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Un sogno da trasformare in realtà …

Aeroporto: News dalla provincia di Messina


9:21 am on Saturday, 22 May 2010 

Aeroporto: la Provincia mette da parte l’idea della Valle del Mela e punta tutto su Reggio. L’assessore Bisignano ci spiega perchè:

«Non è una scelta fine a se stessa, rientra nella strategia dell’Area dello Stretto». Intanto in autunno l’aeroporto di Catania chiuderà per lavori di potenziamento, e Ricevuto lancia l’idea di nuovi pontili con ceck-in a Giardini Naxòs e alle isole Eolie: «Sfruttiamo quest’occasione»

Che l’idea di un Aeroporto nella Provincia di Messina fosse poco praticabile è da sempre chiaro più o meno a tutti, considerata l’esistenza di altri scali praticamente in tutte le altre Province vicine (Catania, Palermo, Reggio, Lamezia). Ma, rispetto alle voci insistenti sui progetti di un nuovo aeroporto nella Valle del Mela, la Provincia di Messina sgombera il campo e fa chiarezza:«Noi puntiamo tutto su Reggio, è quello il nostro aeroporto».

È stato chiaro nei giorni scorsi il presidente dell’Enac Vito Riggio nel corso di un incontro promosso dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria: «Gli aeroporti che non potranno contare su almeno un milione di passeggeri all’anno difficilmente avranno futuro». L’ottica dei sistemi aeroportuali è simile a quella dei sistemi sanitari: possono funzionare bene se vengono valorizzati pochi centri d’eccellenza rispetto a una miriade di piccoli presidi d’inefficienza.
Dopotutto basta applicare le regole dei mercati e dell’economia ai sistemi aeroportuali per capire che più alto è il bacino d’utenza e migliori sono i servizi, più sarà facile attirare le compagnie e instaurare tra loro un mercato di concorrenza. Altrimenti, piccoli scali rimarranno vittime di pochi voli per pochi utenti gestiti da compagnie che deterranno il monopolio e quindi manterranno alti i prezzi.

E’ un circolo virtuoso, che può diventare vizioso e viceversa: dipende fondamentalmente dalla volontà politica di investire in scelte strategiche sulle infrastrutture. La Provincia di Messina ha fatto la sua scelta, e ha deciso di puntare tutto sull’Aeroporto dello Stretto, il ‘Tito Minniti’ di Reggio Calabria, che non si chiama “dello Stretto” per caso. E’ stato costruito nel lontano 1939 nella zona sud di Reggio Calabria perchè lì sorge l’unica area geograficamente pianeggiante di tutto lo Stretto di Messina. Sarebbe stato impossibile, quindi, farlo altrove.

Per capire i motivi della scelta dell’Ente Provinciale, abbiamo intervistato l’assessore all’Area dello Stretto Michele Bisignano, braccio destro del presidente Nanni Ricevuto.

Innanzitutto ci spieghi perchè la scelta di Reggio rispetto alle altre opzioni, cioè Catania e la Valle del Mela.

«Non abbiamo dovuto scegliere tra tre opzioni, ma tra due. Quella del Mela è inesistente. Lì non esiste un aeroporto, bisognerebbe crearlo dal nulla. Dove sono i soldi? Sapete quanto costa? E i progetti? Gli studi di sostenibiltà economica? Che si fa a fare un altro piccolo aeroporto? Solo per soddisfare un inutile pennacchio campanilistico e provinciale? Se già il ‘Tito Minniti’ fa fatica a causa della concorrenza di Lamezia e Catania, figuriamoci con un altro scalo quanto diventerebbe difficile la situazione. Sarebbe un suicidio. Abbiamo dovuto scegliere solo tra due opzioni, Reggio e Catania».

E perchè alla fine avete scelto Reggio?

«Perchè è una scelta strategica, non fine a se stessa. Innanzitutto non stiamo parlando dell’Aeroporto ‘di Reggio’. Non esiste un aeroporto ‘di Reggio’. Si chiama Aeroporto ‘dello Stretto’ e lo Stretto è lo Stretto di Messina. Quindi quello è l’Aeroporto di Messina. La società che lo gestisce si chiama So.GAS, cioè Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto. E’ il nostro aeroporto ed è naturale investire qui perchè è il più vicino e quello potenzialmente più comodo. Sta a noi valorizzarlo come merita. Il nostro è un forte impegno strategico, non limitato nell’ottica di convenienza su voli e trasporti, ma su un nuovo sistema di infrastrutture dell’Area dello Stretto che può essere volano del nostro sviluppo turistico, economico e commerciale. Vogliamo puntare in alto».

E allora parliamo di questa strategia. Cos’avete in mente?

«Quando parliamo di Area dello Stretto intendiamo una vasta area che comprenda tutti i territori delle Province di Reggio e Messina. Abbiamo un disegno strategico per un’integrazione in una serie di settori importanti dal punto di vista economico, sociale, culturale e turistico. Lo sviluppo dell’Aeroporto è solo uno dei tasselli più importanti per definire il mosaico da comporre per concretizzare, dopo decenni di dibattiti, l’Area Integrata dello Stretto. Le due realtà che andranno a comporre quest’area sono città e province che da decenni subiscono, nei loro rispettivi contesti regionali, una sorta di marginalizzazione rispetto ad aree più forti (Palermo-Catania in Sicilia e Catanzaro-Cosenza in Calabria). E’ un dato di fatto. Adesso bisogna individuare un modello di sviluppo diverso rispetto al passato, per non continuare a subire questa forzata marginalità. Dobbiamo riconquistare almeno un pò d’autonomia per essere padroni del nostro destino. Tra Reggio e Messina, inoltre, ci sono moltissime peculiarità comuni che non sono mai state valorizzate come dovrebbero. E’ questo tutto ciò che vogliamo fare e la scelta della Provincia sull’Aeroporto dello Stretto si inserisce proprio in questo contesto».

In concreto, cosa bisogna fare per rilanciare lo scalo reggino? Finchè non ci sarà una convenienza economica o, quantomeno, di comodità nei collegamenti, i messinesi continueranno a viaggiare da Catania.

«L’Aeroporto dello Stretto è nato per fornire un servizio a un’area molto più ampia rispetto a quella per la quale viene utilizzata. Rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo del territorio non solo come elemento di servizio per i cittadini, che in mancanza di alternative realizzabili nel breve termine sono costretti ad andare o a Catania o addirittura a Palermo, ma anche come possibile elemento di attrazione di nuovi flussi turistici per tutto il territorio provinciale. Per l’Aeroporto in sè c’è un piano di rilancio derivante dal potenziamento delle infrastrutture, con i finanziamenti già statuiti dall’accordo di programma sottoscritto fra ministero e regione Calabria. Prima di incrementare le nostre quote azionarie abbiamo chiesto alcune condizioni che, in seno alla So.GAS sono state assolutamente condivise con grande sintonia. Sarà potenziata l’offerta dei voli, prenderà a breve il via il collegamento diretto con il porto di Messina che comprende anche la possibilità di effettuare il ceck-in sul pontile galleggiante, sarà portato avanti il piano industriale di rilancio che prevede una riduzione graduale dei debiti pregressi, sarà riaperto il processo di parziale privatizzazione che per noi costituisce un elemento importantissimo. E’ stata una scelta responsabile rispetto a una serie di indicazioni statuite dall’Enac fra cui aveva priorità proprio la ricapitalizzazione della società di gestione per il prolungamento della concessione. Inoltre confidiamo molto in Scopellti: adesso che finalmente Reggio ha un Governatore, sicuramente per l’Aeroporto – così come per tutto ciò che riguarda la Città – potranno aprirsi scenari di sviluppo perchè verrà meno quella marginalità di cui parlavamo sopra. Sono questi tutti gli impegni che prendiamo per rendere l’Aeroporto dello Stretto più appetibile per le compagnie aeree: così potranno aumentare i voli e diminuire le tariffe. Tutti lamentano i pochi voli e gli alti costi dello scalo reggino, ma chi s’è mai chiesto davvero cosa bisogna fare per cambiare marcia? Noi abbiamo la risposta: bisogna incrementare i servizi. Lavoreremo per attirare le compagnie low-coast e sono anche convinto che la So.GAS, composta da elementi molto qualificati, darà vita a una campagna di promozione sul piano di comunicazione che è indispensabile perchè già oggi dall’Aeroporto dello Stretto partono molti aerei, alcuni low-coast e altri internazionali, ma a Messina e Provincia se ne parla poco e quasi nessuno ne è informato e aggiornato».

