AeroportoDelleEolie.it

Un sogno da trasformare in realtà …

AEROPORTO DI MESSINA - ..Un altro capitolo.


9:56 am on Saturday, 3 September 2011 

Si arricchisce di un altro capitolo la questione aereporto per Messina.Infatti lo scorso 23 agosto, il Consiglio Provinciale aveva  approvato a larga maggioranza,  la delibera che richiedeva  la dismissione totale dell’ente Provincia dalla Sogas, la società di gestione dell’Aereoporto dello Stretto, mettendo in grande imbarazzo il Presidente Nanni Ricevuto.

Dopo quella votazione sono stati in molti a chiedere la testa del Presidente della Provincia su un vassoio d’argento, vista la cospicua partecipazione  dell’ente provinciale all’interno della sogas,  inoltre in modo quasi un’anime tutte le forze politiche, e non solo, hanno  chiesto che venga finalmente affrontata in maniera definitiva l’idea dell’aereoporto in provincia di Messina.

Questa volta è la UIL a puntare i riflettori sulla vicenda e attraverso una nota, per bocca del suo Segretario Provinciale  Costantino Amato,  chiede una Conferenza sui Servizi, affinchè si affronti la vicenda a livello provinciale” Il colpo di mano del consiglio provinciale che lo scorso 23 agosto –  spiega Costantino Amato – ha bocciato la ricapitalizzazione della Sogas, la società di gestione dell’aeroporto dello Stretto, decretando l’uscita della Provincia Regionale, titolare del 26,67% delle azioni, dal capitale sociale della società, ha posto fine a un capitolo imbarazzante per l’amministrazione.

Un’amministrazione che nel Tito Minniti aveva creduto e investito, spingendo fino all’iniezione di oltre 600 mila euro necessari per la ricapitalizzazione, ritenuta indispensabile per mantenere in vita la società sino alla privatizzazione e in attesa che i messinesi provassero affezione per uno scalo che per i viaggiatori comporta numerosi disagio”

Pure Amato critica la scelta fatta a suo tempo dall’Amministrazione Ricevuto, reputandola per lo meno avventata, almeno stando alle cifre investite all’interno della società di gestione del “Tito Minniti” «Pur volendo, infatti, considerare la buona fede di chi amministra – continua Amato - non si può sottacere il fatto che la provincia Regionale si sia tuffata nell’affare Sogas con una noncurante leggerezza.

Non si può chiudere un occhio sugli 800 mila euro circa spesi sin qui dall’amministrazione Ricevuto per foraggiare la Sogas, società con perdite accumulate negli ultimi dieci anni per circa 30 milioni di euro, ed un passivo annuale per gli ultimi quattro anni di circa 4 milioni di euro. Non si può non soppesare il flop dei collegamenti veloci con l’aeroporto, un servizio appaltato per 23 milioni di euro in tre anni.

Un servizio di fatto poco funzionale e costosissimo che ha lasciato insoddisfatto l’85 per cento dell’utenza, spiazzato dall’alto costo del biglietto, dalle modalità di abbonamento, dagli orari non rispettati e poco funzionali alla coincidenza dei voli da e per l’aeroporto e soprattutto dalla necessità dettata dalle cattive condizioni meteomarine di deviare verso il porto di Reggio Calabria, con inevitabili disagi per i pochi coraggiosi utenti.

Una variabile, quella dell’inadeguatezza del molo del Tito Minniti che avrebbe dovuto essere valutata prima di promuovere a spron battuto il servizio. Senza contare la beffa del check in a Messina, per il quale la stessa Sogas ha richiesto alla Provincia di Messina un balzello di 50.875 euro al mese».

Il Segretario provinciale della Uil ha il timore che ormai i messinesi debbano abituarsi all’idea di lunghi chek-in in un aereoporto, come quello di Fontanarossa, sempre più trafficato da voli internazionali, per questo ritiene utile affrontare di petto la questione dell’aereoporto in provincia di Messina  «La domanda che ci poniamo a questo punto – prosegue Amato – è se rassegnarci ai lunghi e caotici check in di Fontanarossa, aeroporto sempre più internazionale e trafficato e chiedere una volta per tutte a gran voce che la politica tutta si impegni per la creazione di un aeroporto per Messina.

Non è pensabile, infatti, immaginare un territorio come il nostro, ad alta vocazione turistica, senza vie di comunicazione veloci. In una società in cui anche le vacanze divengono più brevi diviene necessario infatti garantire spostamenti rapidi per essere competitivi dal punto di vista commerciale. Diventa imprescindibile avere un aeroporto che serva la città, l’area dei Nebrodi, le Isole Eolie e il bacino del milazzese. Un aeroporto tutto messinese. Il consiglio provinciale valuti, scevro da ogni tipo di interesse politico, l’opzione tecnicamente più adeguata (ad esempio tra la Valle del Mela e Torrenova) e quella che meglio si confà alle esigenze del territorio, anche in termini di impatto ambientale.

Dopo di che si prenda una decisione in tempi rapidi, si convochi una conferenza di servizi e si coinvolgano i privati, peraltro già interessati a questo tipo di operazione. Alla politica – conclude Amato – il compito di dare un segnale forte e sposare una iniziativa, già da più parti acclamata, in nome dello sviluppo del territorio e dell’occupazione». Adesso toccherà alla politica dare le dovute risposte, visto che sulla questione dell’aereoporto messinese in molti si sono espressi in maniera positiva e possibilista, però poi le attenzioni si sono spostate verso altri lidi.

scomunicando.it

AEROPORTI & AEROPORTI


8:14 pm on Tuesday, 1 March 2011 

UN
Profondo sviluppo economico nel mondo ha portato ad una corrispondente espansione degli aeroporti e dell’infrastruttura correlata; in Italia abbiamo pochi aeroporti, di cui alcuni non funzionano in quanto sono inseriti in un contesto di utenza ravvicinata, vedi Rimini,Forlì, Bologna, quest’ultimo comunque ha registrato una discreta crescita anche nel 2010, in Sicilia siamo svantaggiati e abbandonati dalle nostre istituzioni, abbiamo necessariamente l’esigenza di realizzare in tempi brevissimi l’aeroporto dei Nebrodi a Torrenova ed un aeroporto nella provincia di Agrigento.

Nel mondo, gli investimenti totali destinati allo sviluppo aeroportuale nei prossimi 20 anni supereranno infatti Dh75 miliardi (US$20,43 miliardi). Questa cifra include le opere di valorizzazione dell’Aeroporto Internazionale di Abu Dhabi, che ammonteranno a Dh30 miliardi (US$8,17 miliardi); Dh15 miliardi (US$4,08 miliardi) destinati alla perdurante espansione dell’Aeroporto Internazionale di Dubai; e Dh30 miliardi (US$8,17 miliardi) probabilmente spesi per il nuovo sviluppo Dubai World Central che ospiterà il settimo aeroporto internazionale degli EAU.

Inoltre, per la valorizzazione dell’Aeroporto Internazionale di Sharjah sono stati destinati Dh227 milioni (US$61 milioni), ulteriori Dh2,9 miliardi (US$800 milioni) andranno alla costruzione del nuovo aeroporto di Ajman mentre per l’ampliamento del proprio terminal e strutture associate, Fujairah ha assegnato Dh183 milioni (US$49 milioni). L’Aeroporto Internazionale di Al Ain International è oggetto di opere di valorizzazione del valore di Dh75 milioni (US$20,43 milioni) ed il Governo di Ra’s al-Khaimah ha investito Dh1 miliardo (US$272 milioni) nell’ampliamento del proprio aeroporto. Il totale di questi progetti garantisce agli EAU la posizione di principale investitore nello sviluppo aeroportuale nel Medio Oriente.

