere GIUSEPPE PETRACCA

P.S.- Presso la Provincia Regionale di Messina si può chiedere di prendere in visione gli elaborati tecnici relativi a Torrenova che attestano sia la mancanza di ostacoli sulla superficie di salita (due disegni) sia il dimensionamento della lunghezza della pista avente come aereo critico l’MD80.

by glpress

“SI’” A TORRENOVA, I MOTIVI DI GIACOMO MAZZOLA


3:33 pm on Tuesday, 16 January 2007 

Andiamo all’aeroporto delle Eolie: io non sono fra quelli che pensano “non devi creare un APT vicino al mio preferito perchè altrimenti il mio perde PAX e non posso poi vantarmi sui forum di aviazione dei pax che fa il mio aeroporto”, piuttosto io da siciliano, abitante di una regione che dice di voler sviluppare il turismo come principale fonte di reddito, dico: qualsiasi cosa si fa è meglio di non fare nulla. Avere 5 aeroporti per me sar? sempre meglio di averne 3, avere 10 porti, sempre meglio di averne 8 ecc. ecc.! E non venitemi a dire che Comiso, Trapani, o eventualmente Torrenova, creano difficolt? a PMO o CTA. I due maggiori APT siciliani sono e resteranno sempre aeroporti per collegamenti point to point, anche se un giorno dovessero arrivare 10 milioni di PAX, quindi perdere qualche volo che dovesse andare in altri scali regionali non pregiudicherebbe un bel nulla nel sistema aeroportuale, a parte magari la perdita di qualche posizione nella classifica di assoaeroporti, capisco che per qualcuno questo possa essere una cosa gravissima, una perdita d’onore, ma io reputo più importante che magari, grazie a quell’aeroporto qualche turista in più possa scegliere la mia isola per le sue vacanze….. o che qualche mio corregionale per prendere un volo non debba per forza svegliarsi alle 2 di notte. Dico solo una cosa: le Eolie sono il più grande bacino turistico della Sicilia, a chi avr? la possibilit? consiglio di provare ad arrivare da fontanarossa a Milazzo esclusivamente con mezzi pubblici, poi magari ne riparliamo. Secondo me dopo la prima volta il “milanese medio” l’anno successivo prenota per Sharm, spendendo pure molto meno. E non raccontatemi la favoletta del “migliorare i collegamenti”, non ci credo più a ste cose, in Sicilia Trenitalia non investir? mai, troppo alti i costi, troppo pochi i presunti ricavi. Costruire un’ autostrada da Palermo a Messina (dove il 90% del percorso è formato da gallerie o viadotti altri 300 m) non è come costruire la Milano-Venezia sulla pianura padana, nè i ricavi, una volta l’opera sarebbero minimamente paragonabili. comunque vedremo fra 4 anni le infrastrutture che saranno state realizzate con i soldi ricavati dal progetto del ponte (preciso che sono favorevole al ponte…, queste infrastrutture prioritarie sono proprio curioso di vederle). Altri due testi: 1) Bacino d’utenza dell’aroporto delle Eolie. Con Messina, Milazzo, Barcellona, Eolie, Cefalù gran parte della costa tirrenica insomma, sarebbe un bacino non indifferente, sicuramente almeno doppio, ma penso abbondantemente triplo, sia di Trapani, che del nascente Comiso. 2) Contributi dati dagli enti locali alle low cost, che operano negli scali minori. Questa è quasi sempre l’accusa che viene mossa contro i piccoli APT quale sarebbe appunto Torrenova. Io sono favorevole e di sicuro non capisco per quale motivo debbano essere considerati un crimine. Insomma se un comune o una provincia ha il diritto, per incentivare il turismo, di spendere per organizzare festival, notti bianche, eventi vari, fiere ecc. per quale motivo non dovrebbe poter investire per incentivare il turismo in entrata tramite aiuti alle low cost purchè essi vengano erogati alla luce del sole con regolari bandi aperti a tutte le compagnie? Quali grandi monumenti in Italia si mantengono senza contributi pubblici, con il solo ticket d’ingresso? Non mi pare che ad essi vengano tagliati i fondi! Sono investimenti pubblici per un fine ben preciso: incentivare il turismo. Vi dico solo che per i soli “Teatro Massimo” e “Politeama” di Palermo e “Teatro Bellini” di Catania, si spende una cifra annua con la quale si potrebbe costruire 1 APT ogni 3 anni (solo per rendere l’idea naturalmente, non dico nè di chiudere il Massimo, nè di costruire 20 aeroporti in Sicilia). Conclusioni: posso pure ammettere che in un periodo di vacche magre come quello che stiamo vivendo eventuali risorse pubbliche debbano essere riversate per risolvere problemi più gravi, ma non vedo il motivo per il quale, si debbano mettere certi paletti, qualora ci fosse qualche privato pronto ad investire e i comuni interessati con le loro stesse risorse potessero contribuire, non riterrei opportuno ostacolare il progetto, anzi…

GIACOMO MAZZOLA

glpress