Bisogna battere la concorrenza di Catania e Lamezia. Lo scalo Etneo in autunno chiuderà per consentire i previsti lavori di ammodernamento. Per l’Aeroporto dello Stretto, che sarà chiamato agli straordinari, si tratta di un’occasione importante: come affrontarla?

«Tutto il territorio della provincia di Messina è attento a questa situazione. Il Presidente Ricevuto ha già presentato l’idea di creare punti di attracco a Giardini Naxòs e alle isole Eolie, a prescindere dalla momentanea chiusura di Catania ma in generale. Vogliamo realizzare un sistema di mobilità nello Stretto che sia integrato e che comprenda tutte le infrastrutture viarie: strade, porti e ovviamente anche l’aeroporto».

Il presidente della Camera di commercio di Reggio, Lucio Dattola ha votato contro l’approvazione al bilancio 2009 della So.GAS e ha detto che manca una vera prospettiva di sviluppo per lo scalo, aggiungendo che continuando così si va incontro a un futuro nebuloso.

«La So.GAS ha realizzato un piano di sviluppo che, presumo, sarà illustrato nei prossimi giorni con un’apposita conferenza stampa. Noi come Provincia pensiamo che sia la strada giusta, come ho anticipato sopra: il piano ci ha convinto, lo condividiamo pienamente e per questo stiamo fortemente sostenendo il rilancio di capitale della Società di Gestione dello scalo. L’alternativa sarebbe chiudere tutto».

Ad agosto 2007 l’ex primo ministro inglese Tony Blair ha trascorso una breve vacanza alle Isole Eolie utilizzando come scalo, per il Boeing privato che l’ha condotto in Italia, proprio l’Aeroporto dello Stretto. Blair in quell’occasione ha incontrato i vertici della So.GAS ringraziandoli e complimentandosi per il servizio, che ha definito «celere e puntuale» e per l’ospitalità. L’ex primo ministro inglese, inoltre, si è complimentato per lo scenario naturale visibile dalla pista. «Avete un clima invidiabile e questo sole e questo mare valgono da soli un viaggio fino qui». Proprio dal clima e degli splendidi scenari della natura dello Stretto nasce quell’Area dello Stretto che, nei fatti della società civile e nelle relazioni sociali tra le due sponde, esiste già da molto tempo.
Sancirla a livello istituzionale e amministrativo, partendo proprio dai trasporti e dalle infrastrutture (che è ciò che chiede la gente) può significare tanto.

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TROPPI EDIFICI AGRICOLI SULL’AREA DELL’AEROPORTO


10:22 am on Saturday, 13 March 2010 

TROPPI EDIFICI AGRICOLI SULL’AREA DELL’AEROPORTO

Torrenova (ME):11/marzo/2010
La questione per noi del Comitato è fondamentale: sembra che presso il Comune di Torrenova siano state presentate molte richieste di autorizzazione alla realizzazione di fabbricati rurali in zona agricola E2 (tratteggiata in verde sulla carta) – dove dal P.R.G. è prevista una densità edificatoria di 0,03 mc/mq.

(Estratto dalla mappa del P.R.G di Torrenova)
L’edificazione di edifici rurali in area E2 è prevista dal Regolamento Edilizio di Torrenova, CAPO III - EDIFICI RURALI all’art. 48 - Norme per gli edifici rurali
“Sono considerati fabbricati rurali quelli, che servono all’abitazione dell’imprenditore agricolo a titolo principale, ai sensi dell’art. 12 della Legge n° 153/1975 e del personale che lo coadiuva; che sono destinati al ricovero ed all’allevamento del bestiame e degli animali da cortile, o che sono comunque inerenti alla conduzione dei terreni agricoli.
I fabbricati ed i locali rurali adibiti ad abitazione debbono rispettare le norme dettate per gli edifici di civile abitazione e le tipologie peculiari della dimora rurale locale.”
Inoltre il Regolamento Edilizio all’art. 38 prevede per i fabbricati di civile abitazione una superficie minima di 39 mq con un’altezza minima di 2,70 pari 105 mc. Questa cubatura può essere realizzata su un appezzamento di terreno esteso almeno 3.500 mq di terreno.

Nel merito

Si deve osservare che, mentre è certamente legittimo chiedere di essere autorizzati a realizzare un fabbricato rurale ai sensi dell’art. 12 della Legge 153/1975, la realizzazione contemporanea di molti edifici rurali concentrati sulla stessa area implica una variazione significativa del territorio in quanto:
a) necessariamente dovranno essere realizzate altrettante strade di accesso;
b) necessariamente si dovrà provvedere allo smaltimento dei liquami di tante case rurali in una fogna per non sovraccaricare la falda acquifera con gli scarichi solo parzialmente depurati delle fosse imhoff;
c) necessariamente si dovrà prevedere un servizio di approvvigionamento di acqua potabile, a meno non s’intenda utilizzare l’acqua dei pozzi, a loro volta non tutelabili dagli scarichi delle vasche imhoff;
d) necessariamente si dovrà creare una nuova rete per la distribuzione dell’energia elettrica;

Per dirla in altre parole: le specifiche caratteristiche, quali la dimensione dei lotti stessi e la concomitante vocazione a realizzare tanti edifici ad uso agricolo, in lotti minimi ed uno accanto all’altro, evidenziano in modo non equivoco l’intenzione di variare il territorio destinandolo di fatto ad uso edificatorio.

Da ciò nasce spontaneo il timore che questa “variazione territoriale” comprometta la realizzabilità dell’unica infrastruttura in grado di fare riemergere il territorio da quella crisi profondissima che paralizza qualsiasi attività e che lo emargina.

Ovviamente auspichiamo che gli organi territoriali:
1) valutino attentamente il rischio sopra paventato, sempre e comunque nel rispetto della legge e dei diritti;
2) che salvaguardino l’interesse collettivo, dichiarato anche nel Piano Strategico dei Nebrodi da ben 35 alla realizzazione dell’infrastruttura aeroportuale.
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Poiché su questa fattispecie la giurisprudenza si è ripetutamente pronunciata, con il solo scopo di agevolare una migliore comprensione di quanto sopra, riportiamo:

1) Un estratto della sentenza del TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA SICILIA (TAR), Sezione Prima,N.2493/07 Reg. Sent.N. 931 Reg. Gen. - ANNO 2001 fa rilevare:
…………………………………
Si osserva che in tema di lottizzazione abusiva l’art. 18, L.47/85 disciplina due diverse ipotesi. Secondo l’orientamento costante della giurisprudenza, si ha infatti lottizzazione c.d. materiale con l’inizio della realizzazione di opere che comportano la trasformazione urbanistica ed edilizia dei terreni sia in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, approvati o adottati, ovvero di quelle stabilite direttamente in leggi statali o regionali, sia in assenza della prescritta autorizzazione.

Si è in presenza della differente tipologia di lottizzazione c.d. formale (o cartolare) allorquando, pur non essendo ancora avvenuta una trasformazione lottizzatoria di carattere materiale, se ne sono già realizzati i presupposti con il frazionamento e la vendita (o altri atti equiparati) del terreno in lotti (che per le specifiche caratteristiche, quali la dimensione dei lotti stessi, la natura del terreno, la destinazione urbanistica, l’ubicazione e la previsione di opere urbanistiche, e per altri elementi riferiti agli acquirenti, evidenzino in modo non equivoco la destinazione ad uso edificatorio), creando così una variazione in senso accrescitivo sia del numero dei lotti che in quello dei soggetti titolari del diritto sul bene (cfr. Consiglio Stato , sez. IV, 11 ottobre 2006 , n. 6060)

Il bene giuridico protetto dalla predetta norma è da rinvenire non solo nell’esigenza di garantire una ordinata pianificazione urbanistica (il che postula un corretto uso del territorio), ma anche (e soprattutto) l’effettivo controllo del medesimo da parte del Comune, chiamato a reprimere qualsiasi intervento di tipo lottizzatorio, non previamente assentito.