Il ritmo dell’espansione aeroportuale è dipeso dal successo fenomenale riscosso dalle compagnie aeree attualmente operative quali la Emirates, con sede a Dubai, e da quello delle nuove linee aeree, come la Etihad Airways, con sede ad Abu Dhabi, la Air Arabia, di Sharjah, la prima compagnia low cost della regione e RAK Airways, tEmirates, una delle prime dieci compagnie aeree del mondo, intende triplicare la propria capacità nel corso dei prossimi otto anni. Etihad è invece una delle linee aeree in più rapida crescita al mondo e persegue un’ambiziosa strategia mirante ad aumentare la propria flotta e ad ampliare la propria rete di tratte internazionali.

Considerando la loro posizione strategica tra Oriente e Occidente, i porti degli EAU, come gli aeroporti, rappresentano uno strumento essenziale di crescita economica, in particolar modo per quanto riguarda la diversificazione economica, e sono anch’essi oggetto di un importante piano di ampliamento.
Mina (Port) Zayed ad Abu Dhabi City, è il principale porto cargo generale dell’Emirato. La Società Portuale di Abu Dhabi (ADPC) ha iniziato i lavori di costruzione di una nuova e importante struttura, il Porto di Khalifa, corredato da zona industriale adiacente, a Al Taweelah, la cui prima fase costerà approssimativamente Dh8 miliardi (US$2,18 miliardi). Si prevede inoltre che nel 2009 entrerà in funzione un nuovo e grande porto a Mussafah.

I porti di Dubai, Port Rashid a Dubai City e Jebel Ali, a sud-ovest della città, giocano un ruolo centrale nei commerci all’interno degli EAU. In particolare, Jebel Ali, che gestisce principalmente cargo di grandi dimensioni e materiale industriale destinato alla Zona Franca di Jebel Ali, è il principale porto del paese ed il porto artificiale più grande al mondo.
Negli ultimi anni, tutti i porti di Dubai hanno riscontrato un notevole incremento dell’attività, destinata ad aumentare ulteriormente quando verrà ultimata la prima delle quattro fasi del progetto di ampliamento di Jebel Ali, del valore di Dh4,6 miliardi (US$1,25 miliardi).

Sharjah è l’unico Emirato a possedere un porto su entrambe le coste degli EAU. Il suo porto sulla costa orientale, Khor Fakkan Container Terminal (KCT), è l’unico porto naturale in acque profonde della regione, sorge in una posizione geografica strategica nell’ambito dei floridi trasporti marittimi in container, essendo vicino ai principali corridoi di navigazione est-ovest e fuori dal delicato Stretto di Hormuz. Attualmente già tra i principali hub portuali per le attività di trans-shipment di container del Paese, KCT è oggetto di un progetto di ampliamento di ampio respiro, del costo totale di Dh300 milioni (US$81,75 milioni).

Agli inizi del 2005, il Porto di Fujairah aveva commissionato altri 150.000 metri cubi di strutture per l’immagazzinaggio in bunker onshore, ed ora si è affermato come il secondo maggiore centro di bunkering del mondo, in grado di fornire 12 milioni di tonnellate di olio combustibile all’anno, per un valore di US$2,5 miliardi (Dh9,17 miliardi).

Carmelo Giovanni PORTALE presidente comitato aeroporto Eolie&Nebrodi

Aeroporti, troppi sprechi Via gli scali bonsai


9:41 am on Monday, 8 November 2010 

repubblica.it

Il mondo in overdose di aeroporti si prepara - causa austerity dei conti - a lanciare la crociata contro gli scali fantasma. Nel mirino, le decine di terminal formato bonsai spuntati come funghi nell’era della deregulation selvaggia dei cieli, ridotti oggi a piccole cattedrali nel deserto. Con pochi passeggeri, tanti debiti e conti puntellati ogni anno da generosi aiuti pubblici.

(Read on …)

AST AEROSERVIZI INTERESSATA A SCALO DEI NEBRODI


12:22 pm on Thursday, 7 October 2010 

La Svizzera «atterra» in Sicilia e, in particolare, a Torrenova, piccolo Comune della provincia di Messina che si affaccia sul Mar Tirreno. E lo fa con un progetto ambizioso: costruire il tanto atteso e desiderato aeroporto delle Eolie e dei Nebrodi. A distanza di 10 anni da quando per la prima volta si parlò di aeroporto in provincia di Messina, oggi ci sono due certezze: uno studio di fattibilità che individua proprio nel Comune di Torrenova l’area ideale per realizzare «il sogno dei Nebrodi», e la disponibilità finanziaria dei privati. La struttura, infatti, verrebbe realizzata e gestita da una società svizzera, la Tl Sebenic Sa di Lugano con compartecipazione di imprenditori italiani, ma anche siciliani. Secondo i dati tecnici forniti, il bacino d’utenza includerebbe 756.350 residenti, compresi i poli turistici delle Eolie e di Cefalù, mentre l’aeroporto dovrebbe essere agibile tutto l’anno ospitando anche aerei provenienti dall’estero. Previsto un traffico di 900 mila passeggeri l’anno. La società aeroportuale, stando alle intenzioni, dedicherà anche un’area ai Canadair della Protezione civile e un eliporto di collegamento con le Isole Eolie, Tropea e Gioia Tauro. Per quanto concerne la struttura vera e propria questa non avrà l’aspetto di un edificio imposto al territorio, innestandosi perfettamente con lo stesso. Difatti soltanto le fondamenta saranno di cemento armato. Il resto della struttura sarà costruita con tralicci metallici, con un’architettura moderna e avvenieristica. E proprio i progettisti, sindaci e politici si sono dati appuntamento all’hotel «Hilton» di Portorosa per presentare i risultati di un lungo studio di fattibilità. Al tavolo dei relatori erano presenti, tra gli altri, uno dei progettisti dell’opera, l’ing. Giuseppe Petracca e il vice presidente della società svizzera, l’on. Francesco Froio. La holding è disposta a investire ben 60 milioni di euro. Tanto è la spesa per realizzare l’aeroporto delle Eolie e dei Nebrodi per lo sviluppo turistico della provincia di Messina e, in particolare, della zona tirrenica e nebroidea. Peraltro, oltre all’interesse di realizzare questa struttura chiave c’è anche la volontà di un gruppo di imprenditori spagnoli a investire i loro capitali tra Milazzo e Tusa per costruire alberghi, villaggi e creare un turismo d’élite. Ma non tutti sono d’accordo con il fatto che il progetto dell’aeroporto possa decollare. Primo fra tutti lo stesso sindaco di Torrenova, Basilio Castrovinci il quale teme che la creazione di un aeroporto possa minare un progetto che ha avuto la benedizione della sua amministrazione. E cioè quello di creare un villaggio turistico con una potenzialità di 2.200 posti letto. «Questo progetto andrebbe in fumo se si realizzasse l’aeroporto – ha detto Castrovinci durante il suo intervento –. Se le piste si spostano in direzione Messina e non si intacca il nostro progetto che sta per essere avviato, allora va bene. Prima bisogna creare le strutture per il turismo e poi i collegamenti e, quindi, l’aeroporto». Di opinione diametralmente opposta è stato, invece, l’avv. Bernardette Grasso, sindaco di Caprileone, Comune confinante con Torrenova. E il suo intervento, oltre a strappare gli applausi della platea, è stato piuttosto animato. «Torrenova deve rivedere le proprie idee e guardare all’hinterland. La nostra unica risorsa è il turismo e dobbiamo creare tutte le opportunità per lo sviluppo». Il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani, accompagnato dall’on. Basilio Germanà, è intervenuto schierandosi a favore di questa iniziativa. Il presidente dell’Enac, Vito Riggio, invece, ha prospettato una situazione in chiaroscuro: «Gli aeroporti si fanno se hanno la capacità di incassare. Bisogna vedere diversi aspetti tecnici, se non ci sono con gli aeroporti di Catania e Palermo, bisogna studiare per 5 anni i venti per non ritrovarsi, poi, con piste inutilizzabili. Certo, non voglio scoraggiare l’iniziativa. Se si vuole fare un investimento turistico rilevante sono d’accordo. Il progetto è bellino, ma bisogna vedere se si può poggiare sul territorio». Insomma, il sassolino è stato lanciato nello stagno. Adesso bisognerà attendere l’evoluzione degli eventi. E se tutto andrà liscio come l’olio, già tra 18 mesi i lavori potrebbero iniziare per poi durare circa 2 anni. Le misure di sicurezza dettate da ENAC sono chiarissime, caratterizzate sia dal lato interno, orizzontale che perpendicolare all’asse della pista, ubicato ad una distanza non inferiore a 60 m dalla tora, che si trova subito prima della clearwei, inoltre l’infrastruttura deve avere delle intermodalità facilititate dalla vicinanza del trasporto ferroviario e marittimo. Non si possono accettare violazioni in modo palese del regolamento ENAC, per questo semplice motivo, ed in base al regolamento, una pista di volo nord-sud in corrispondenza di evidenti ostacoli insormontabili, deve rispettare una lunghezza di 15 km per un altezza di 300 metri sul l.m. la cartografia tecnica e l’orografia dei luoghi non vanno scelti a caso ne per convenienza ne per motivi politici. Da alcuni anni a questa parte, un argomento che occupa un posto di primo piano riguarda il progetto redatto dal comitato tecnico scientifico della SAE, per la realizzazione dell’aeroporto delle Eolie, che in perfetta “antitesi” con la sua denominazione, dovrebbe nascere nella piana di Zappulla che ricade nel territorio di Terranova (ME). A favore di questa importantissima opera si sono levate tantissime voci, quasi tutte a favore, soprattutto da parte di imprenditori e giovani universitari, inoltre nelle ultime settimane, grazie anche all’azione di un fortissimo comitato che si è schierato a favore di questa sognata opera, dicevamo nell’ultimo periodo di sono avuti consensi anche da parte di connazionali residenti all’estero, prendiamo ad esempio l’intervento che ha fatto l’ing.Nino Spinella che vive in Canada-Toronto.L’ing. Spinella esorta a continuare nell’azione intrapresa dal comitato pro-aeroporto per Torrenova, addirittura realizzando un sito web ( www.aeroportodelleeolie.it ) che insieme al sito web che ha realizzato il Presidente del Comitato Portale ( www.aeroportodelleeolie.com ) sono due importanti punti di riferimento per tutti coloro che si vogliono informare su tutto il lavoro svolto, documentandosi sui dossier in essi registrati.Il 13/01/2000 è stata costituita la SAE , società per azioni pubblico-privato, con lo scopo di realizzare una aviosuperficie con caratteristiche di terzo livello, della società fanno parte come soci costituenti ventidue comuni della provincia di Messina e l’AST Aeroservizi SPA, che nello statuto non può superare il 49%, il capitale sociale versato è pari a Euro 401.728,10. In data 29/07/2003 l’assemblea dei soci ha deliberato di consentire l’ingresso di nuovi soci non residenti in Sicilia e di aumentare il capitale sociale di 15 milioni di euro per poter accedere alla finanza di progetto.

tratto da castrenzesciambra.blogspot.com

Bel progetto l’Aeroporto per Messina, ma difficilmente applicabile…a Milazzo


8:51 am on Wednesday, 22 September 2010 

Bel progetto l’Aeroporto per Messina, ma difficilmente applicabile…a Milazzo

Argomento: Bel progetto l’Aeroporto per Messina, ma difficilmente applicabile…

Giuseppe Salve gente.

ho letto la descrizione del gruppo,
ho guardato la foto dell’area indicata per l’aeroporto
e avrei una serie di cose da dire a riguardo.

Un Aeroporto, (e non Aeroporto come appare nel nome del gruppo),
va costruito con criteri emanati dall’Enac,
che non sono proprio larghi, anzi sono molto restrittivi,
i criteri sono:
1- Sicurezza generale dell’aerodromo e aree circostanti
2- Sicurezza per i voli da e per l’aeroporto e a secondo del tipo di voli da effettuare.

L’area interessata dal progetto, è indicata in una zona stretta da un fianco fra la montagna e dall’altro il mare,
talmente stretta che appena soffia un pò di scirocco, l’aeroporto sarebbe totalmente inutilizzabile.
(vedere la pista 02-20 di Palermo)

La montagna stessa è un problema per gli atterraggi,
gli aerodromi di Palermo e Catania sono gia fortemente penalizzati dalla presenza di grosse montagne troppo vicine all’aerodromo stesso.

L’area di Milazzo poi, è fortemente industrializzata, e le alte ciminiere costituiscono di per se un area di restrizione al volo. (adesso non trovo la cartina aeronatica per la sicilia, ma c’è un area restrittiva proprio su Milazzo).

Oltre al fatto che in zona, vi sono tre aeroporti a 100km in linea d’aria,
Palermo, Reggio Calabria e Catania.
Che per gli aeroporti sono veramente pochi.
E in aria non si possono tirare autostrade a piacimento, le coperture radar non lo permettono, e l’uso del solo GPS non è consentito.

Oltre che, il progetto qui presentato sembra essere stato redatto secondo il metodo d’indagine che è necessario per eventualmente pensare di costruire anche un semplice campo di volo.
Quindi, bella l’idea, ma senza un apposito studio di fattibilità, non è minimamente pensabile di costruire un Aeroporto vicino Messina. Anche perchè la stessa provincia si presenta molto montagnosa, e diciamo non è proprio la situazione ideale per costruire un AD.

Ma in tutto questo io sono solo un ex studende dell’aeronautico, quindi…

Distinti Saluti,
Siedler
Ex Studente I.T.Ar. “A. Ferrarin” di Catania

Gaetano Caro Giuseppe, ho letto attentamente questo tuo post e concordo con te solo su una cosa: si dice AEROPORTO!
Per il resto cerco di risponderti punto per punto.
I criteri che tu indichi, sono più che criteri, due buone intenzioni e così esposti, di per sè dicono ben poco.
L’area indicata dista (in linea d’aria) circa 4 km dal mare ed anche un paio in più dalle colline dietro Barcellona e Milazzo, quindi abbastanza vicini da entrambi (tanto per sapere la 16R di Fiumicino è praticamente in spiaggia sul litorale romano e la 07/25 di Raisi è attaccata alla montagna e questo non comporta infatti una maggiore attenzione alla sicurezza in volo, e si potrebbero portare centinaia di altri esempi).

Non c’è da costruire nessuna nuova aerovia: solo bisogna spostare l’infrastruttura sulla piana dei Nebrodi a Torrenova che è l’unica alternativa vera, le procedure ad arco su un VORDME (che andrebbe installato sul campo, chiaramente) per le due piste partendo dal VULKA, e le SID per lo stesso punto, cosa già studiata e verificata da esperti dell’AM.

Lo studio di fattibilità (a proposito, il coefficiente di utilizzabilità della pista 03/21, calcolato sulle osservazioni meteo è del 99,35%) c’è un progetto completo e dettagliato (pure troppo forse!) , in quanto la stessa è un pianura molto vasta libera da montagne, non dimenticando che è veramente baricentrica ed intermodale con porti, autostrada e linea ferroviaria.