Come precisato dalla Giurisprudenza amministrativa condivisa dal Collegio sussiste lottizzazione abusiva ai sensi dell’art. 18 l. 28 febbraio 1985 n. 47 ogni qualvolta si rinvengano elementi di fatto che comprovino in modo non equivoco la predisposizione dei terreni a scopo edificatorio (nella fattispecie: frazionamento e vendita di terreno agricolo in lotti di dimensioni inferiori a quelle prescritte e configurazione di un sistema di viabilità interna - Consiglio Stato , sez. IV, 30 giugno 2005 , n. 3531).

La stessa giurisprudenza ha tuttavia precisato che per aversi lottizzazione edilizia abusiva non basta la circostanza del mero frazionamento e vendita di lotti di terreno in zona agricola di superficie inferiore a quella stabilita dai piani regolatori per l’edificazione, dovendosi, sulla base della ricostruzione di un quadro indiziario che proceda dagli elementi indicati dalla norma, desumere in maniera non equivoca la destinazione a scopo edificatorio degli atti posti in essere dalle parti (T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 30 marzo 2005 , n. 2205)….

2) Un estratto della sentenza della Cassazione. Sez. III n. 23154 del 5 luglio 2006 (c.c. 18 maggio 2006) sul reato di lottizzazione abusiva.
………………………
“La L. 28 febbraio 1985, n. 47, art. 18, comma 1, della forniva una duplice definizione della “lottizzazione abusiva di terreni a scopo edificatorio”, ricollegandola:
a) ad un’attività materiale: “quando vengono iniziate opere che comportino trasformazione urbanistica od edilizia dei terreni stessi in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione”;

b) ad un’attività giuridica: “quando tale trasformazione venga predisposta attraverso il frazionamento e la vendita, o atti equivalenti, del terreno in lotti che, per le loro caratteristiche quali la dimensione in relazione alla natura del terreno e alla sua destinazione secondo gli strumenti urbanistici, il numero, l’ubicazione o la eventuale previsione di opere di urbanizzazione ed in rapporto ad elementi riferiti agli acquirenti, denuncino in modo non equivoco la destinazione a scopo edificatorio”. Questo secondo tipo di lottizzazione viene denominato “negoziale” o “cartolare” e si fonda sulla presenza di elementi indiziari, da cui risulti, in modo non equivoco, la destinazione a scopo edificatorio del terreno.

Tali elementi indiziari (descritti con elencazione normativa non tassativa) non devono essere presenti tutti in concorso fra di loro, in quanto è sufficiente anche la presenza di uno solo di essi, rilevante ed idoneo a fare configurare, con margini di plausibile veridicità, la volontà di procedere a lottizzazione (in tal senso è orientata anche la giurisprudenza amministrativa: vedi, da ultimo, C. Stato, Sez. 5^, 14.5.2004, n. 3136).

I due tipi di attività illecite dianzi descritti (lottizzazione materiale e negoziale) possono essere espletati, ad evidenza, anche congiuntamente (c.d. lottizzazione abusiva mista), in un intreccio di atti materiali e giuridici comunque finalizzati a realizzare una trasformazione urbanistica e/o edilizia dei terreni non autorizzata oppure in violazione della pianificazione vigente. Le disposizioni della L. n. 47 del 1985, art. 18, sono state testualmente riprodotte nel D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 30, comma 1.

Carmelo Giovanni PORTALE, Presidente Comitato aeroporto Eolie&Nebrodi

Torrenova: Aeroporto dei Nebrodi, buone nuove dal dibattito di Gliaca di Piraino


1:26 pm on Saturday, 30 January 2010 

aeroporto-torrenova-terminalaeroporto-torrenova-planimetria

Eccetto un gruppetto di ambientalisti, severamente attaccati anche in questa occasione, ormai tutti sono concordi: sindaci, amministratori, imprenditori, professonisti, operatori non solo turistici, studenti, tutti d’accordo che la realizzazione dell’Aeroporto dei Nebrodi a Torrenova (nelle foto dal progetto dell’ingegnere GIUSEPPE PETRACCA, in alto il terminal, in basso la planimetria) si dovrà realizzare. Se ne è discusso nel corso di un dibattito svoltosi all’hotel “Riviera del Sole” a Gliaca di Piraino e dove deputati, nazionali e regionali, hanno preso l’impegno di coinvolgere direttamente il Presidente della Regione RAFFAELE LOMBARDO e il presidente della Provincia di Messina NANNI RICEVUTO…

Presso la sala convegni dell’hotel “Riviera del Sole” di Gliaca di Piraino si sono riuniti i rappresentanti delle diverse forze politiche presenti all’Assemblea Regionale Siciliana per discutere sulla realizzazione di un aeroporto nella fascia tirrenica della provincia di Messina. Hanno preso parte all’incontro alcuni deputati nazionali e regionali, sindaci e consiglieri provinciali, in rappresentanza delle diverse forze politiche. Tutti i presenti hanno concordato sulla necessità di un aeroporto nell’area tirrenica. Da un’analisi socio-economica del territorio risulta, infatti, che la realizzazione di un aeroporto (di almeno secondo livello) e non di un’aviopista (di cui da anni si parla in riferimento a questa zona della provincia), rappresenta un’esigenza non più procrastinabile. La zona tirrenica, tanto nelle sue aree costiere quanto in quelle montane, possiede una forte vocazione turistica che non può essere assecondata in assenza di strutture come quella aeroportuale; inoltre, un aeroporto diventa estremamente importante per chi, per ragioni lavorative, deve spostarsi con una certa frequenza verso il resto d’Italia o l’estero. Si è stabilito che il passo successivo all’incontro sarà quello di coinvolgere, nel più breve tempo possibile, i Presidenti della Regione Raffaele Lombardo e della Provincia Regionale di Messina Nanni Ricevuto, affinché attenzionino la questione e, in collaborazione con l’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile), conducano, in primo luogo, gli studi necessari ad individuare il sito più adatto per la realizzazione della struttura aeroportuale e, successivamente, tutti gli studi di fattibilità, di impatto ambientale e di sostenibilità economica necessari alla realizzazione dell’opera. Si è, quindi, concordato di istituire un tavolo politico ed un tavolo tecnico, quest’ultimo anche con la partecipazione dell’Enac oltre che della Regione, della Provincia e dei Comuni interessati. Tutti i partecipanti hanno condiviso il fatto che l’incontro svolto rappresenta un passo importante per la politica locale: le forze in campo hanno deciso di instaurare un dialogo allo scopo di individuare ed assecondare la vocazione del territorio dando inizio ad un percorso serio di sviluppo a lungo termine.

by glpress

Nebrodi: Lo sviluppo, per l’Mpa, passa soprattutto per l’aeroporto a Torrenova


8:52 am on Thursday, 14 January 2010 

«Mi farò denunciare ma l’aeroporto si deve fare»MI FARO’ DENUNCIARE, SE SARA’ NECESSARIO, DICHIARA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI AGRIGENTO, L’IMPORTANTE E’ CHE SI REALIZZI IN UN MODO O NELL’ALTRO QUESTO BENEDETTO AEROPORTO, CHE E’ RIMASTA L’ULTIMA CHANCES PER UN AUSPICATO SVILUPPO SI TUTTA L’ECONOMIA.

ALTRETTANTO NOI COME COMITATO AEROPORTO DELLE “EOLIE&NEBRODI” SOSTENIAMO QUESTA TESI CORAGGIOSA.  Quello degli aeroporti è peraltro un tema delicato perché anche in sede europea è stata segnalata l’anomalia italiana che ha troppi aeroporti tuttavia c’è un problema di trasporti che va imposto perché diventa la dirimente per lo sviluppo nebroideo, straricco turisticamente ma collegato male, parola di Carmelo Giovanni PORTALE.

Ambientalisti sotto accusa a Catania nel corso di un incontro dell’Mpa e nel quale sono intervenuti anche esponenti dei Nebrodi per parlare del loro territorio, tra cui l’on. FERDINANDO LATTERI (foto sopra), deputato nazionale catanese ma originario di San Fratello ed il sindaco di Piraino GIANCARLO CAMPISI (foto sotto), che da circa un anno è transitato con il partito fondato dal governatore RAFFAELE LOMBARDO. Si è discusso di sviluppo del territorio per i Nebrodi, un argomento ormai ultradecennale e sono i settori del turismo, artigianato ed agricoltura, quelli indicati per il rilancio, partendo da un punto-base però: la realizzazione dell’aeroporto a Torrenova (e per questo non sono mancati attacchi agli ambientalisti che si oppongono alla realizzazione di questa e di altre strutture.

In un contesto politico caratterizzato da tensioni e polemiche, intrighi e confusione, c’è invece chi cerca di costruire un progetto serio per il benessere del territorio e di essere partecipe di un processo di cambiamento che abbia come riferimento le esigenze dei cittadini, delle imprese e delle comunità locali. L’Mpa, riunitosi nei giorni scorsi a Catania nella sede regionale del partito, ha condotto un incontro di studio alla presenza di tecnici, esperti in politica ed economia per discutere del nuovo modello di sviluppo dell’area dei Nebrodi. Strutture, infrastrutture e cultura: sono gli ambiti individuati per attuare un modello socio-economico in grado di fornire strumenti per raggiungere quello sviluppo del territorio sempre atteso ma mai concretizzato. “Le strategie per raggiungere l’ambizioso obiettivo di valorizzare e promuovere quest’area– afferma l’on. Ferdinando Latteri, deputato nazionale–  sono da tempo al vaglio dei tecnici e degli esperti anche del circolo tematico Mpa dei Nebrodi che, periodicamente, compiono attente analisi su condizioni, potenzialità e prospettive di un territorio straordinariamente ricco di risorse umane, culturali ed ambientali mai compiutamente utilizzate.

Secondo il modello di sviluppo ideato –prosegue l’on. Latteri–  turismo, agricoltura ed artigianato, le tre grandi aree di intervento, rappresentano tre settori in grado di sostenersi a vicenda ed in grado, ciascuno ed insieme, di produrre ricchezza e opportunità di occupazione. In questo senso– conclude Latteri– il Parco dei Nebrodi può diventare strumento essenziale di sintesi tra i centri costieri, ad evidente vocazione turistica ed i paesi montani, ad economia prevalentemente agricola ma con notevoli aspetti di richiamo nel settore artigianale, enogastronomico e culturale”. Riqualificare e valorizzare le peculiarità esistenti, oltre a sostenere l’azione delle attività produttive, sono i primi passaggi da compiere per far conoscere il “prodotto Nebrodi” e, successivamente, potenziare la rete infrastrutturale del territorio.

 “In questo contesto– afferma in una nota Giancarlo Campisi, sindaco di Piraino–  la realizzazione dell’aeroporto dei Nebrodi costituisce la chiave di volta imprescindibile per il compiuto sviluppo economico dell’intera area”. Sono state tracciate linee-guida del processo di sviluppo che dovranno essere testate sul campo e poste al vaglio delle altre forze politiche nel tentativo di realizzare un percorso condiviso e, per questo, più efficace. L’obiettivo è quello di creare un programma strategico in grado di fornire quelle risposte da tempo attese, in termini di progettualità e risorse. Riguardo all’aeroporto non sono mancate accuse agli ambientalisti che, come noto, si oppongono alla realizzazione di questa e di altre strutture, salvo poi attaccare i sindaci del territorio accusandoli di non fare niente per lo sviluppo e le infrastrutture.

Carmelo Giovanni PORTALE  Presidente comitato aeroporto Eolie &Nebrodi

Trapani-Birgi, ha un aumento di passeggeri + 100,55% rispetto al 2008 (533.310 passeggeri)


9:51 pm on Wednesday, 6 January 2010 

Non penso serva commentare….
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TRAPANI - Nel 2009 l’Airgest, nell’aeroporto di Trapani-Birgi, ha registrato un aumento di traffico passeggeri che segna un + 100,55% rispetto al 2008 (533.310 passeggeri). “Dai cancelli dell’aerostazione Vincenzo Florio nei precedenti dodici mesi, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009, - afferma una nota - sono passati 1.069.528 passeggeri, che hanno viaggiato su 10.038 voli (+37,38% rispetto ai 7307 voli del 2008) verso 21 diverse destinazioni nazionali ed europee”.

L’aumento dei voli ha coinciso con l’incremento delle rotte operate dal vettore Ryanair che dal maggio 2009 ha scelto Trapani-Birgi come base operativa aumentando progressivamente i collegamenti dai 13 alla data del 1 gennaio 2009 ai 21 del 31 dicembre 2009. Nell’aerostazione fanno base due velivoli Ryanair che nella primavera 2010 dovrebbero divenire quattro. Il coefficiente di riempimento dei voli supera il 70 per cento medio con punte del 90 per cento su alcune tratte nazionali (Roma, Bergamo, Pisa, Bologna).

Opera su Trapani anche Meridiana che assicura le tratte onerate Trapani Pantelleria Palermo sulle quali hanno viaggiato, nel 2009, 40.461 passeggeri contro i 43.592 del 2008 con un decremento pari a -7,19 per cento. Dopo la chiusura, al 31 dicembre 2008, di tutti i cantieri che hanno cambiato il volto dell’aerostazione, l’attenzione di Airgest s concentrata sulla attivazione di nuovi servizi e sulla sistemazione degli enti che operano in aeroporto.

06/gennaio/2010
Ing.Giuseppe PETRACCA

Aeroporto a Torrenova determinante apertura dell’assessore provinciale Ventimiglia


11:03 am on Sunday, 6 December 2009 

Nella serata di ieri, nella nota trasmissione televisiva Giù la Maschera, condotta dal dott. Pippo Galipò, si è affrontato l’argomento realizzazione aeroporto dei Nebrodi, ospiti, L’onorevole Scilipoti, il Presidente della Camera di Commercio di Messina, il presidente Costa Saracena Campisi, il Sindaco di Ficarra Ridolfo, il commissario Parco dei Nebrodi Nino ferro ed il presidente comitato aeroporto Eolie & Nebrodi, Carmelo Giovanni Portale. Gli interventi sono stati interessanti e molto animati, è stata largamente condivisa l’opinione che non si può più perdere tempo, ORA BASTA, questa spendida provincia non può più aspettare e morire lentamente.

L’assessore provinciale, avvocato ROSARIO VENTIMIGLIA che ha i Trasporti tra le sue deleghe, con un breve comunicato inviato al sindaco di Torrenova BENEDETTO RUSSO e al consiglio comunale, lancia l’apertura per la realizzazione del tanto atteso Aeroporto dei Nebrodi. Si tratta di un passo importante dopo il recente incontro svoltosi a S.Agata Militello. Nella foto: la planimetria del terminal aeroportuale di Torrenova, secondo il progetto realizzato dall’ingegnere GIUSEPPE PETRACCA.­

Nota dell’assessore Ventimiglia al sindaco e al consiglio comunale di Torrenova. Questa Amministrazione provinciale intende valutare la possibilità di realizzare un infrastruttura aereoportuale nel territorio del Comune di Torrenova. Tale iniziativa, ovviamente, non può prescindere da una interlocuzione con gli organi rappresentativi dell’Ente Territoriale di riferimento, per verificarne la concreta volontà politica, nonchè la compatibilità urbanistica. Questo Ente manifesta la totale disponibilità a qualsiasi forma di confronto essendo, tra l’altro, nella fase di definizione del Piano Territoriale Provinciale, nonchè nella fase di predisposizione del Piano Triennale della Opere Pubbliche 2010/2012.

Si è svolto nei giorni scorsi a S.Agata Militello l’incontro definitivo, con la firma di un documento condiviso da quasi 40 sindaci del Piano Strategico dei Nebrodi. In particolare, all’interno del convegno dal titolo à Tutela e valorizzazione del paesaggio è stato presentato il documento definitivo del Piano, presso il castello Gallego, primo vero passo verso la posa della prima pietra dell’aeroporto dei Nebrodi a Torrenova, quale essere risultato il progetto bandiera del vasto territorio.