Last but not the least: a Palermo è proprio quando soffia scirocco (che poi in realtà in quella zona è più libeccio) che si usa la 20!

Un saluto.

Gaetano Recupero
Pilota di linea dell’aviazione civile.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Carmelo Giovanni PORTALE Presidente Comitato aeroporto Eolie&Nebrodi

AEROPORTO A BARCELLONA - Costituito un nuovo Comitato


11:39 pm on Friday, 17 September 2010 

Da alcuni giorni è stata formalizzata la costituzione di un Comitato  di cittadini, essenzialmente residenti nella riviera ionica messinese, denominato “L’Alto Ionio Messinese per l’aeroporto di Barcellona-Milazzo” .
Riguardo alle cariche assegnate si segnala che Lorenzo Grasso  è stato eletto  presidente e portavoce, mentre, Liliana Boncoddo ha assunto la carica di segretario.

Il Comitato, senza scopo di lucro,  è stato costituito per promuovere iniziative di varia natura così da testimoniare il vivissimo interesse che il vasto comprensorio compreso fra Scaletta Z. e S. Teresa Riva intende riservare al progetto di realizzare un aeroporto nella provincia di Messina .

Aeroporto_Charles_De_Gaulle_-_ParigiIn siffatto modo si intende evidenziare che anche nella nostra gente sia radicato un convincimento largamente  diffuso in tutte le popolazioni del messinese e che si sintetizza nella necessità di attivare azioni straordinarie, in generale, per conseguire un significativo potenziamento  delle infrastrutture di trasporto al servizio di “tutto il territorio provinciale” ed in particolare per migliorarne le condizioni di accessibilità per via aerea. E’ opinione del Comitato che il nostro territorio non può ovviamente accogliere con positivo giudizio il patrocinio di iniziative quali il collegamento diretto fra l’aeroporto di Reggio Calabria ed il porto di Giardini poiché siffatta evenienza costituirebbe altro motivo di esclusione e di marginalizzazione delle nostre terre .

Non è di secondaria importanza evidenziare che la formazione di questo Comitato si inserisce nel solco tracciato da altri Comitati già attivi nella provincia di Messina tutti aventi la stessa  finalità.

A questo proposito, il nostro giudizio da semplici cittadini è univocamente a favore della localizzazione nella piana di Milazzo, non tanto  per la minore distanza fra l’Alto Ionio ed  altri  siti proposti (vedi Torrenova), piuttosto perché la piana di Milazzo è quasi al  centro dello sviluppo costiero  provinciale  .

In prima battuta il Comitato  intende rivolgersi alle locali Istituzioni ed a tutti gli Enti interessati perché vogliano attivarsi per rendere al più presto concrete le indicazioni del Piano Regionale Trasporti (febbraio 2003) che prevede la realizzazione di un “aeroporto nell’area costiera del messinese collegato con l’autostrada Me-Pa” ed ancora  di una “aviosuperficie nell’isola di Lipari” .

Se è vero che esistono tali precise indicazioni regionali  è parimenti degno di attenzione il fatto che nel sentire delle popolazioni messinesi cresce la coscienza e l’amara consapevolezza che esse giorno dopo giorno subiscono quasi impotenti evidenti, clamorosi ed insopportabili disagi che fortemente incidono su diversi profili del diritto alla libera circolazione .Tale diritto è garantito su tutto il territorio nazionale dalla Costituzione Italiana (art. 16) e su tutto il territorio comunitario dal trattato della UE (II-105).  A questo proposito, è bene evidenziare che il diritto alla libera circolazione è libertà che nasce “conformata e limitata al suo interno” perché pur avendo la sua sede nel diritto generale di libertà personale, deve confrontarsi con la disponibilità e l’adeguatezza dei mezzi per circolare, i quali contribuiscono a loro volta a renderlo effettivo (ed è in questo senso che il diritto alla circolazione si può configurare anche come diritto alla vie di comunicazione .

Peraltro  il diritto alla circolazione va declinato e coniugato con altri diritti parimenti garantiti e riferiti alla salute, al lavoro, allo studio, ai rapporti interpersonali e familiari, all’associazonismo etc. E’ di tutta evidenza che l’evidente squilibrio in termini di dotazione infrastrutturale fra l’Italia centro-settentrionale ed il meridione comprese le isole genera un deficit di capacità competitiva dei diversi territori a tutto danno della Sicilia.

aeroporto__1Tale ragionamento trova ulteriore rafforzamento a proposito del vasto comprensorio formato dalle vallate del Nisi, del Pagliara , del Savoca  e dell’Agrò . Si tratta di un territorio condizionato nelle sue oggettive potenzialità di sviluppo da una crescente marginalizzazione socio-economica dovuta in massima parte alla polarizzazione operata, a Nord,  da Messina ed a Sud dal comprensorio Giardini –Taormina . Il nostro territorio non riesce a svolgere una proficua funzione di cerniera e di raccordo fra tali aeree, piuttosto è zona di asettica transizione e di sterile attraversamento, incapace o meglio resa incapace ed impossibilitata ad intercettare i flussi di persone e di beni materiali e quindi tutte le “occasioni” o meglio le “opportunità”  di progresso socio-economico che possono derivare da azioni di scambio e di intercettazione di tali flussi .
E’ di tutta evidenza che il territorio e soprattutto gli abitati del nostro entroterra sono candidati ad un lento, progressivo ed inarrestabile declino demografico .

Tale evenienza non è di trascurabile rilievo giacchè è pensiero generalmente condiviso che l’emarginazione dei piccoli comuni, soprattutto se montani, produce enormi esternalità negative a carico della collettività  quali: il dissesto idrogeologico connesso alla mancata cura del territorio per effetto dello spopolamento, la congestione nei grandi centri urbani e i connessi problemi di degrado ambientale, la perdita di identità culturale delle comunità locali, la perdita del valore patrimoniale locale, la crescita speculativa dei valori immobiliari nei grandi centri  .

Nel complesso, quindi, i costi connessi all’emarginazione dei piccoli comuni appaiono di rilevante consistenza. Ne consegue che proporre misure in grado di rivitalizzare i piccoli comuni costituisce non solo una scelta di politica economica, ma anche un’opportunità in termini di uso razionale delle risorse per il fine ultimo della crescita del reddito e dell’occupazione, anche in un contesto di intervento pubblico orientato al mercato . In uno scenario territoriale come il nostro,  un piccolo scrigno ricco di straordinarie connotazioni etno-antropologiche, storico-monumentali ed ambientali un ruolo importante e decisivo per il rilancio socio-economico lo può svolgere soprattutto  il del turismo.

Sono tante le occasioni di valorizzazione economica che il turismo può offrire ai territori visitati. La ragione è semplice: chi si sposta spende e consuma sia per necessità sia per piacere. Un caso per tutti è il riferimento al valore economico associabile alla disponibilità nella filiera di offerta di prodotti eno-gastronomici tipici che rende caratteristico un dato territorio; essa genera vantaggi per l’economia locale ma anche per il viaggiatore alla ricerca di nuove esperienze o di elementi di notorietà di un territorio  .

L’enogastronomia è una componente che sempre più ha assunto rilevanza nell’evoluzione dei consumi turistici, non tanto e non solo come proposta di itinerari, quanto piuttosto, come caratterizzazione delle modalità di soggiorno dei vari turismi.