Erano presenti i seguenti relatori: Bruno Mancuso, sindaco di S.Agata Militello, Nanni Ricevuto, presidente della Provincia di Messina, Nino Ferro, commissario del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Contiguglia, direttore dell’Ufficio di Piano e Benedetto La Macchia, coordinatore. Dopo la presentazione, il sindaco di S.Agata Mancuso, in qualità di rappresentante capofila dei 40 comuni appartenenti al Piano, ha brevemente illustrato al presidente della Provincia, al commissario del Parco dei Nebrodi, presenti gli amministratori di 40 comuni, il presidente del comitato d’Aeroporto Eolie e Nebrodi Carmelo Giovanni Portale, il progettista dell’aeroporto, ingegnere Giuseppe Petracca, l’idea progettuale del Piano ed il suo percorso politico finalizzato all’unificazione dei 40 comuni concordi all’unanimità oggi coinvolti. Presente il presidente del consorzio Costa Saracena Giancarlo Campisi nonchè sindaco di Piraino.

La conclusione dell’intervento del presidente della Provincia Nanni Ricevuto, complimentandosi per il lavoro svolto, ha evidenziato che Messina area metropolitana (anche perchè nel consiglio di amministrazione), dell’aeroporto Minniti di Reggio Calabria, non può non tenere conto dell’esistente aerostazione dello Stretto ma, certamente, l’amministrazione-Ricevuto non sosterrà il progetto- Valle del Mela. Ricevuto, invece, si è espresso d’accordo per realizzare, vista l’esigenza, la fattibilità e la volontà palesemente condivisa dai sindaci di realizzare un aeroporto di medie dimensioni, confezionato su misura per la popolazione dei Nebrodi che aspira ad un futuro basato sul turismo destagionalizzato, considerato il meraviglioso clima del territorio.

Sabato 5 dicembre 2009 L’ASSESSORE Provinciale, avv. Rosario VENTIMIGLIA

Sant’Agata Militello, Assise piano Strategico selezionato il primo obbiettivo da realizzare


3:34 pm on Thursday, 19 November 2009 

Sant’Agata Militello, Assise piano Strategico
selezionato il primo obbiettivo da realizzare

Si è svolto nel pomeriggio di ieri 17 novembre a Sant’Agata di Militello il Piano Strategico dei Nebrodi In particolare, all’interno del convegno “Tutela e Valorizzazione del Paesaggio” ha presentato il documento definitivo di Piano, presso il meraviglioso castello Galleco il primo vero passo verso la posa della prima pietra dell’aeroporto dei Nebrodi.
Relatori presenti:
Bruno Mancuso Sindaco di Sant’Agata Militello
Nanni Ricevuto Presidente provincia di Messina
Nino Ferro Commissario del Parco dei Nebrodi
Giuseppe Contiguglia Direttore dell’Ufficio di Piano
Benedetto La Macchia Coordinatore di Processo

Durante l’incontro è stata presentata una selezione dei best practices italiani ed esteri riguardanti il Paesaggio ed in generale il rispetto per l’ambiente.
Tra questi progetti, grazie alla forte eco della partecipazione e conseguente vittoria del premio Città Ideale 2008 a Fortezza da Basso (Firenze) è stato selezionato il Piano Strategico Nebrodi Città Aperta.

Dopo la presentazione il Sindaco di Sant’Agata Militello, dott. Bruno Mancuso, in qualità di rappresentante capofila dei 40 comuni appartenenti al Piano, ha brevemente illustrato al presidente della Provincia Regionale di Messina al Commissario del Parco dei Nebrodi Nino Ferro, presenti i sindaci di 40 comuni, il presidente Comitato aeroporto Eolie e Nebrodi Carmelo Giovanni Portale, il progettista dell’aeroporto ing. Giuseppe petracca, l’idea progettuale del Piano ed il suo percorso politico finalizzato all’unificazione dei 40 comuni concordi all’unanimità oggi coinvolti, presente il Presidente Costa Saracena Giancarlo Campisi nonché sindaco di Piraino.

L’azione svolta partendo dal Polo Turistico Tirreno Centrale fino ad arrivare al Piano Strategico Nebrodi Città Aperta è stata dinamica e volta allo sviluppo socio-economico del territorio. La strategia si è snodata tramite un’attenta analisi del territorio con l’idea vincente di territorialità appunto grazie all’efficiente sistema di trasporti fino ad oggi quasi inesistente o inadeguata, incapace di coniugare aspetti paesaggistici, ambientali e territoriali di fruizione, per dare centralità all’uomo ed allo spirito di solidarietà che lo contraddistingue.

Ha concluso la sessione, l’intervento del Coordinatore del Piano Arch. Benedetto La Macchia, che ha poi presentato tutti i contenuti del Piano Strategico Nebrodi Città Aperta dalla sua ideazione fino al concepimento dell’idea di Governance.

I Punti di forza evidenziati sono stati la valorizzazione del paesaggio ed il rispetto dell’ambiente utilizzando come metodologia di intervento una strategia di accompagnamento che prevede un documento di valutazione ambientale strategica. In tal senso il PS Nebrodi Città Aperta è un precursore almeno in Sicilia di questo tipo di preverifica dell’ammissibilità delle opere non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico, produttivo ed infrastrutturale.

Lo strumento base per avviare il lavoro è stato creato su dati esistenti nei vari settori economici e sulla compatibilità delle azioni materiali ed immateriali. Su questo si è lavorato per creare il documento definitivo di Piano oggi alla valutazione regionale ed in attesa di certificazione.
L’esperienza testimoniata ha riscosso notevole successo per i contenuti concreti della “governance” che introduce elementi innovativi nel governo della “trasformazione del paesaggio” in linea con la sua vocazione naturale.

Gli elementi evidenziati, che conferiscono all’esperienza Nebrodi valori unici e distintivi, riguardano soprattutto la concretezza dell’idea forza, legata al recupero del turismo in chiave sostenibile rispetto alle risorse del territorio, la capacità di aver individuato percorsi innovativi per poter disporre di risorse economiche autonome rispetto agli eventuali trasferimenti pubblici, (fondo di valorizzazione etc.), all’aver convenuto sull’esigenza di intervenire prioritariamente sugli aspetti organizzativi territoriali e quindi, poter insediare già nel primo anno una serie di organismi, a costo zero, attraverso la realizzazione, già nel primo anno di una serie di interventi immateriali “strategici”, a costo quasi zero, che avviano di fatto la creazione organizzativa del sistema territoriale in tutte le sue componenti.

La conclusione dell’intervento del Presidente della Provincia On. Nanni Ricevuto, complimentandosi per il lavoro svolto e ha evidenziato, che Messina area metropolitana (anche perché nel consiglio di amministrazione), del Minniti di Reggio Calabria non può non tenere conto dell’esistente aerostazione dello stretto, ma certamente l’amministrazione ricevuto non sosterrà il progetto valle del Mela, invece si è espresso d’accordo per realizzare, visto l’esigenza, la fattibilità e la volontà palesemente condivisa dai sindaci di realizzare un aeroporto di medie dimensioni, confezionati su misura per la popolazione dei Nebrodi che aspira ad un futuro basato sul turismo destagionalizzato, visto il meraviglioso clima del territorio.

Carmelo Giovanni PORTALE Presidente comitato aeroporto Eolie & Nebrodi

La Provincia “tifa” per un’aviosuperficie E viene rispolverato il progetto Torrenova


3:32 pm on Wednesday, 18 November 2009 

Dalla Gazzetta di oggi

S. Agata Militello Lo ha detto il presidente Ricevuto

La Provincia “tifa” per un’aviosuperficie E viene rispolverato il progetto Torrenova
Sul palazzetto dello sport santagatese è statoinvece dato l’ultimatum all’impresa costruttrice

Mario Romeo
Sant’Agata Militello
Che fine ha fatto il palasport di Sant’Agata Militello? I Nebrodi possono sperare nella realizzazione di un aeroporto nel vasto comprensorio? A queste due domande ha risposto il presidente della Provincia di Messina, on. Nanni Ricevuto, intervenuto a Sant’Agata Militello per partecipare alla sottoscrizione del protocollo d’intesa per il PIST Nebrodi dove fra gli altri punti, si è anche parlato di trasporti ed in particolare di un aeroporto per fare uscire l’area nebroidea dall’isolamento e collegarla in maniera rapida con le altre regioni italiane.

«Intendo chiarire subito – ha detto il presidente Ricevuto parlando ai partecipanti dell’incontro – che l’amministrazione provinciale per i voli di linea intende puntare decisamente al potenziamento dell’aeroporto di Reggio Calabria, su cui può gravitare l’area metropolitana da Barcellona a Messina. Per quanto, riguarda, invece l’area nebroidea, siamo favorevoli alla realizzazione di una aviosuperficie di terza categoria per voli a corto raggio e per piccoli aerei privati e per voli carter, struttura che dovrebbe essere realizzata e gestita con fondi propri da privati».

La notizia è stata accolta con entusiasmo dai sindaci presenti e in particolare dall’ing. Giuseppe Petracca, progettista dell’aeroporto delle Eolie individuato in territorio di Torrenova e dal presidente del comitato pro aeroporto Carmelo Giovanni Portale. « Quanto affermato dal presidente – ci ha dichiarato l’ing. Petracca – riaccende la speranza, peraltro mai persa, di poter realizzare l’aviosuperficie a Torrenova. Il progetto definitivo è pronto. La struttara – ha aggiunto il progettista – avrà una pista di 1550 metri in grado di potere poter far atterrare e decollare Atr 72 con 80 posti; Airbus 318 con 124 posti, Super jet Sukhoi. Oltre a tutti i servizi aeroportuali sarà dotata di elipista, di piazzola per Canaider e di collegamenti rapidi con i porti di Sant’Agata Militello e Capo d’Orlando. Se son fiori – ha concluso l’ing. Petracca – fioriranno in due anni da quando inizieranno i lavori».

TURISMO: PRONTE LE DIRETTIVE PER ALBERGHI E NAUTICA DA DIPORTO (FESR 2007-2013)


9:25 am on Saturday, 7 November 2009 

TURISMO: PRONTE LE DIRETTIVE PER ALBERGHI E NAUTICA DA DIPORTO (FESR 2007-2013)
L’assessore regionale al Turismo e Trasporti, Nino Strano, ha firmato i decreti riguardanti le “Direttive per la definizione dei bandi per l’attuazione della linea d’intervento offerta turistico-alberghiera e della portualità turistica del PO Fesr 2007-2013”. I decreti, concordati con il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, saranno inviati alla IV Commissione legislativa dell’Ars, per il parere di competenza.

“Ci auguriamo – ha detto il presidente Lombardo – che vengano esitati al più presto, in maniera da potere offrire alle imprese siciliane uno strumento a sostegno dello sviluppo in settori strategici dell’economia turistica, come la ricettività alberghiera e la portualità”, oltre la realizzazione in tempi brevi, l’aeroporto dei Nebrodi e quello dell’agrigentino, infrastrutture indispensabili se vogliamo fare veramente turismo.

Si tratta di investimenti per 125 milioni di euro di risorse comunitarie per le imprese turistico alberghiere già esistenti, fino a un importo massimo per singola iniziativa di otto milioni di euro, relativo al 50 per cento delle spese ammissibili.
La direttiva sulla nautica da diporto individua i siti che oggi presentano le potenzialità per divenire infrastrutture armonizzate nel “sistema” di portualità turistica.
42 sono complessivamente i porti individuati, per una copertura geografica di tutte le coste siciliane, e i porti “hub”, quelli di Marsala, Sant’Agata di Militello e Marina di Ragusa. Sono compresi anche interventi nelle isole e arcipelaghi di Sicilia.

Per questo intervento sono previsti oltre 58 milioni di euro di fondi comunitari.
“Queste direttive – ha spiegato Strano - contengono già tutte le specifiche che dovranno contenere i bandi, e quindi appena si completerà l’iter in commissione, questi saranno subito pubblicati. Le imprese alberghiere potranno migliorare i loro standard qualitativi e la nautica di diporto avrà le risorse per il completamento e la realizzazione di infrastrutture portuali. Le scelte relative agli investimenti da realizzare dovranno considerare il porto turistico non come un semplice punto di arrivo del diportista nautico, bensì come una delle porte di accesso all’intero sistema turistico siciliano, punto di partenza di possibili itinerari per la fruizione e integrazione con gli altri segmenti dell’offerta turistica anche retrostante la costa”.

Tutte le attività ammissibili dovranno però essere realizzate esclusivamente attraverso interventi di riconversione e riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare già esistente.

LE DUE DIRETTIVE

DIRETTIVE EMANATE AI SENSI DELL’ART. 75 DELLA LEGGE REGIONALE 23.12.2000, N°32, COSÌ COME SOSTITUITO DALL’ART. 18 DELLA LEGGE REGIONALE 06.08.09, N°9 PER L’ATTUAZIONE DELLA LINEA D’INTERVENTO 3.3.2.5 DEL PO FESR 2007-2013.

La linea d’intervento 3.3.2.5 prevede “Interventi strutturali ed infrastrutturali finalizzati all’attuazione del piano strategico regionale della portualità turistica, con priorità alla realizzazione di approdi sicuri a ricettività elastica nelle isole minori e nelle località di maggiore attrazione turistica.”
Gli obiettivi perseguiti dalla succitata linea di intervento sono riconducibili all’attuazione del “Piano strategico per lo sviluppo della nautica da diporto in Sicilia”, approvato con D.A. n°69 del 26.5.2006, la cui finalità è l’ottimizzazione della portualità turistica realizzata attraverso un insieme sistemico collegato in rete, attribuendo al sistema siciliano un ruolo baricentrico in un ampio scenario mediante una gestione dei porti turistici e di applicazione in essi delle nuove avanzate tecnologie e della qualità dei vari servizi indispensabili per l’accoglienza dei diportisti.

Soggetti beneficiari delle risorse in relazione alla linea d’intervento del PO FESR 2007-2013.
I soggetti che possono richiedere e beneficiare delle agevolazioni sono le piccole e medie imprese, così come definite dal Regolamento CE n°800 del 06.08.2008, concessionarie delle aree demaniali marittime con riferimento al progetto da realizzare o piccole e medie imprese richiedenti concessione demaniale sulla base di un progetto approvato dalla conferenza di servizi, di cui all’art.6 del D.P.R. n°509 del 2 dicembre 1997, coordinato con le norme recate dall’art.75 della L.R. 16 aprile 2003 n° 4, che realizzano gli investimenti in Sicilia nelle aree di copertura geografica indicate.

Individuazione delle attività economiche appartenenti alla filiera turistica a cui destinare le risorse in relazione alla linea d’intervento del PO FESR 2007-2013.
Sono individuate le seguenti attività a cui destinare le risorse:
¬ Attività inerenti la realizzazione di approdi sicuri a ricettività elastica
¬ Attività inerenti la realizzazione di strutture portuali e infrastrutture portuali turistiche
¬ Attività inerenti il completamento di strutture portuali e infrastrutture portuali turistiche
¬ Attività inerenti la funzionalizzazione di strutture portuali e infrastrutture portuali turistiche
¬ Attività inerenti la qualificazione di strutture portuali e infrastrutture portuali turistiche

Le attività succitate devono essere realizzate in attuazione del “Piano strategico per lo sviluppo della nautica da diporto in Sicilia” di cui al D.A. n°69 del 26.5.2006, il cui indirizzo prioritario è la tutela del patrimonio ambientale della Sicilia, conseguentemente tutte le azioni dovranno tendere al miglioramento della qualità paesaggistica ed ambientale della fascia costiera.

Settore e tipologia di attività ammissibili.
Il settore è quello del turismo nautico ed in riferimento alle attività economiche della filiera del turismo individuate si precisano le seguenti tipologie di attività ammissibili:
1. approdi sicuri a ricettività elastica nelle isole minori, attraverso la realizzazione di:
- Porti verdi: Spiagge attrezzate e Porti a secco (dry storage)
- Parchi boe
- Porti elastici: integrazione di caratteristiche diverse tra spiagge attrezzate, porti a secco, parchi boe e porti tradizionali.
- Completamento e adeguamento delle strutture e infrastrutture portuali esistenti ai parametri di “qualità”:
- funzionalità,
- impatto estetico
- sostenibilità ambientale.

2. approdi sicuri a ricettività elastica nelle località di maggiore attrazione turistica attraverso la realizzazione di:
- Porti verdi: Spiagge attrezzate e Porti a secco (dry storage)
- Parchi boe
- Porti elastici: integrazione di caratteristiche diverse tra spiagge attrezzate, porti a secco, parchi boe e porti tradizionali.