In altre parole, la visita a una località di interesse turistico con un atteggiamento attivo del turista, implica anche la degustazione dei sapori del luogo; si tratta di un fatto che non deve essere considerato, come accadeva fino a pochi anni fa, integrativo del soggiorno, ma che ne rappresenta sempre più una condizione oltre che necessaria anche di primario valore . Non è indifferente il richiamo alle nuove opportunità che possono scaturire dalla nuova organizzazione del settore turistico che si sta delineando con la creazione dei cosiddetti distretti turistici e soprattutto di quelli cosiddetti tematici attraverso i quali si possono sviluppare nuove cointeressenze fra territori .  Se quindi riteniamo vantaggioso assegnare al turismo un ruolo decisivo  per il rilancio del nostro territorio è giusto considerare i cosiddetti elementi attrattori e fra questi certamente assume un ruolo determinante la disponibilità di un’efficiente dotazione di infrastrutture di trasporto e soprattutto di impianti aeroportuali .

L’evoluzione del settore aereo degli ultimi decenni ha modificato radicalmente le modalità di trasporto e la concezione stessa del viaggio, riducendo le distanze e favorendo gli spostamenti.  Il proliferare delle compagnie aeree, il boom del mercato low cost, l’ampliamento dell’offerta permette, oggi, a un numero crescente di persone di viaggiare, aprendo opportunità del tutto nuove per il turismo.

Dal punto di vista della infrastrutture, la disponibilità, l’efficienza e l’accessibilità degli scali aerei rappresentano fattori fondamentali per lo sviluppo socioeconomico, dunque non meramente turistico,  di un territorio.

In conclusione, è proprio in virtù di quanto precede che non si può negare l’urgente esigenza di migliorare le condizioni di accessibilità per via aerea e nel contempo di aumentare la massa critica dei viaggiatori attirando nuovi flussi soprattutto nei segmenti del turismo “short break” (viaggi brevi  e  ripetuti nell’anno),  dei voli charter e del turismo basato sull’utilizzo delle compagnie   low-cost  .
Non è indifferente notare che a Sud del nostro comprensorio, ovvero a Catania, è operativo il sesto aeroporto italiano che movimentando oltre 6.000.000 di passeggeri l’anno, è prossimo alla saturazione in rapporto agli attuali impianti  . Inoltre l’importanza dello scalo catanese non consente un facile inserimento negli orari dei voli non di linea (charter) e dei collegamenti punto-punto con gli aeroporti secondari attivati dalle compagnie low-cost

aereo-vista-aeroporto_La speranza che sostanzia il presente impegno è che realizzazione di uno scalo nella Piana di Milazzo, peraltro più vicino al nostro territorio rispetto allo scalo catanese, crei le condizioni perché il  nostro comprensorio diventi luogo di transito, che con  mirate politiche di marketing territoriale riesce utilmente ad intercettare gli attuali flussi ma soprattutto i nuovi flussi dei segmenti di utenza in atto poco presenti nello scalo catanese .

Il Presidente del Comitato
Lorenzo Grasso

scomunicando.it

Il senatore che dirige l’aeroporto nominato anche con il voto del figlio


10:48 am on Wednesday, 15 September 2010 

ROMA—Fra gli aeroporti calabresi e il Senato è ormai attrazione fatale: senza distinzione di schieramento. Pietro Fuda, senatore del centrosinistra, è stato amministratore unico dell’aeroporto di Reggio Calabria? Ora è toccato a Vincenzo Speziali, 79 anni, originario di Bovalino, senatore in carica del Popolo della libertà, nominato in piena estate presidente della S.A.Cal. È la società che gestisce lo scalo aeroportuale di Lamezia Terme, controllata al 68% da azionisti pubblici, fra cui la Regione Calabria, alcuni Comuni, le Province di Catanzaro e Cosenza. Il restante 32% è invece in mano a un assortito gruppo di privati: un assembramento nel quale c’è di tutto, dagli Aeroporti di Roma al Monte dei Paschi di Siena, alla Banca Carime, fino alla Giacinto Callipo, ditta produttrice del tonno conservato che fa capo all’imprenditore Filippo Callipo, candidato dipietrista alle ultime elezioni regionali.La singolarità della vicenda, tuttavia, non è dovuta a questo. Intanto che un senatore in carica venga messo alla presidenza di una società controllata dal pubblico, incarico in questo caso pienamente operativo con deleghe importanti, è un fatto che oggettivamente non può passare inosservato. Al riguardo, la legge sulle incompatibilità parlamentari, tuttora in vigore, è chiarissima: fra gli altri impedimenti, i membri del Parlamento non possono avere cariche in società pubbliche. Ancora più chiara in questo caso, se si considerata che il senatore è stato designato come rappresentante della Regione Calabria nel consiglio della S.A.Cal. dal governatore Giuseppe Scopelliti. Basta leggere il primo articolo della legge 60 del 1953: «I membri del Parlamento non possono ricoprire cariche o uffici di qualsiasi specie in enti pubblici o privati per nomina o designazione del governo o di organi dell’amministrazione dello Stato». Lampante, no? Ma solo sulla carta, naturalmente, perché la storia dimostra che in un modo o nell’altro, con acrobatiche interpretazioni delle norme, le incompatibilità si aggirano sempre.

E non è finita qui. La lettura del verbale del consiglio di amministrazione che ha deciso la nomina rivela particolari sorprendenti. Per esempio, fra i consiglieri che hanno votato il nuovo presidente c’è anche suo figlio Giuseppe, che siede nel consiglio della S.A.Cal. in rappresentanza degli Aeroporti di Roma. Di mestiere fa l’imprenditore, come suo padre. La famiglia di Vincenzo Speziali ha infatti interessi assai ramificati nel settore dei materiali da costruzione, dell’edilizia e dell’energia. Imprese come la Calce Meridionale, la Laterizi solai prefabbricati, la Edilizia residenziale prefabbricata, la Servizi industriali e altre ancora.

Un gruppo nel quale riveste un ruolo pure il fratello maggiore di Giuseppe, Antonio Speziali, che è fra l’altro consigliere di amministrazione di un’altra impresa pubblica: la Società risorse idriche calabresi, controllata al 53,5% dalla Regione Calabria (il resto è del gruppo francese Veolia). La nomina risale al 23 giugno 2010, cinque giorni dopo che la Procura della repubblica di Catanzaro ne chiedesse il rinvio a giudizio per una vicenda, ha scritto l’8 settembre la Gazzetta del Sud, «di violenza privata aggravata dalla mafiosità» relativa all’aggiudicazione di un terreno. L’udienza preliminare, secondo quanto ha riferito il giornale, è fissata per il 18 ottobre. Unico a non condividere la designazione del senatore Speziali alla presidenza della società aeroportuale, astenendosi, è stato Francesco Grandinetti, il rappresentante del Comune di Lamezia Terme guidato da Gianni Speranza, esponente di Sinistra e libertà. Per «motivazioni prettamente tecniche», spiega il verbale. Ma è difficile non cogliere in questo gesto il profondo dissenso del Comune, che con il 21% è l’azionista di riferimento della S.A.Cal., per la decisione di nominare presidente di un’azienda a maggioranza pubblica un senatore in carica la cui famiglia possiede un piccolo impero nel settore dei materiali edilizi. Proprio nel momento in cui la stessa società sta per avviare un progetto di 60 milioni di euro, finanziato con fondi pubblici, per rifare l’aeroporto: operazione che richiederà un massiccio impiego di quei prodotti. E tanto più che nel consiglio di amministrazione della S.A.Cal. siedono addirittura due esponenti di quella famiglia imprenditoriale, padre e figlio.