3. completamento e adeguamento delle strutture e infrastrutture portuali turistiche a “vocazione extraregionale” (con priorità per i porti HUB) - ai parametri di “qualità”:
- funzionalità
- impatto estetico
- sostenibilità ambientale.

Si intende per infrastruttura a “vocazione extraregionale” l’infrastruttura avente funzione prevalentemente diretta all’accoglienza di flussi provenienti da origini sia nazionali che internazionali.

4. completamento e adeguamento strutture e infrastrutture portuali turistiche con vocazione regionale.

Si intende per infrastruttura a “vocazione regionale” l’infrastruttura che da riscontro alla domanda stanziale, offrendo servizi ad altri utenti che possono avere esigenze diverse d’uso o di necessità, ovvero soltanto di scalo.

Copertura geografica.
Sulla base delle risultanze dello studio di settore della portualità turistica, sono stati individuati i siti che oggi presentano le potenzialità per divenire infrastrutture armonizzate nel “sistema” di portualità turistica.
Tali siti dovranno essere oggetto di una ridefinizione dell’infrastruttura, sia in merito alla qualità dell’offerta dei servizi dei porti, sia in ordine alle connessioni che andrà a realizzare con il sistema nazionale e con il sistema mediterraneo, nonché di una ridefinizione tecnica e gestionale.
I seguenti siti sono stati individuati mediante la verifica del possesso di uno strumento di pianificazione portuale, la verifica tipologica, la verifica della rispondenza ai parametri turistico-ricettivi.

1. Sistema del Porto di Messina
2. Milazzo
3. Portorosa
4. Capo d’Orlando
5. Sant’Agata di Militello Porto hub
6. Santo Stefano di Camastra
7. Cefalù – Presidiana
8. Termini Imerese
9. San Nicola l’Arena
10. Porticello Santa Flavia
11. Aspra
12. Sistema del Porto di Palermo - Sant’Erasmo
13. Sistema del Porto di Palermo - Cala
14. Sistema del Porto di Palermo - Acquasanta
15. Sistema del Porto di Palermo - Arenella
16. Isola delle Femmine
17. Terrasini
18. Trappeto
19. Balestrate
20. Castellammare del Golfo
21. San Vito lo Capo
22. Bonagia – Valderice
23. Sistema del Porto di Trapani
24. Marsala Porto hub
25. Mazara del Vallo
26. Marinella di Selinunte
27. Porto Palo di Menfi
28. Sciacca
29. Siculiana Marina
30. Porto Empedocle
31. Marina di Palma
32. Licata
33. Marina di Ragusa Porto hub
34. Pozzallo
35. Porto Palo di Capo Passero
36. Marina di Avola
37. Siracusa - Marina Yachting
38. Siracusa - Porto Turistico
39. Sistema del Porto di Augusta
40. Sistema del Porto di Catania
41. Riposto
42. Giardini Naxos

Delle 42 infrastrutture individuate, 3 sono prioritariamente valutate extraregionali e definite “hub”, mentre per le restanti 39 è valutato il possesso potenziale di una vocazione extraregionale.
Per il conseguimento definitivo di tale vocazione territoriale extraregionale e quindi l’appartenenza alla “gestione di qualità” del “sistema di rete integrata dei porti turistici”, le infrastrutture (o i sistemi di infrastrutture) individuate dovranno essere adeguate attraverso la riconfigurazione dell’infrastruttura mediante una progettazione “di qualità”, di cui nel “Piano” si danno gli indirizzi tecnici, nel rispetto di parametri di funzionalità, di impatto estetico e di sostenibilità ambientale.
Il pregresso elenco di siti è da considerarsi in maniera dinamica e potrà essere ulteriormente integrato a seguito di modifiche o aggiornamenti del “Piano strategico per lo sviluppo della nautica da diporto in Sicilia”.

Interventi nelle Isole minori
Nella necessità di ottimizzare e limitare al massimo il sacrificio ambientale necessario e connesso alla realizzazione di un porto turistico nelle isole minori, occorre realizzare una tipologia di struttura ricettiva che aderisca alle flessioni della domanda coniugando esigenze di sviluppo economico e sociale con il sacrificio ambientale necessario per l’infrastrutturazione.
L’approdo deve essere a ricettività “elastica” ovvero con la possibilità di adeguare la sua capacità in funzione della variazione stagionale della domanda.
Qualora ricorra la necessità di completare, funzionalizzare e qualificare le strutture e le infrastrutture portuali esistenti, è necessario che le stesse siano definite con una progettazione adeguata improntata sui parametri di “qualità”: funzionalità - impatto estetico- sostenibilità ambientale.

Il censimento delle infrastrutture ha rilevato che i seguenti porti risultano dotati o di strutture adeguate o di piani regolatori:
1. Lipari - Pignataro
2. Salina - Malfa
3. Salina - Santa Marina
4. Favignana
5. Pantelleria
6. Lampedusa

Il pregresso elenco di siti è da considerarsi in maniera dinamica e potrà essere ulteriormente integrato a seguito di modifiche o aggiornamenti del “Piano strategico per lo sviluppo della nautica da diporto in Sicilia”.

Modalità di presentazione delle domande di contributo.
Le procedure sono articolate nelle seguenti fasi:
- Il Dirigente Generale del Dipartimento Turismo predisporrà apposita circolare esplicativa e bando per la linea d’intervento 3.3.2.5 mediante procedura a sportello, esaurite le procedure di cui all’art.65 comma 1 della L.R. n°9/2009.
- La domanda di partecipazione al bando dovrà essere presentata dai titolari delle imprese turistiche a partire dal giorno successivo alla pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e fino al completamento delle risorse disponibili .
- La domanda di partecipazione al bando dovrà essere presentata presso gli uffici indicati nel bando.
- La domanda va corredata da una scheda tecnica, da un businnes plan e dalla documentazione espressamente indicata nella predetta circolare.
- La valutazione verrà affidata ad un nucleo di valutazione; a tal fine l’Assessore costituirà un nucleo di valutazione composto da funzionari interni.
- L’Assessorato nominerà infine, attingendo dall’apposito albo, un verificatore – collaudatore ( esterno all’Amministrazione ) per ciascuno dei programmi di investimento.

Requisiti di ammissibilità.
Al fine dell’ammissibilità dell’istanza, ed in conformità a quanto previsto dal Programma Operativo Regionale FESR 2007/2013, i soggetti proponenti dovranno con apposita relazione specificare che:
¬ nell’ottica di integrazione con gli altri segmenti dell’offerta turistica regionale, l’intervento contribuisce alla diversificazione dell’offerta per la destagionalizzazione del consumo.
¬ l’intervento assolve il ruolo di strumento per coniugare la costa con le aree interne, in modo da attrarre i flussi turistici dai punti di sbarco attraverso percorsi mirati alla scoperta delle risorse naturali e antropiche del territorio retrostante il sito interessato.
¬ l’intervento è conforme ai contenuti del Piano di sviluppo della portualità turistica
¬ le azioni puntano sul miglioramento della qualità paesaggistica ed ambientale della fascia costiera

Requisito dell’intervento su immobili già esistenti
Tutte le tipologie di attività ammissibili dovranno esse realizzate esclusivamente attraverso interventi di riconversione e riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare già esistente.

Requisito della certificazione energetica dell’edificio
Gli immobili in cui sono realizzate le attività, mediante interventi di riconversione e riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare già esistente, dovranno possedere la certificazione energetica dell’edificio in conformità al DM del 26.06.2009 del Ministero dello sviluppo economico.

Requisito della capacità economica dell’impresa
Potranno partecipare esclusivamente le piccole e medie imprese così come definite da Regolamento CE n°800 del 06.08.2008, e che:

- siano già iscritte nei relativi registri delle imprese e costituite sotto forma di società regolari;
- abbiano restituito integralmente le eventuali somme dovute per i procedimenti di revoca di agevolazione di qualsiasi natura precedentemente concesse dalla Regione Siciliana per i quali, alla medesima data, siano inutilmente decorsi i termini per le opposizioni ovvero sia stata pronunciata sentenza definitiva;
- non rientrano tra le imprese in difficoltà, così come definito dall’art. 1 § 7 del Regolamento CE n°800 del 06.08.2008 e dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà;
- dimostrino di possedere adeguate risorse economiche al fine di garantire la quota di investimento non coperta dal contributo.

Requisito dell’esperienza specifica nel settore dei soggetti proponenti
Potranno partecipare esclusivamente le piccole e medie imprese, così come definite da Regolamento CE n°800 del 06.08.2008, che dimostrino una esperienza specifica nel settore del turismo nautico.

Requisito del livello minimo della qualità progettuale
I programmi ammessi dovranno fare rifermento ad una progettazione “di qualità”, nel rispetto dei parametri di funzionalità, di impatto estetico e di sostenibilità ambientale di cui si danno gli indirizzi tecnici nel § 8.7 del “Piano strategico per lo sviluppo della nautica da diporto in Sicilia”

Requisito del livello di progettazione
I programmi ammessi saranno esclusivamente quelli muniti di tutte le autorizzazioni e dei pareri in riferimento a livello di progettazione definitiva di cui al D.M.14 aprile 1998 relativo alla “Approvazione dei requisiti per la redazione dei progetti da allegare ad istanze di concessione demaniale per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto”

Criteri di selezione
A ogni criterio dovrà essere attribuito un punteggio valutativo compatibile con l’intervento proposto. I punteggi correlati alle priorità saranno esplicitati in sede di circolare e si riferiranno alle seguenti voci:
Priorità alta
- Priorità alta
- esperienza specifica dei soggetti proponenti;
- criteri di efficienza amministrativa: solidità del crono-programma e qualità del Piano gestionale;
- grado di integrazione con altri interventi/progetti riguardanti il sostegno dello sviluppo turistico e la valorizzazione del patrimonio culturale anche a valere su altri Programmi (FSE, FESR FEP, POIN Attrattori culturali, ecc.) o con quelli realizzati nel precedente periodo di programmazione;
- criteri di impatto sociale ed economico: occupazione diretta e indotta, stima degli investimenti privati attivati;
- interventi mirati all’accessibilità e fruizione da parte di soggetti diversamente abili.

Priorità bassa

- introduzione e la diffusione di nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
- interventi proposti da imprese a prevalente partecipazione femminile/giovanile;
- grado di correlazione dell’intervento con i progetti integrati che insistono sulla medesima area;
- capacità del progetto di creare/potenziare nuove aggregazioni di filiere per la fruizione-valorizzazione del prodotto turistico.

Criteri di selezione VAS
- Interventi mirati all’introduzione di Eco-innovazioni di processo e di prodotto per il contenimento delle pressioni ambientali e per la riduzione del consumo delle risorse non rinnovabili (risparmio idrico ed energetico, riduzione emissioni in atmosfera e della produzione e pericolosità dei rifiuti, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, riutilizzo delle acque reflue);
- Interventi mirati a promuovere modalità di turismo eco sostenibile;
- Interventi che prevedono l’uso di materiali e tecnologie ad elevato contenuto ambientale (conglomerati riciclati, materiali provenienti da sfrido e demolizioni di opere civili, pneumatici dismessi, plastiche riciclate…)
- Previsione quantificata della riduzione di emissioni di CO2 e degli altri GAS serra (espressa in CO2 equivalente) determinata dall’intervento.

Modalità di erogazione delle rate di contributo e di rendicontazione.
Il regime di aiuti all’investimento iniziale, conformemente alle condizioni e limiti previsti dal Regolamento (CE) n°800 del 06.08.2008, consiste nell’erogazione di contributi in conto impianti di intensità pari al 50 per cento dell’importo delle spese ammissibili dei progetti presentati dalle piccole imprese, ed al 40 per cento dell’importo delle spese ammissibili dei progetti presentati dalle medie imprese.

Il contributo massimo concedibile per ogni progetto è pari a € 8.000.000 (anche in presenza di progetti il cui valore superi 16.000.000 di euro)
Le quote di erogazione del contributo sono stabilite, per tutte le tipologie d’intervento, in numero di 3 (tre) di eguale importo.

Modalità d’istruttoria e di redazione delle graduatorie d’ammissione al finanziamento.
Il Dirigente Generale del Dipartimento Turismo predisporrà apposito bando con procedura valutativa a graduatoria e relativa circolare esplicativa per la linea d’intervento 3.3.2.5 contenente tutte le modalità di partecipazione, di istruttoria e di formazione della graduatoria, nonché le ulteriori circostanze che danno luogo a revoca o annullamento in autotutela, rispetto a quelle indicate ai commi 5 e 6 dell’art.18 della legge regionale 9/2009.
Dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria per l’attuazione del regime di aiuto di cui al presente bando è di €58.269.933,40 , pari al 40% di € 145.674.833.50, risorse deliberate dalla Giunta Regionale con atto n° 83/09 che ha ridotto del 30% le risorse pari a € 208.106.905.

Vito Orlando Palermo 06.11.2009
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Pubblicato da Carmelo Giovanni PORTALE

Un Messinese costruirà l’aeroporto di Agrigento


9:32 am on Tuesday, 20 October 2009 

Messinese costruirà l’aeroporto di Agrigento, direzione Favara-Licata-Gela.

ESCLUSIVA - Sarà l’azienda “BlueIron Group SA” di Lugano, a realizzare, con capitali privati, la struttura aeroportuale. La società svizzera capofila di un consorzio temporaneo di imprese, ha delegato, come responsabile unico del procedimento, Giuseppe Ventura di Messina. Nelle foto due immagini del plastico dell’aeroporto.

Sarà l’imprenditore messinese Giuseppe Ventura, responsabile per la Sicilia della Società svizzera “Blueiron Group SA” a coordinare i lavori per la realizzazione dell’aeroporto di Agrigento. L’azienda di Lugano, ha presentato l’unica offerta, al bando della Provincia che ricercava, su scala internazionale, un’impresa che, “con fondi propri”, si occupasse della realizzazione della struttura, dalla progettazione fino alla gestione. L’Ente Provincia dovrà occuparsi solo degli espropri dei terreni. L’assegnazione sarà ufficializzata nei prossimi giorni, dopo di che la BlueIron e le aziende collegate, potranno dare il via all’iter per la progettazione e la costruzione dell’opera.

L’aeroporto costerà circa 110 milioni di euro e, dalla consegna dell’area, la “BlueIron” si è impegnata a completare la struttura in 18 mesi.
“Quello di Agrigento – afferma Giuseppe Ventura - sarà uno dei migliori e sicuri aeroporti d’Italia: attrezzato con tutte le nuove tecnologie: fotovoltaico, eolico, che riserva grande attenzione ai disabili, con percorsi motorizzati dal parcheggio sino all’area d’imbarco”. “La pista di atterraggio che sarà di 3800 metri, rispetto ai 2500 di Catania – conclude Ventura - sarà l’unica nel Centro-Sud, dotata di impianto di schiuma per atterraggio senza carrello e nelle condizioni di poter fare atterrare i Jumbo di ultima generazione”.

Dell’Ati capeggiata da BlueIron fanno parte prestigiose aziende italiane e svizzere. Ecco di seguito i “soggetti” del Consorzio e i rispettivi impegni, per la costruzione dell’aeroporto:

Risorse economico-finanziarie: Fondo di Investimento immobiliare “Infrastrutture e Logistica”; Fondo di investimento Studio e Progettazione: Arch. Pierbaldassare Campana, Dott. Filippo Mario Fasulo, Ing. Pasquale Manganaro, Energo srl.; Forniture e realizzazione: Consorzio stabile AEDARS S.C.A.R.L, SAFWOOD S.P.A., Consorzio stabile S.T.A. S.C.A.R.L, Poli Sud srl., La Fagnanese scavi di Cozza Francesco; - Responsabile di gestione e commercializzazione servizi aeroportuali:

Mentre per l’aeroporto delle Eolie e dei Nebrodi a Torrenova ME) bisognerà ancora aspettare per la definizione di alcuni importanti accordi bilaterali, malgrado il grande consenso positivo che sta manifestando tutto il territorio.

Dott.Francesco Musto.
Martedì 20 Ottobre 2009 16:49
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Carmelo Giovanni PORTALE Presidente comitato aeroporto Eolie e Nebrodi

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