Una situazione talmente macroscopica da aver indotto un gruppo di senatori del Partito democratico a presentare una interpellanza. Tanto surreale che nel documento non c’è nemmeno il nome del loro collega. Non ci credereste, ma le regole interne del savoir faire, a quanto pare, non consentono a un senatore di chiedere chiarimenti su un altro parlamentare mettendo per iscritto le sue generalità.

corriere.it

Aeroporto: News dalla provincia di Messina


9:21 am on Saturday, 22 May 2010 

Aeroporto: la Provincia mette da parte l’idea della Valle del Mela e punta tutto su Reggio. L’assessore Bisignano ci spiega perchè:

«Non è una scelta fine a se stessa, rientra nella strategia dell’Area dello Stretto». Intanto in autunno l’aeroporto di Catania chiuderà per lavori di potenziamento, e Ricevuto lancia l’idea di nuovi pontili con ceck-in a Giardini Naxòs e alle isole Eolie: «Sfruttiamo quest’occasione»

Che l’idea di un Aeroporto nella Provincia di Messina fosse poco praticabile è da sempre chiaro più o meno a tutti, considerata l’esistenza di altri scali praticamente in tutte le altre Province vicine (Catania, Palermo, Reggio, Lamezia). Ma, rispetto alle voci insistenti sui progetti di un nuovo aeroporto nella Valle del Mela, la Provincia di Messina sgombera il campo e fa chiarezza:«Noi puntiamo tutto su Reggio, è quello il nostro aeroporto».

È stato chiaro nei giorni scorsi il presidente dell’Enac Vito Riggio nel corso di un incontro promosso dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria: «Gli aeroporti che non potranno contare su almeno un milione di passeggeri all’anno difficilmente avranno futuro». L’ottica dei sistemi aeroportuali è simile a quella dei sistemi sanitari: possono funzionare bene se vengono valorizzati pochi centri d’eccellenza rispetto a una miriade di piccoli presidi d’inefficienza.
Dopotutto basta applicare le regole dei mercati e dell’economia ai sistemi aeroportuali per capire che più alto è il bacino d’utenza e migliori sono i servizi, più sarà facile attirare le compagnie e instaurare tra loro un mercato di concorrenza. Altrimenti, piccoli scali rimarranno vittime di pochi voli per pochi utenti gestiti da compagnie che deterranno il monopolio e quindi manterranno alti i prezzi.

E’ un circolo virtuoso, che può diventare vizioso e viceversa: dipende fondamentalmente dalla volontà politica di investire in scelte strategiche sulle infrastrutture. La Provincia di Messina ha fatto la sua scelta, e ha deciso di puntare tutto sull’Aeroporto dello Stretto, il ‘Tito Minniti’ di Reggio Calabria, che non si chiama “dello Stretto” per caso. E’ stato costruito nel lontano 1939 nella zona sud di Reggio Calabria perchè lì sorge l’unica area geograficamente pianeggiante di tutto lo Stretto di Messina. Sarebbe stato impossibile, quindi, farlo altrove.

Per capire i motivi della scelta dell’Ente Provinciale, abbiamo intervistato l’assessore all’Area dello Stretto Michele Bisignano, braccio destro del presidente Nanni Ricevuto.

Innanzitutto ci spieghi perchè la scelta di Reggio rispetto alle altre opzioni, cioè Catania e la Valle del Mela.

«Non abbiamo dovuto scegliere tra tre opzioni, ma tra due. Quella del Mela è inesistente. Lì non esiste un aeroporto, bisognerebbe crearlo dal nulla. Dove sono i soldi? Sapete quanto costa? E i progetti? Gli studi di sostenibiltà economica? Che si fa a fare un altro piccolo aeroporto? Solo per soddisfare un inutile pennacchio campanilistico e provinciale? Se già il ‘Tito Minniti’ fa fatica a causa della concorrenza di Lamezia e Catania, figuriamoci con un altro scalo quanto diventerebbe difficile la situazione. Sarebbe un suicidio. Abbiamo dovuto scegliere solo tra due opzioni, Reggio e Catania».

E perchè alla fine avete scelto Reggio?

«Perchè è una scelta strategica, non fine a se stessa. Innanzitutto non stiamo parlando dell’Aeroporto ‘di Reggio’. Non esiste un aeroporto ‘di Reggio’. Si chiama Aeroporto ‘dello Stretto’ e lo Stretto è lo Stretto di Messina. Quindi quello è l’Aeroporto di Messina. La società che lo gestisce si chiama So.GAS, cioè Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto. E’ il nostro aeroporto ed è naturale investire qui perchè è il più vicino e quello potenzialmente più comodo. Sta a noi valorizzarlo come merita. Il nostro è un forte impegno strategico, non limitato nell’ottica di convenienza su voli e trasporti, ma su un nuovo sistema di infrastrutture dell’Area dello Stretto che può essere volano del nostro sviluppo turistico, economico e commerciale. Vogliamo puntare in alto».

E allora parliamo di questa strategia. Cos’avete in mente?

«Quando parliamo di Area dello Stretto intendiamo una vasta area che comprenda tutti i territori delle Province di Reggio e Messina. Abbiamo un disegno strategico per un’integrazione in una serie di settori importanti dal punto di vista economico, sociale, culturale e turistico. Lo sviluppo dell’Aeroporto è solo uno dei tasselli più importanti per definire il mosaico da comporre per concretizzare, dopo decenni di dibattiti, l’Area Integrata dello Stretto. Le due realtà che andranno a comporre quest’area sono città e province che da decenni subiscono, nei loro rispettivi contesti regionali, una sorta di marginalizzazione rispetto ad aree più forti (Palermo-Catania in Sicilia e Catanzaro-Cosenza in Calabria). E’ un dato di fatto. Adesso bisogna individuare un modello di sviluppo diverso rispetto al passato, per non continuare a subire questa forzata marginalità. Dobbiamo riconquistare almeno un pò d’autonomia per essere padroni del nostro destino. Tra Reggio e Messina, inoltre, ci sono moltissime peculiarità comuni che non sono mai state valorizzate come dovrebbero. E’ questo tutto ciò che vogliamo fare e la scelta della Provincia sull’Aeroporto dello Stretto si inserisce proprio in questo contesto».

In concreto, cosa bisogna fare per rilanciare lo scalo reggino? Finchè non ci sarà una convenienza economica o, quantomeno, di comodità nei collegamenti, i messinesi continueranno a viaggiare da Catania.

«L’Aeroporto dello Stretto è nato per fornire un servizio a un’area molto più ampia rispetto a quella per la quale viene utilizzata. Rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo del territorio non solo come elemento di servizio per i cittadini, che in mancanza di alternative realizzabili nel breve termine sono costretti ad andare o a Catania o addirittura a Palermo, ma anche come possibile elemento di attrazione di nuovi flussi turistici per tutto il territorio provinciale. Per l’Aeroporto in sè c’è un piano di rilancio derivante dal potenziamento delle infrastrutture, con i finanziamenti già statuiti dall’accordo di programma sottoscritto fra ministero e regione Calabria. Prima di incrementare le nostre quote azionarie abbiamo chiesto alcune condizioni che, in seno alla So.GAS sono state assolutamente condivise con grande sintonia. Sarà potenziata l’offerta dei voli, prenderà a breve il via il collegamento diretto con il porto di Messina che comprende anche la possibilità di effettuare il ceck-in sul pontile galleggiante, sarà portato avanti il piano industriale di rilancio che prevede una riduzione graduale dei debiti pregressi, sarà riaperto il processo di parziale privatizzazione che per noi costituisce un elemento importantissimo. E’ stata una scelta responsabile rispetto a una serie di indicazioni statuite dall’Enac fra cui aveva priorità proprio la ricapitalizzazione della società di gestione per il prolungamento della concessione. Inoltre confidiamo molto in Scopellti: adesso che finalmente Reggio ha un Governatore, sicuramente per l’Aeroporto – così come per tutto ciò che riguarda la Città – potranno aprirsi scenari di sviluppo perchè verrà meno quella marginalità di cui parlavamo sopra. Sono questi tutti gli impegni che prendiamo per rendere l’Aeroporto dello Stretto più appetibile per le compagnie aeree: così potranno aumentare i voli e diminuire le tariffe. Tutti lamentano i pochi voli e gli alti costi dello scalo reggino, ma chi s’è mai chiesto davvero cosa bisogna fare per cambiare marcia? Noi abbiamo la risposta: bisogna incrementare i servizi. Lavoreremo per attirare le compagnie low-coast e sono anche convinto che la So.GAS, composta da elementi molto qualificati, darà vita a una campagna di promozione sul piano di comunicazione che è indispensabile perchè già oggi dall’Aeroporto dello Stretto partono molti aerei, alcuni low-coast e altri internazionali, ma a Messina e Provincia se ne parla poco e quasi nessuno ne è informato e aggiornato».

Bisogna battere la concorrenza di Catania e Lamezia. Lo scalo Etneo in autunno chiuderà per consentire i previsti lavori di ammodernamento. Per l’Aeroporto dello Stretto, che sarà chiamato agli straordinari, si tratta di un’occasione importante: come affrontarla?

«Tutto il territorio della provincia di Messina è attento a questa situazione. Il Presidente Ricevuto ha già presentato l’idea di creare punti di attracco a Giardini Naxòs e alle isole Eolie, a prescindere dalla momentanea chiusura di Catania ma in generale. Vogliamo realizzare un sistema di mobilità nello Stretto che sia integrato e che comprenda tutte le infrastrutture viarie: strade, porti e ovviamente anche l’aeroporto».

Il presidente della Camera di commercio di Reggio, Lucio Dattola ha votato contro l’approvazione al bilancio 2009 della So.GAS e ha detto che manca una vera prospettiva di sviluppo per lo scalo, aggiungendo che continuando così si va incontro a un futuro nebuloso.

«La So.GAS ha realizzato un piano di sviluppo che, presumo, sarà illustrato nei prossimi giorni con un’apposita conferenza stampa. Noi come Provincia pensiamo che sia la strada giusta, come ho anticipato sopra: il piano ci ha convinto, lo condividiamo pienamente e per questo stiamo fortemente sostenendo il rilancio di capitale della Società di Gestione dello scalo. L’alternativa sarebbe chiudere tutto».

Ad agosto 2007 l’ex primo ministro inglese Tony Blair ha trascorso una breve vacanza alle Isole Eolie utilizzando come scalo, per il Boeing privato che l’ha condotto in Italia, proprio l’Aeroporto dello Stretto. Blair in quell’occasione ha incontrato i vertici della So.GAS ringraziandoli e complimentandosi per il servizio, che ha definito «celere e puntuale» e per l’ospitalità. L’ex primo ministro inglese, inoltre, si è complimentato per lo scenario naturale visibile dalla pista. «Avete un clima invidiabile e questo sole e questo mare valgono da soli un viaggio fino qui». Proprio dal clima e degli splendidi scenari della natura dello Stretto nasce quell’Area dello Stretto che, nei fatti della società civile e nelle relazioni sociali tra le due sponde, esiste già da molto tempo.
Sancirla a livello istituzionale e amministrativo, partendo proprio dai trasporti e dalle infrastrutture (che è ciò che chiede la gente) può significare tanto.

www.tempostretto.it

TROPPI EDIFICI AGRICOLI SULL’AREA DELL’AEROPORTO


10:22 am on Saturday, 13 March 2010 

TROPPI EDIFICI AGRICOLI SULL’AREA DELL’AEROPORTO

Torrenova (ME):11/marzo/2010
La questione per noi del Comitato è fondamentale: sembra che presso il Comune di Torrenova siano state presentate molte richieste di autorizzazione alla realizzazione di fabbricati rurali in zona agricola E2 (tratteggiata in verde sulla carta) – dove dal P.R.G. è prevista una densità edificatoria di 0,03 mc/mq.

(Estratto dalla mappa del P.R.G di Torrenova)
L’edificazione di edifici rurali in area E2 è prevista dal Regolamento Edilizio di Torrenova, CAPO III - EDIFICI RURALI all’art. 48 - Norme per gli edifici rurali
“Sono considerati fabbricati rurali quelli, che servono all’abitazione dell’imprenditore agricolo a titolo principale, ai sensi dell’art. 12 della Legge n° 153/1975 e del personale che lo coadiuva; che sono destinati al ricovero ed all’allevamento del bestiame e degli animali da cortile, o che sono comunque inerenti alla conduzione dei terreni agricoli.
I fabbricati ed i locali rurali adibiti ad abitazione debbono rispettare le norme dettate per gli edifici di civile abitazione e le tipologie peculiari della dimora rurale locale.”
Inoltre il Regolamento Edilizio all’art. 38 prevede per i fabbricati di civile abitazione una superficie minima di 39 mq con un’altezza minima di 2,70 pari 105 mc. Questa cubatura può essere realizzata su un appezzamento di terreno esteso almeno 3.500 mq di terreno.

Nel merito

Si deve osservare che, mentre è certamente legittimo chiedere di essere autorizzati a realizzare un fabbricato rurale ai sensi dell’art. 12 della Legge 153/1975, la realizzazione contemporanea di molti edifici rurali concentrati sulla stessa area implica una variazione significativa del territorio in quanto:
a) necessariamente dovranno essere realizzate altrettante strade di accesso;
b) necessariamente si dovrà provvedere allo smaltimento dei liquami di tante case rurali in una fogna per non sovraccaricare la falda acquifera con gli scarichi solo parzialmente depurati delle fosse imhoff;
c) necessariamente si dovrà prevedere un servizio di approvvigionamento di acqua potabile, a meno non s’intenda utilizzare l’acqua dei pozzi, a loro volta non tutelabili dagli scarichi delle vasche imhoff;
d) necessariamente si dovrà creare una nuova rete per la distribuzione dell’energia elettrica;

Per dirla in altre parole: le specifiche caratteristiche, quali la dimensione dei lotti stessi e la concomitante vocazione a realizzare tanti edifici ad uso agricolo, in lotti minimi ed uno accanto all’altro, evidenziano in modo non equivoco l’intenzione di variare il territorio destinandolo di fatto ad uso edificatorio.

Da ciò nasce spontaneo il timore che questa “variazione territoriale” comprometta la realizzabilità dell’unica infrastruttura in grado di fare riemergere il territorio da quella crisi profondissima che paralizza qualsiasi attività e che lo emargina.

Ovviamente auspichiamo che gli organi territoriali:
1) valutino attentamente il rischio sopra paventato, sempre e comunque nel rispetto della legge e dei diritti;
2) che salvaguardino l’interesse collettivo, dichiarato anche nel Piano Strategico dei Nebrodi da ben 35 alla realizzazione dell’infrastruttura aeroportuale.
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Poiché su questa fattispecie la giurisprudenza si è ripetutamente pronunciata, con il solo scopo di agevolare una migliore comprensione di quanto sopra, riportiamo:

1) Un estratto della sentenza del TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA SICILIA (TAR), Sezione Prima,N.2493/07 Reg. Sent.N. 931 Reg. Gen. - ANNO 2001 fa rilevare:
…………………………………
Si osserva che in tema di lottizzazione abusiva l’art. 18, L.47/85 disciplina due diverse ipotesi. Secondo l’orientamento costante della giurisprudenza, si ha infatti lottizzazione c.d. materiale con l’inizio della realizzazione di opere che comportano la trasformazione urbanistica ed edilizia dei terreni sia in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, approvati o adottati, ovvero di quelle stabilite direttamente in leggi statali o regionali, sia in assenza della prescritta autorizzazione.

Si è in presenza della differente tipologia di lottizzazione c.d. formale (o cartolare) allorquando, pur non essendo ancora avvenuta una trasformazione lottizzatoria di carattere materiale, se ne sono già realizzati i presupposti con il frazionamento e la vendita (o altri atti equiparati) del terreno in lotti (che per le specifiche caratteristiche, quali la dimensione dei lotti stessi, la natura del terreno, la destinazione urbanistica, l’ubicazione e la previsione di opere urbanistiche, e per altri elementi riferiti agli acquirenti, evidenzino in modo non equivoco la destinazione ad uso edificatorio), creando così una variazione in senso accrescitivo sia del numero dei lotti che in quello dei soggetti titolari del diritto sul bene (cfr. Consiglio Stato , sez. IV, 11 ottobre 2006 , n. 6060)

Il bene giuridico protetto dalla predetta norma è da rinvenire non solo nell’esigenza di garantire una ordinata pianificazione urbanistica (il che postula un corretto uso del territorio), ma anche (e soprattutto) l’effettivo controllo del medesimo da parte del Comune, chiamato a reprimere qualsiasi intervento di tipo lottizzatorio, non previamente assentito.

Come precisato dalla Giurisprudenza amministrativa condivisa dal Collegio sussiste lottizzazione abusiva ai sensi dell’art. 18 l. 28 febbraio 1985 n. 47 ogni qualvolta si rinvengano elementi di fatto che comprovino in modo non equivoco la predisposizione dei terreni a scopo edificatorio (nella fattispecie: frazionamento e vendita di terreno agricolo in lotti di dimensioni inferiori a quelle prescritte e configurazione di un sistema di viabilità interna - Consiglio Stato , sez. IV, 30 giugno 2005 , n. 3531).

La stessa giurisprudenza ha tuttavia precisato che per aversi lottizzazione edilizia abusiva non basta la circostanza del mero frazionamento e vendita di lotti di terreno in zona agricola di superficie inferiore a quella stabilita dai piani regolatori per l’edificazione, dovendosi, sulla base della ricostruzione di un quadro indiziario che proceda dagli elementi indicati dalla norma, desumere in maniera non equivoca la destinazione a scopo edificatorio degli atti posti in essere dalle parti (T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 30 marzo 2005 , n. 2205)….

2) Un estratto della sentenza della Cassazione. Sez. III n. 23154 del 5 luglio 2006 (c.c. 18 maggio 2006) sul reato di lottizzazione abusiva.
………………………
“La L. 28 febbraio 1985, n. 47, art. 18, comma 1, della forniva una duplice definizione della “lottizzazione abusiva di terreni a scopo edificatorio”, ricollegandola:
a) ad un’attività materiale: “quando vengono iniziate opere che comportino trasformazione urbanistica od edilizia dei terreni stessi in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione”;

b) ad un’attività giuridica: “quando tale trasformazione venga predisposta attraverso il frazionamento e la vendita, o atti equivalenti, del terreno in lotti che, per le loro caratteristiche quali la dimensione in relazione alla natura del terreno e alla sua destinazione secondo gli strumenti urbanistici, il numero, l’ubicazione o la eventuale previsione di opere di urbanizzazione ed in rapporto ad elementi riferiti agli acquirenti, denuncino in modo non equivoco la destinazione a scopo edificatorio”. Questo secondo tipo di lottizzazione viene denominato “negoziale” o “cartolare” e si fonda sulla presenza di elementi indiziari, da cui risulti, in modo non equivoco, la destinazione a scopo edificatorio del terreno.

Tali elementi indiziari (descritti con elencazione normativa non tassativa) non devono essere presenti tutti in concorso fra di loro, in quanto è sufficiente anche la presenza di uno solo di essi, rilevante ed idoneo a fare configurare, con margini di plausibile veridicità, la volontà di procedere a lottizzazione (in tal senso è orientata anche la giurisprudenza amministrativa: vedi, da ultimo, C. Stato, Sez. 5^, 14.5.2004, n. 3136).

I due tipi di attività illecite dianzi descritti (lottizzazione materiale e negoziale) possono essere espletati, ad evidenza, anche congiuntamente (c.d. lottizzazione abusiva mista), in un intreccio di atti materiali e giuridici comunque finalizzati a realizzare una trasformazione urbanistica e/o edilizia dei terreni non autorizzata oppure in violazione della pianificazione vigente. Le disposizioni della L. n. 47 del 1985, art. 18, sono state testualmente riprodotte nel D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 30, comma 1.

Carmelo Giovanni PORTALE, Presidente Comitato aeroporto Eolie&Nebrodi

Torrenova: Aeroporto dei Nebrodi, buone nuove dal dibattito di Gliaca di Piraino


1:26 pm on Saturday, 30 January 2010 

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Eccetto un gruppetto di ambientalisti, severamente attaccati anche in questa occasione, ormai tutti sono concordi: sindaci, amministratori, imprenditori, professonisti, operatori non solo turistici, studenti, tutti d’accordo che la realizzazione dell’Aeroporto dei Nebrodi a Torrenova (nelle foto dal progetto dell’ingegnere GIUSEPPE PETRACCA, in alto il terminal, in basso la planimetria) si dovrà realizzare. Se ne è discusso nel corso di un dibattito svoltosi all’hotel “Riviera del Sole” a Gliaca di Piraino e dove deputati, nazionali e regionali, hanno preso l’impegno di coinvolgere direttamente il Presidente della Regione RAFFAELE LOMBARDO e il presidente della Provincia di Messina NANNI RICEVUTO…

Presso la sala convegni dell’hotel “Riviera del Sole” di Gliaca di Piraino si sono riuniti i rappresentanti delle diverse forze politiche presenti all’Assemblea Regionale Siciliana per discutere sulla realizzazione di un aeroporto nella fascia tirrenica della provincia di Messina. Hanno preso parte all’incontro alcuni deputati nazionali e regionali, sindaci e consiglieri provinciali, in rappresentanza delle diverse forze politiche. Tutti i presenti hanno concordato sulla necessità di un aeroporto nell’area tirrenica. Da un’analisi socio-economica del territorio risulta, infatti, che la realizzazione di un aeroporto (di almeno secondo livello) e non di un’aviopista (di cui da anni si parla in riferimento a questa zona della provincia), rappresenta un’esigenza non più procrastinabile. La zona tirrenica, tanto nelle sue aree costiere quanto in quelle montane, possiede una forte vocazione turistica che non può essere assecondata in assenza di strutture come quella aeroportuale; inoltre, un aeroporto diventa estremamente importante per chi, per ragioni lavorative, deve spostarsi con una certa frequenza verso il resto d’Italia o l’estero. Si è stabilito che il passo successivo all’incontro sarà quello di coinvolgere, nel più breve tempo possibile, i Presidenti della Regione Raffaele Lombardo e della Provincia Regionale di Messina Nanni Ricevuto, affinché attenzionino la questione e, in collaborazione con l’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile), conducano, in primo luogo, gli studi necessari ad individuare il sito più adatto per la realizzazione della struttura aeroportuale e, successivamente, tutti gli studi di fattibilità, di impatto ambientale e di sostenibilità economica necessari alla realizzazione dell’opera. Si è, quindi, concordato di istituire un tavolo politico ed un tavolo tecnico, quest’ultimo anche con la partecipazione dell’Enac oltre che della Regione, della Provincia e dei Comuni interessati. Tutti i partecipanti hanno condiviso il fatto che l’incontro svolto rappresenta un passo importante per la politica locale: le forze in campo hanno deciso di instaurare un dialogo allo scopo di individuare ed assecondare la vocazione del territorio dando inizio ad un percorso serio di sviluppo a lungo termine.

by glpress

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